Nuvolari, “Lentamente” mi disarmi

da | Ott 27, 2021 | Recensioni album

Nuvolari è un ragazzo piacentino classe ’96. Ha la mia età e non è un bene perchè mentre io ancora decido se voglio la pizza o la pasta, lui debutta con Lentamente. Lentamente è la sua opera prima, un album di nove lente tracce, scandagliate da quella quiete che di continuo si nasconde dal frastuono […]

Nuvolari è un ragazzo piacentino classe ’96. Ha la mia età e non è un bene perchè mentre io ancora decido se voglio la pizza o la pasta, lui debutta con Lentamente.

Lentamente è la sua opera prima, un album di nove lente tracce, scandagliate da quella quiete che di continuo si nasconde dal frastuono dei clacson e delle parole.

All’anagrafe Matteo Disotti, Nuvolari si presenta come un cantautore tutto tristezza e malinconia, che non guasta ma fa crollare tutti i muri che negli anni ci si è costruiti attorno. Non ce la fanno a stare su, certi muri. Allora bisogna cercare riparo e certe volte è giusto farlo solo nelle canzoni.

Lentamente è un album che si prende tutto il tempo necessario per essere apprezzato, non ha bisogno di voracità, né di fare a gara col primo della top ten; è un album che va riascoltato, sentito, pianto, ricordato e passato all’amico accanto. E se ti va bene, magari cantarlo.

Un album che è, non potrebbe, è categorico, un elogio alla lentezza, ai ritmi distesi e fermi nel tempo, dedicato a chi non ha paura di fermarsi e lasciare indietro un mondo sempre troppo veloce. Proprio Lentamente prendono forma le riflessioni e i legami in musica di Matteo, che prende in prestito un nome d’arte non proprio casuale: i viaggi in Europa, le nuove esperienze e i nuovi scenari, i ritmi della città, e Lucio Dalla che cantava di un pilota.

Uscito venerdì 22 ottobre per Bomba Dischi, Lentamente è stato già anticipato dai brani Persiani, Fuori Corso ed Emilia, ma nulla da togliere all’apri fila Arizona che ha nella sostanza tante domande e poche risposte, ma la certezza di continui giochi di parole, tra rime e metriche che evocano immagini contrastanti: lasciare un posto per volare in un altro.

L’unica cosa di cui ho bisogno ora è salire su un’astronave
Lasciarmi andare, lasciarti andare

Lontano da casa, lontano da mamma, Amore pendolare è l’urlo di una generazione dilaniata dalle grandi distanze. Sotto la trama di un’apparente storia d’amore si nasconde una lieve critica al culto delle grandi metropoli tipico dei nostri tempi, che spesso porta con sé il mostro del materialismo:

Ci prometteremo case
ci regaleremo cose
perchè a due come noi che ci frega delle rose

Forse siamo tutto ciò che non abbiamo in questo momento
ma almeno guarderò i tuoi occhi belli fatti con i pennarelli

Persiani è invece una di quelle canzoni che ti penti di aver ascoltato, troppo profonda, non adatta, non è il momento. Non adesso. Basta distanze, basta rimpianti sulle scelte non volute, ti dici. Ma la tua vita è un mea culpa continuo, anche quando riconosci la strada e sembri stare meglio. Provi a chiuderli certi cassetti, ma hai perso la chiave da un pezzo.

Amore, amore cosa sfotti?
Non vedi sono in mille pezzi
non eran stati questi i patti

E no, non c’è alcuna magia
io solo in una pizzeria
e mi sento un po’ un cretino
a volerti qui vicino anche se io sono via
ma dove via?
Via da te

Le ore di ginnastica è la canzone più intima dell’album. Tutto è intriso di una nostalgia fanciullesca, di una certa dolcezza romantica, quando niente era contaminato e tutto profumava di melograno.

E gli occhi suoi due segmenti
da unire in mezzo a due punti
come sulla settimana enigmistica
come nelle ore di ginnastica

E il cuore suo cruciverba
cuore da decifrare
quando giocavamo con pupazzi di plastica 
e il mondo era ancora da indovinare

Dopo Blu e Diecimila, Emilia è il regalo che Matteo fa alle sue radici, nonostante si faccia sostanza in tutt’altro luogo. In erasmus capita, seppur distratti dal nuovo mondo, di vivere momenti di nostalgia di casa e di spaesamento verso una cultura diversa, per cui lo scopo di questo pezzo non è di raccontare l’Emilia ma di esprimere una delle sensazioni che si vive quando si è lontani dalla propria quotidianità canaglia.

Quando si vive ad alta velocità, difficilmente si ha tempo per pensare.
Non esiste un luogo in cui fermarsi, semplicemente bisogna pedalare in fretta.
Eppure Nuvolari, Lentamente qui ed ora, mi disarmi.

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