“Cobalto”, la hit non hit di Eman

da | Recensioni singoli

Dai modici 36 gradi di Milano del 21 giugno, davanti ad un mare di cemento e disperazione, parliamo di Cobalto di Eman, una delle più belle uscite di venerdì 17 giugno. 

Ed è così che arriva un’altra estate

dentro un mare di gente 

ma sempre a disagio con te 

ti guardo da qui che corri in contro alla tua estate

io non voglio far niente 

al massimo un altro caffè

Eman è un artista dai natali calabresi, ma d’impossibile categorizzazione musicale. Da buoni abitanti del ventunesimo secolo, sono sicura che il passaggio successivo sarebbe stato cercare sul motore di ricerca preferito informazioni sul passato del cantante.

Vi precedo, oscilla dal reggae-dark, eletro-rock ma guai a dire indie.

Cobalto è il suo secondo brano firmato con Mescal insieme a Il matto, che vi consiglio di recuperare se non l’avete ancora ascoltata. 

Hai fatto il tuo taglio delle spese 

Non lasciare più le luci accese

Partenze intelligenti tutte alla stessa ora 

Con ironia e per alcuni tratti cinismo, Eman ci espone le sue considerazioni su come si è e(in)voluta l’estate fino al 2022. Un affannarsi annuale tra risparmio e privazione, per poi partire ed incolonnarsi al primo casello autostradale in un traffico a colori cambiando spasmodicamente la radio in attesa di una notizia che avveri il sogno italiano: una botta di culo che risolva i problemi.

Il tutto per poi pentirsi amaramente della scelta fatta tra bagnini statuari, barche e macchine noleggiate, vicini di ombrellone, coppie alla ricerca della posa perfetta per patinare la propria vita su instagram, padel ed ustioni.

L’incredibile estate italiana, fantozziana, piena di contraddizioni ma estremamente agognata.

Quante volte magari ci siamo ritrovati a guardare trasognanti il mare e definirlo estasiati blu Cobalto. Una distesa così grande, misteriosa e cangiante difficile da stimare, risulta perciò naturale rapportarla a qualcosa di più piccolo, ma prezioso, per quantificarne il suo valore.

È con questo miraggio che ogni anno ricadiamo nello stesso errore dalle sabbie bianche, il cielo azzurro e il mare cobalto. Un paradiso terrestre che svela essere un limbo nel quale si rimane incastrati tra la voglia di e il ripudio per.

Per giungere in fine all’amara conclusione che in realtà quello che realmente si voleva non era altro che non far niente (forse sorseggiando un caffè).

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