“Signore del bosco” di Massimo Pericolo e Dardust

da | Recensioni singoli

Signore del bosco, fuori venerdì. Per chi non scorda le proprie radici”.

Senza troppi fronzoli, Massimo Pericolo annunciava sui social, pochi giorni prima, l’uscita del nuovo singolo, in collaborazione con Dardust.

Signore del bosco prende il nome dal libro dello stesso rapper, che vede la sua pubblicazione nell’agosto 2021. Racconta la propria storia, i mille viaggi, dallo sbando sregolato fino al totale rigore.

È proprio questo dualismo che ha spinto il produttore e musicista Dardust ad avvicinarsi al mondo di Massimo Pericolo.

In realtà, la musica che troviamo nel Signore del bosco non è la base di un brano, bensì la colonna sonora di un film animato asiatico. È infatti nella cultura orientale, più precisamente in quelli che sono i racconti fantastici dello Studio Ghibli , che troviamo la radice madre di tutte queste parole.

Signore del Bosco racconta di quella sensazione di crescere troppo velocemente e di non riuscire a star dietro a tutte le cose “come i grandi”, ma siamo davvero pronti a tutto questo?

Così ci affidiamo indifesi a qualche entità, come accade in Il mio vicino Totoro, film d’animazione firmato Studio Ghibli, datato 1988, eppure ancora così vicino a noi.

Di cosa parla? Totoro è questo essere soprannaturale che vive nel bosco e si prende cura di due bambine con la madre malata. Così in Signore del bosco, Massimo Pericolo riconosce in ogni personaggio la rappresentazione di qualche elemento.

“Il bosco è la provincia, che dietro al verde dei boschi nasconde interi paesi. Le due bambine siamo tutti noi alle prese con la vita. La mamma malata è una società e uno stato che non sono presenti quando ne avremmo bisogno.”

E Totoro chi è? Totoro è quella persona in cui troviamo ristoro, quella persona che riesce a dar voce ai pensieri, alle preoccupazioni, quella che si fa carico dei pesi altrui.

Con totale solennità e fermezza, Massimo Pericolo si palesa “Io sono il Signore del bosco”. Non resta che ascoltarlo e rispecchiarsi, qualora si voglia, nelle sue parole che si perdono tra le fronde degli alberi.

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