“Ferro del mestiere” è il nuovo album di Jake La Furia

da | Recensioni album

Ferro del mestiere è il nuovo album di Jake La Furia ed è, letteralmente, una bomba.

Dopo l’incredibile successo del joint album 17, Jake La Furia è finalmente tornato con il suo nuovo album, Ferro del mestiere. In occasione del lancio, noi di Cromosomi abbiamo avuto l’occasione di ascoltare l’album in anteprima, presso gli studi di Sony Music Entertainment.

Abbiamo chiesto a Jake i pensieri che hanno dato vita al nuovo album e lui ci ha risposto così:

Non c’è spazio per i sogni quando sei real, quando vivi senza mezze misure e scappare non è un’alternativa. La strada, la vita che non fa sconti, zero edulcoranti. Artefici del proprio destino fino alla fine, perché salvezza è solo una parola e non è presente nel tuo vocabolario.

Barre pungenti, aggressive attraverso cui l’artista si racconta tra tutto quel che è stato e ciò che sarà. Jake La Furia ha deciso di non essere solo nella realizzazione di questo nuovo progetto, ma si è fatto accompagnare da diverse generazioni del rap italiano e non solo, chiamando al suo fianco produttori e artisti tra i più noti della scena urban.

L’intro del disco è Venti Primavere, in cui l’artista sottolinea il suo aver cominciato (e mai smesso) a far musica “per prevalere”, per distinguersi dagli altri. Già dalle prime barre si comprende l’andazzo di tutto l’album: schietto, diretto, nel pieno del suo stile Jake racconta e non le manda a dire, critica, togliendosi anche qualche sassolino di troppo.

Non ho pianto per gli infami
Che ha lasciato sotto terra il mio lavoro
Perché se ti fermi troppo con i morti, frate
Prima o poi ti portano con loro

Il resto dell’album è un flusso costante dal quale è impossibile distaccarsi. I featuring sono totalmente azzeccati e ogni canzone ha una nota decisamente unica. Una tra tutte, Indiani e Cowboy che trasmette tutte le difficoltà della vita del quartiere, del peso del successo e delle relazioni che non smetteranno mai di esistere.

Sono cresciuto con gente che era del quartiere
Sì, ma non era di strada
E ora che parla di strada il quartiere
Li guarda si fa un’amara risata
Io ero di strada ma non del quartiere
Il fatto è che ho fatto più male che bene
Bene che vada, vi offro da bere
Male che vada oggi moriamo insieme

Ferro del mestiere doveva segnare il ritorno di un grande artista, possiamo sicuramente dire che il grande artista non ha deluso le aspettative.

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