“Vergogna”, il manifesto di cmqmartina

da | Recensioni album

Ambasciatrice della generazione Z, cmqmartina pubblica il suo terzo album, Vergogna, in un caldo venerdì di metà giugno.

Un perfetto equilibrio tra le sonorità estroverse della cassa dritta che irrompe nelle orecchie di chi ascolta e l’introversa intimità delle parole e dei testi.

Diverse le collaborazioni e produzioni che troviamo all’interno di Vergogna, per citarne solo alcune troviamo Mr. Monkey, Leonardo Lombardi, Marco Barbieri e Splendore che hanno contaminato l’album.

Vergogna è un album intimo, è un’emozione che ci accomuna e che forse mai come in questi anni si sta cercando di combattere attraverso l’abbattimento dei giudizi. ed è proprio così che è nato.

La vergogna è un sentimento che mi sono portata dentro per molto tempo e vorrei trasformare questa parola e questa sensazione nel mio manifesto. Ho capito che la vergogna per essere se stessi può diventare un punto di forza. In questo disco cerco di lasciarmi andare alle emozioni che ho provato e alle persone che ho incontrato in questi mesi analizzandole nei particolari. Ho scoperto nuovi approcci e nuove influenze musicali che mi hanno fatto concepire la musica e scriverla in modo diverso. Credo più aperto. Nel disco abbiamo registrato archi veri, un hammond degli anni 60 e sintetizzatori pazzeschi. Scrivo canzoni per riordinare i pensieri e per capire meglio il rapporto che ho con ciò che mi circonda. Le canto per chi non trova le parole e riesce a specchiarsi nelle mie. Per sentirsi un po’ meno persi.

Ecco perché mi piace immaginare cmqmartina come ambasciatrice della generazione Z.

Vergogna viene descritta sotto tante sfaccettature.

Ad esempio l’invidia che troviamo in la peggiore con boyrebecca. Oppure l’acidità e la rivendicazione in mia.

Mi hai chiamato tua, ma sono solo mia

Vergogna è anche malinconia con 123 medicine, voglia di fuga in inferno rosa, con il dolore è ancora autocritica, mentre abbiamo ancora voglia di libertà con selvatica.

non scomparire mi ha conquistata con i suoi battiti profondi, un sentimento che svanisce e si fa quasi lirico. Accelerazioni e giochi finali a rendere quasi giocoso un pezzo che in realtà di base non ha nessuna voglia di giocare. Una dopo l’altra all’interno di un viaggio intimo scivolano le tracce, con una consapevolezza: che prima o poi va tutto al posto giusto.

cmqmartina ci dà prova ancora una volta una prova tangibile di quanto il suono possa ingannare se le parole non vengono ascoltate, di quanto abbiamo la tendenza a fidarci del superficiale e non dell’essenziale.

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