Viola blu è la tavolozza di colori che ci fa conoscere meglio TOTALE

da | Recensioni album

TOTALE torna sulla scena, questa volta con un ep di cinque brani che prende il nome di Viola blu. Un ep sincero, che raccoglie tutte le anime di TOTALE, permettendoci di cogliere sfumature sempre più particolari dell’artista romano.

Viola blu è anche la title track dell’ep. TOTALE afferma questo:

”Ho voluto sperimentare e creare un beat lo-fi su cui cantare un testo indie. Il risultato mi è piaciuto subito, e la cosa che preferisco di questo brano è la contrapposizione che si crea tra le strofe lo-fi e l’esplosione del ritornello che è mega pop.”

Profumo di insicurezze e viola blu, perdite e bolle che scoppiano, con la consapevolezza che l’altro sia sempre presente e l’incapacità di parlarne, un blocco quasi precauzionale per salvaguardarne i ricordi che non cerchiamo più, ma che dobbiamo sapere di avere.

C’è un file rouge tra i cinque branio di Viola blu, lo si intravede, lo si avverte quando le note e le parole si poggiano sul padiglione auricolare e prendono la strada del canale uditivo: maledettamente o benedettamente indie, coerente, con identità, con l’attitudine giusta per affrontare le critiche verso un genere sempre un po’ bistrattato.

Indie Italia trova posto in questo ep, è la chiara concezione di come tutti ci ritroviamo in quello che ascoltiamo. Ogni canzone ci riporta in un luogo, con qualcuno. A occhi chiusi parte questo cortometraggio di ricordi, anche se non vorremmo farlo. E’ maledettamente automatico.

Ascolto un’altra canzone
Non so davvero come
Tutto questo sia possibile
Che meno ti penso
E più tutta “Indie Italia” parla di noi due

Non riesco a dirtelo è quella dedica timida che piacerebbe che qualcuno dicesse/scrivesse/cantasse per noi. Un romanticismo non troppo smielato, forse un po’ adolescenziale ma non dispiace per nulla.

L’immagine di noi con in mano il cellulare pronto a scrivere all’altro, ma incapaci di farlo, la voglia di vedere cose dell’altro che non vedremo più, come la calligrafia, sfogliare foto magari non sotto il letto, ma tra i media di Whatsapp o Telegram.

Poi quel sax maledettamente erotico e malinconico che senza fatica ti riporta a Venditti, capace forse di sciogliere quel nodo in gola che non ci permette di parlare o sbrogliare le dita delle nostre mani incapaci di mandare quel messaggio.

Viola blu contiene altri due brani che scoprirete da soli. Sappiate che ne vale la pena approfondire. Concedetevi un quarto d’ora del vostro tempo. TOTALE saprà valorizzarlo pienamente.

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