Carl Brave a Roma è come il cacio sui maccheroni

da | Lug 16, 2022 | #Cromosomiintour

L’artista romano ha aperto il suo tour estivo partendo dal Rock in Roma, ed è stato un successo. Siamo stati al Rock in Roma, alla prima tappa del tour di Carl Brave dopo un lungo tempo di stop. Abbiamo avuto la fortuna di assistere a uno show adrenalinico perfettamente bilanciato tra i suoi tormentoni più […]

L’artista romano ha aperto il suo tour estivo partendo dal Rock in Roma, ed è stato un successo.

Siamo stati al Rock in Roma, alla prima tappa del tour di Carl Brave dopo un lungo tempo di stop. Abbiamo avuto la fortuna di assistere a uno show adrenalinico perfettamente bilanciato tra i suoi tormentoni più conosciuti e le tracce più movimentate, per poi fare una chiacchierata direttamente con lui a fine concerto. Ci ha raccontato le sensazioni di tornare a cantare dal vivo, i suoi sogni nel cassetto a livello artistico e di come si è slogato una caviglia giocando a basket.

Innanzitutto, non è un caso che abbia scelto proprio Roma per la prima data del suo tour. “L’ho fatto per rendere le cose più difficili, per sentirla di più” ci dice, ma la decisione ha decisamente ripagato. Il suo pubblico lo aspettava da troppo tempo e la risposta è stata quella delle grandi occasioni.

Tra i motivi del successo c’è anche uno studio dettagliato della scaletta e dello spettacolo da portare sul palco.

Dopo un ingresso un po’ in sordina ci mette poco a sciogliersi e da lì in poi passerà il concerto a correre e saltare, aiutato anche da una lunga passerella installata per farlo arrivare fino al cuore del parterre. Tutto questo facendo slalom tra i suoi musicisti, una band composta da ben 12 elementi tra percussioni, tastiera, chitarre, basso e cori. A testimonianza del fatto che il gioco di squadra per lui è tutto, come ha imparato giocando a basket fin da piccolo. Carletto, come lo chiamano tutti a Roma, è infatti un ex cestista (e vista l’altezza non poteva essere altrimenti) e ammette che lo sport è stato fondamentale per la sua formazione. Il gioco di squadra, come dicevamo, ma anche la competitività con sé stesso e con gli altri.

Già perché un artista deve sempre cercare stimoli e punti di riferimento diversi. Quando ci parla di colleghi a cui ispirarsi cita Cremonini, non proprio l’ultimo della classe, anche se il suo sogno sarebbe collaborare con un artista internazionale (tipo Stromae, gli suggeriamo noi).

Carl Brave punta molto sulla sua vena di produttore, “è la cosa che mi diverte di più” e non esclude che in futuro la sua carriera possa prendere definitivamente quella direzione.

Anche il suo ultimo disco Sotto Cassa va decisamente in quella direzione e ieri sera lo abbiamo potuto ascoltare anche nella dimensione del live, quella che più di tutte può valorizzarlo. Brutto Esempio, Pokemon GO e Piazza Trilussa (con Pretty Solero) hanno regalato un momento da club all’aperto facendo ballare tutti.

Proprio Pretty Solero è stato il primo degli ospiti a comparire sul palco (insieme hanno cantato anche Fototessera) ma le sorprese non sono decisamente mancate. Sulle note di Spigoli ecco comparire in tutto il suo splendore Mara Sattei, mentre per un’altra delle sue hit un po’ più “datata”, Malibu, non poteva mancare Gemitaiz. Infine Max Gazzè e Noemi, anche contemporaneamente sul palco per le ultime note di Posso, hanno chiuso il cerchio dei grandi ospiti. Con Hula-Hoop e Makumba traspare chiaramente il grande feeling con Noemi che ha permesso ai due artisti di bissare il tormentone della scorsa estate. “Umanamente ci siamo trovati subito, insieme funzioniamo” ci dice, e sul palco si vede.

Uno dei momenti più belli della serata è il medley nostalgico con alcuni pezzi di Polaroid. Impossibile non sperare nell’ingresso a sorpresa di Franco126, ma le varie Sempre In Due, Enjoy, Tararì Tararà e Noccioline Carl le canta da solo. Il risultato non può essere lo stesso, ma è comunque un bel tuffo nel passato per i fan di vecchia data.

Chiudiamo la serata e l’intervista con un brindisi dandoci appuntamento alla prossima. E non mancheremo, perché Carl Brave a Roma, come dice il proverbio, sta come il cacio sui maccheroni.

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