“Osiride” di Nashley è un rapporto intimo

da | Recensioni album

È il binario 10 fermata Osiride con Nashley a bordo. L’album dell’artista vicentino è davvero una scoperta. Pubblicato il 4 marzo, il rapper ha alzato notevolmente il livello puntando sulle melodie e sull’intimità.

Osiride” di Nashley arriva dal seminterrato, ma guarda dal lucernario.

Il rapper conosciuto, tra le altre cose, per brani come Cenere e per i feat con MamboLosco, con Osiride afferma il suo carattere artistico. Pulito, netto e puro sbaglia poco nelle melodie. Una voce avvolgente, un mood che abbraccia diverse sfumature dell’anima fanno di Osiride il prolungamento stilistico di Nashley.

L’artista si dà valore e sfrutta al meglio le sue note, ne sono una prova i featuring: Fasma, IRBIS37, Anna Tatangelo, Jake La Furia e Tancredi. Grande abilità melodica e interpretativa per un rapper che si pone come esponente più che di un genere, di una tonalità diversa. Nashley è espressione di un nuovo corso fatto di melodie morbide e di corpi spigolosi, stretti e accartocciati.

Ho perso il fiato e non l’ho mai ripreso
Gambe di vetro, spalle di ferro
Tra il male e il bene indovina che ho scelto?
Meglio morire vivendo davvero che vivere solo a metà, vale zero

“Osiride” è eccesso, fragilità, storie di vita, debolezze e strada.

Tutto questo non basta, però, a darne una corretta definizione. Nashley è urbano, ma la città è grigio cemento, possente come un corazzato, maestosa come Amsterdam. La dimensione geografica e temporale è fondamentale in questo caso, poiché “Osiride” si traduce in didascalie annebbiate di fumo e di cenere.

L’album ha un passo felpato e procede nell’atemporalità e in luoghi sempre identificabili in maniera immediata. La volontà di dare spazio al momento è palese e l’importanza dell’attimo che ne consegue lascia una sensazione amara e tagliente.

Lasciami tornare a piedi stanotte

Voglio perdermi tra le luci intermittenti come dentro i film (Dentro i film)

Vorrei perdere la voce, urlando in giro il tuo nome come fosse una canzone

Dimmi che rimani qui mentre piove tutta notte

Nashley ha cambiato la musica italiana con “Osiride”?

Nashley non si è mai posto l’obiettivo di creare un culto musicale attorno alla sua figura. C’è un suono, un tocco che, però, identifica l’artista. I suoi brani si legano e si incastrano perfettamente nelle vite e nelle esperienze dell’ascoltatore.

C’è una forte empatia tra ciò che si sente e ciò che si realizza o che è già passato nell’esperienza vitale di colui che fruisce della melodia.

Questo rapporto intimo, personale, denota attenzione da parte di Nashley che in Osiride ha tradotto emozioni in altre emozioni creando un perfetto equilibrio tra entità uguali semanticamente ma non pragmaticamente.

E brucerei la città
E fuori nevica, è inverno
Ti prego, dimmi cosa resterà (Resterà)
Aspetto al binario dieci come ogni sabato sera
Guardando un treno che non passerà

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