Cosmogonia di Emanuele Presta è la sintesi perfetta delle ricerca costante delle cose

da | Recensioni singoli

C’é una smania di dar la caccia a qualcosa profondamente radicata nel cuore umano” scriveva Charles Dickens. Emanuele Presta ha fatto completamente suo questo messaggio, dando vita alla sua Cosmogonia, un brano intimo che punta dritta alla ricerca delle cose.

Più cerchiamo, più siamo soggetti a perdere qualcosa per strada, lo sappiamo noi e lo riconosce Emanuele Presta. Nel brano vengono citati tre oggetti che descrivono questo concetto di perdita: l’orecchio per Van Gogh (permanente), le chiavi di casa (momentanea e frequente) e il Santo Graal (di carattere utopico, riguardo a qualcosa che non sappiamo di avere o che forse non esiste).

Voglio andare via
Dove non esiste la recinzione
Un astronauta la cosmogonia
Un marinaio contro Poseidone
Un poeta che resta a galla
Contro al perimetro di se stesso
Per sfoderare ali di farfalla
E volare su quest’universo

Da questi versi si avverte il bisogno di Emanuele Presta di andare oltre, altrove. L’urgenza è palese, si sente tutta la necessità di abbattere le pareti e i limiti per dirigersi verso il mare del possibile.

Cosmogonia è una richiesta di aiuto, una mano tesa che attende di essere afferrata. La volontà di evadere, lasciarsi alle spalle consapevolmente qualcosa per poter abbracciare altro, con la speranza che non ci conduca sempre più in basso.

Io cercavo la felicità perenne
Dentro al baratro dell’anima

Emanuele Presta ha all’attivo quattro singoli usciti nel 2021, che su Spotify hanno raggiunto complessivamente più di mezzo milione di ascolti. Cosmogonia è il quinto singolo.

Buon ascolto.

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