Iride si racconta a Cromosomi, tra occhi israeliani, chitarre elettriche e piccoli spoiler

da | Interviste

Cromosomi ha avuto il piacere di incontrare Iride, un artista che ci ha permesso di entrare nel suo mondo e osservarlo più da vicino.
Le sue sonorità spaziano dal rock all’alternativo, all’elettronica intrisa di correnti pop. La sua voce e le sue parole raccontano, invece, i suoi sentimenti più profondi.

Ciao Iride! Allora? Come ti senti dopo l’uscita del tuo primo singolo, Perdonami ?

Beh che dire ! Per me stesso è un grande traguardo ! Come ho spiegato in diverse interviste ho sempre lavorato in questo settore, ed è sempre stato affascinante vedere l’evoluzione degli altri artisti e vederli felici di poter condividere con il mondo la propria musica . Oggi per la prima volta sento questa grande emozione davanti a me e non più da “dietro le quinte”… l’uscita di “Perdonami” è un vento di cambiamento… solo per aver trovato il coraggio di metterci la faccia lo reputo (ovviamente per me) un gran successo !

Sono rimasto affascinato dal nome del tuo progetto, Iride . Ho subito pensato a uno dei mieo film preferiti, I Origins. Ecco, ora puoi dircelo: quali occhi ti hanno colpito fino a questo punto?

Il mio progetto non è focalizzato solo sulla musica ma anche sul viaggio. Amo viaggiare, conoscere e apprendere da tutto e da tutti. È stato grazie ad un viaggio in Israele e all’incontro con una affascinante guida israeliana che aveva occhi unici e che mi ha insegnato tanto, che ho imparato a vedere il mondo in maniera diversa . Non sempre quello che vediamo è come lo vediamo, bisogna capire solo in che modo lo guardiamo.

Vivo la vita in un solo orgasmo” come metafora del tempi da vivere in un lungo atto di piacere. Come intendi questa vita? Un atto egoistico o altruistico?

Credo vivamente che la vita sia come “un grande amore per una donna, per un uomo”, per la musica o per qualsiasi cosa tu possa e voglia amare . E in tutti i grandi rapporti d’amore credo ci siano delle fasi , fasi egoistiche e fasi altruistiche . Tutti noi siamo un po’ egoisti e un po’ altruisti , bisogna capire e vivere il momento .

Il ritorno delle chitarre elettriche merita decisamente. Quali sono le tue influenze? (In quei suoni mi sono sentito in Go Fuck Yourself di Two Feet…)

Sono molto felice di questa domanda, anche se l’ho preso più come un complimento! Amo Two Feet! Nelle mie influenze ci sono sicuramente Two Feet , Adam Jensen , Stephen Granson e Dennys Lloyd, principalmente .

Domanda cattiva, ma non troppo: il singolo ci è piaciuto. Qualche piccolo spoiler sull’album? Perché uscirà un album, vero?

Piccolissimo spoiler! Stiamo lavorando per l’uscita di un altro singolo, e nel frattempo io e il mio team stiamo ovviamente pensando di impacchettare un album.

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