“Berserk” è la rilettura della vita targata Voina

da | Nov 14, 2022 | Recensioni singoli

Canzoni tristi per persone che vacillano tra i loro mille umori. Tornano i Voina con la loro Berserk, uscita la notte dell’undici novembre.

Un brano, quello della band abbruzzese, che strizza l’occhio all’indie rock e al cantautorato, Berserk è una richiesta che viene sussurrata e spera di trovare un porto sicuro dove poter attraccare e trovare l’altro in grado di esaudirla.

Berserk è un brano propedeutico al prossimo ep dei Voina che uscirà a dicembre, Yoga pt.2.

Scopami
Come se domani morissero tutte le stelle
Inghiottimi e dimmi che
Non ci succederà niente

Dimmi che arrabbiarsi non serve
Che non può piovere per sempre
Mentre qui piove ancora
Piove ancora

Se leggessimo solo il testo, se ci soffermassimo al peso delle parole, penseremmo che tutto sia urlato, in modo tale da poter attrarre l’attenzione dell’altro. Invece resteremmo delusi, il tutto è sussurrato, parlato, quasi con un filo di voce, come se ormai esausti dopo mille peripezie fossimo ancora capaci di chiedere aiuto, di chiedere qualcosa che possa salvarci.

Non si tratta di una scopata, è evidente. Il sesso passa quasi in secondo piano di fronte all’esigenza di sapere che domani andrà meglio. Resta che non conoscendo il futuro, chiediamo un ultimo momento insieme, quel sesso forse mai fatto prima, con la consapevolezza che tutto probabilmente finirà. Non si tratta di sesso triste, attenzione. Consapevole, maturo, capace di rendere meno amaro quel domani che non conosciamo, ma che probabilmente ci dividerà dall’altro.

Ci vuole metodo per sbagliare sempre
Così ho iniziato a rileggere Berserk
Pare destino che io sia un perdentе

Sarà il senso di perenne sconfitta che porta a non essere lucidi, a sbagliare sempre. L’errore concepito come un torto subito dagli altri, questo comporta quella voglia di vendetta che ritroviamo nelle letture di Berserk, impersonificarsi in Gatsu, quel guerriero dentro di noi costretto a vagare senza sosta per sopravvivere e trovare quella rivincita.

Guardiamo il tempo che passa
Beviamoci una cosa in piazza
Spingimi contro un muro
Buttami al collo le braccia
Leccami la faccia
Con la polizia che ci guarda

Questa sarebbe esattamente la mia rivincita sulla vita. Un amore capace di non fare tripli salti carpiati, ma di sorprenderti spingendoti addosso al primo muro. Un amore fatto di abbracci improvvisi, di lingue curiose in barba alle forze dell’ordine. La versione più estrema di me si immagina a Vancouver, quel bacio in mezzo alla sommossa, forse è qui che inizio a vedere quel fil rouge tutto mio tra Berserk e Ossa, un amore bello come una piazza in fiamme, tumulti e scontri poco tranquilli.

L’estetica fa a pugni con l’aritmetica
E ogni ferita è una dedica
Da portare addosso
Come un cappotto, quando nevica
Un motore immobile
Se ne fotte della forza cinetica
E io ti amo
Come dio ama un’eretica

Nessun tatuaggio condiviso, solo ferite sulle pelle come dediche di quello che è stato, di quelle capaci di difenderci dal freddo che resta fuori di noi. Una rivisitazione del dolore passato, un modo per qualificarlo, dargli un senso.

Berserk dei Voina è vostra. Amatela, sussuratela, ascoltatela.

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