“Black Rain”, mondo decadente di Murubutu, Claver Gold e Rancore

da | Recensioni singoli

Black Rain” è il nuovo singolo di Murubutu, Claver Gold e Rancore, pubblicato pochi giorni fa sulle piattaforme digitali.

Black Rain” non è un brano, o meglio non solo. Bisogna parlare di vero e proprio racconto futuristico-decadente.

Paesaggio cupo, meccanico, tossico governato da una “Black Rain” incessante. Tanti i temi e moltitudini di riferimenti per i tre rapper più concettuali del panorama italiano. Le tre strofe sono tre macro aree di questa dittatura pluviale in cui la decadenza è il sentimento perpetuato. Se si osserva la strofa di Murubutu si denota subito un chiaro overture geografico e ambientale, in cui la landa tossica è appesantita dalle nubi velenose. La pesante pioggia nera piega i palazzi. Interessante è il passaggio sul panopticon, carcere ideale progettato sul finire del ‘700 da Jeremy Bentham. Il concetto chiave è il controllo ad opera di una sola persona di tutti i soggetti all’interno della struttura senza che questi siano a conoscenza del momento in cui vengono effettivamente controllati. Il concetto ripreso, tra gli altri, da Orwell e Chomsky, è posto in relazione al controllo della Terra da parte della pioggia nera.

Claver Gold analizza la società della dittatura pluviale, della “Black Rain”.

Il sentimento di sconfitta in questo punto di “Black Rain” è fondamentale. Claver Gold evidenzia tra l’odore di acido e il paesaggio tossico, il sentimento materno. Le madri sono come la “Donna Litta” di Da Vinci: lo sguardo delle madri rivolto ai figli è come quello della Madonna verso Gesù bambino nell’opera del Da Vinci. L’umanità nella distopia è uno dei punti più alti e critici di questo brano. Anche gli spilli fitti che trafiggono, ispirati a De Andrè, sono un’immagine  di impotenza umana rispetto a ciò che lo stesso uomo ha creato e rispetto alla rivolta della natura.

La pioggia cala ed ogni casa qui è una palafitta

Le madri guardano i bambini in vita, Donna Litta

La storia della Terra ancora non è stata scritta

Black Rain è animata anche dalla tecnologia tipica di Rancore.

A proposito di Madonna, a questo punto del brano, questa diventa una tecnomadre (riferimento a “Questo Pianeta” dello stesso rapper). L’evoluzione dell’icona da umana ad androide è una conseguenza dei tempi. Solitamente questo personaggio per Rancore è demoniaco, in questo caso il rapper ha caratterizzato il significato da un’aurea super partes. L’immagine che, però, più di tutte rappresenta la decadenza del mondo sono gli affreschi che si sciolgono: gli indici, della Creazione di Adamo, si toccano. L’uomo e la divinità, Dio, si mischiano, non sono più tangenti. Cambia il culto, cambia il mondo e si va verso l’oblio.

Cambierai Dio, come Adamo dall’incipit

E gli affreschi si sciolgono e si toccano gli indici

Belliche fiabe di una guerra tra le stelle in mezzo a lande desertiche

Il sole ci sta contro poi ci inondano fedi geocentriche

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