Una caratura artistica di peso e spessore, dai samples allo storytelling, Madreperla si aggiudica lo status di libro sacro della cultura hip hop Italiana.
Non prendiamoci in giro, la musica rap è diventata la “gonna troppo corta” che tutti cercano d’indossare, scordandosi che non basta avere delle “belle gambe” per farlo.
A ricordarcelo, non a caso, è proprio il padre della cultura Hip Hop Italiana, Cosimo Fini che, con il suo nuovo album Madreperla, nella giornata dell’11 Gennaio veste i panni del professore e c’immerge in una Masterclass, nuda e cruda, riesumando le fondamenta e le regole sacre che distinguono un prodotto ben fatto da uno finito.
Quando scrivete una canzone, parlate di ciò che conoscete, di qualcosa che avete vissuto sulla vostra pelle
Uno dei temi sensibili affrontati infatti, sia all’interno del disco che all’interno della masterclass, è proprio la realness applicata al talento
Nuovamente non a caso, Madreperla racchiude al suo interno una valanga di esempi di veicolazione e versatilità musicale rapportati alla radicalità imponente dell’identità stilistica.
Uno dei primissimi casi è la costruzione dei Sample, firmati da una delle pietre miliari della scena rap: Bassi Maestro, leggenda dell’underground sin dagli anni ’90.
Da Here Comes The Hotstepper di Ini Kamoze al soft rock inglese degli anni ’70 di Judie Tzuke, passando per Amore Impossibile dei Tiromancino, il gioco di campionamenti si spinge ben oltre i confini della musica black con: Mi hai capito o no? brano che riprende l’omonima cover italiana eseguita da Ron nel 1983 di un classico di Daryl Hall & John Oates.
Questo è un concetto sintetizzato alla perfezione nel brano “Da 1k in su” dove compare il featuring internazionale con Benny The Butcher, del collettivo Griselda
Il pezzo si racconta come uno schiaffo a mano aperta, Cosimo si muove in maniera eccellente sul beat, accusando chi abusa di una narrativa scenografica da Pulitzer senza averne i mezzi.
Il fotografo Luigi Ghezzi, disse che tutto ciò che si può chiedere ad una poesia, alla musica o ad un opera d’arte in genere, non è nient’altro che una fotografia.
Credo che quando Cosimo parlasse d’identità personale, si riferisse proprio a questo. Raccontarsi attraverso un binocolo che possa raggiungere l’occhio di tutti, ma che mantenga forte e chiaro la propria riconoscibilità e concezione di sguardo.
Madreperla è la sequenza filmica e musicale Ghezziana della nostra generazione
Altro brano degno del platino è indiscutibilmente “Lontano dai guai” feat. Mahmood, il pezzo introspettivo del disco dove, Gué, si presenta disarmato nella metrica scivolando amaramente nelle realtà black della coscienza.
Una citazione al padre mancato, alle scelte controverse ed agli errori. Gué ripudia l’ipocrisia dello Star system italiano definendolo ambiguo e gesuita.
Non sono riuscito a far vedere a mio padre fin dove sono arrivato e questo mi pesa
La voce ipnotica ed onirica di Mahmood rende la fibra del brano collosa e perfettamente in linea con l’ambient.
Sempre per accodarmi ad una serie di talenti che, senza alcun dubbio, hanno saputo carpire l’asset di cui parla Gué, ci tenevo a citare un non troppo streemato Gianmaria Testa che, nel brano “Il valzer di un giorno”, condannava la perdita del contatto comunicativo, ricordandoci che la questione del linguaggio è una faccenda seria.
Allo stesso modo, con tempistiche più recenti, troviamo il buon vecchio e caro Gemitaiz che, nella sua iconica e viscerale “Outro in the night”, porta un po’ d’ordine fra ciò che è priorità e quel che invece deve essere prioritario.
Sul palco della Triennale pochi sfarzi, Gué si serve delle necessarie: un divano, una consolle e l’esperienza del talento
Il suo è un tour vero e proprio all’interno della musica hip hop: dai fondamenti dello storytelling allo styling dei sample, Gué non si dimentica di ricordarci la regola aurea:
Alla realness unite il talento.
Le atmosfere dark dell’hip hop newyorkese, i sintetizzatori psichedelici e distorti del G Funk di Los Angeles, il minimalismo grezzo e dissonante del dirty south, queste le basi che reggono uno degli album che, al giorno d’oggi, potrebbe definirsi il dizionario per eccellenza della stilistica underground.
Altro elemento che conferisce imponenza al disco riguarda proprio la scelta dei featuring.
Da Mahmood all’internazionale Benny the Butcher, senza dimenticarsi le nuove grandi rivelazioni come Napoleone, Paky ed Anna fino alle grandi firme di Massimo Pericolo, Sfera Ebbasta e Rkomi arriviamo all’ormai collaudato e storico Marracash.
Attenzione particolare va al brano “Chiudi gli occhi”, co-prodotto da Dj Shablo dove, troviamo la riconoscibile firma di una delle penne rivelazione della scena musicale: Rose Villain.
La penna multicolore di Gué si rivela ancora una volta una delle migliori del panorama Italiano
Madreperla è un disco che non ha bisogno di ulteriori spiegazioni poiché riesce a farlo da solo, lascio la parola alla mia collega Debora Giampietro che, attraverso un super report, ci racconterà cos’è successo ieri sera in piazza Affari, al preascolto del disco in collaborazione con Apple Music.
DAL REPORT DI DEBORA GIAMPIETRO:
Un’ora dopo la mezzanotte del 13 gennaio, a soli 13 mesi da GVESVS, esce Madreperla, l’attesissimo settimo disco di Guè. Come preannunciato sul suo profilo Instagram, il rapper milanese ha organizzato in collaborazione con Amazon Music una sessione di ascolto in anteprima dell’album aperta al pubblico durante la sera del 12 gennaio in una delle location più iconiche di Milano: Piazza Affari.
Noi potevamo perdercelo? Ovviamente no.
Inizio del preascolto di Madreperla previsto alle ore 21.
Ore 20.30: la sede della Borsa straborda già di gente. L’hype è tangibile in ogni angolo della piazza, la curiosità è alle stelle, le aspettative altrettanto. Le premesse però sono ottime, a partire dalle produzioni musicali di Bassi Maestro, capostipite e pezzo di storia della cultura hip hop italiana, alle svariate collaborazioni già negli anni affermate e non (quest’ultime svelate già nel trailer su Instagram con protagonista Jerry Calà).
Tutto è pronto. Parte la prima traccia e arriva l’ex Club Dogo a salutare il pubblico e ad augurare un buon ascolto. La piazza è avvolta da fischi e urla di ammirazione. Ogni pezzo viene accolto con clamore ed entusiasmo. C’è chi balla, chi immortala tutto sul suo smartphone, chi commenta in tempo reale con l’amico, qualcuno che videochiama chi non è potuto esserci ma non ha assolutamente ancora voglia di aspettare altre ore per gustarsi Madreperla.










