La Scelta di Caparezza è sempre quella giusta

da | Recensioni singoli

La Scelta di Caparezza squarcia la notte del 16 aprile 2021, divenendo così il secondo singolo di Exuvia.

Non lo sapevamo da tanto, anzi, solo da qualche settimana. Il 31 marzo, sul profilo Instagram di Caparezza è apparso un post annunciante il singolo Exuvia, uscito quel giorno stesso, e l’omonimo album, previsto per il 7 maggio. I giorni successivi sono stati un susseguirsi di indizi sul lavoro in studio dell’artista pugliese: prima la tracklist, poi i featuring e, dulcis in fundo, le date dell’Exuvia tour, previsto per i mesi di febbraio e marzo 2022. Ma arriviamo a La scelta.

La Scelta è una ventata d’aria tiepida in questo aprile invernale, portatrice sana di leggerezza e, allo stesso tempo, di incertezza.

Che dire? E’ come se il tempo non fosse mai passato. La canzone ci riporta direttamente alle passate produzioni di Caparezza, senza farci sentire troppo lo stacco di ben quattro anni tra Prisoner 709 e Exuvia. Infatti, non ci sorprende ritrovare il nome di Chris Lord-Alge al missaggio, tecnico del suono che ha già collaborato con lui per Prisoner 709 e Museica. E continua a non deluderci, anzi. L’elettronica si intreccia alle sonorità groove in una maniera assolutamente naturale e spontanea, facendo risultare la base in un mix fluido. Ma non fermiamoci all’apparenza, perché con La Scelta Caparezza vuole dirci molto di più.

La Scelta descrive il bivio per antonomasia che si stende davanti a qualunque artista: quello tra la famiglia e la carriera.

Lo dichiara lo stesso Michele Salvemini, fin dall’annuncio del nuovo album. Questo è, per lui, un periodo di rinnovamento che sfocerà, presumibilmente, in una nuova fase del suo percorso musicale. Ed è proprio in relazione a questa rivoluzione copernicana, che pensa:

O continuare gli accordi o game over
Guardare il mondo da sobri o in hangover
Mi dico giocati il jolly, per dove? O Mark o Bee
Casa e famiglia o canzoni e le prove
O con i figli o tra i corni e le viole
Mi dico giocati il jolly, per dove? O Mark o Bee

La domanda è sempre quella: a questo punto della carriera, si deve continuare con la musica, oppure ci si deve ritirare a vita privata? I riferimenti dei due fronti sono, rispettivamente, Mark Hollis dei Talk Talk e Ludwig Van Beethoven. Famosissimo negli anni ’80 e poi scomparso dalla scena da quando ha messo su famiglia il primo, dio della musica classica e sempre devoto alla musica il secondo.

Qual è la strada giusta per Capa? La Scelta non dà risposte chiare, per ora. Ma sappiamo che l’artista è in un delicato periodo di stasi.

Come afferma Caparezza stesso, nel nuovo disco parlerà molto di stasi. E ce ne rendiamo conto fin dai primi singoli: sebbene ci si possa benissimo immaginare Michele Salvemini fermo davanti a questo bivio, spinto da Beethoven a rincorrere la carriera e, dalla parte opposta, invogliato da Mark Hollis ad appendere il microfono al chiodo, alla fine nessuna decisione viene presa.

Un pezzo che appare dinamico e risolutivo, in realtà, finisce nell’inazione più totale. Le opzioni vengono accarezzate entrambe, Caparezza saluta i guardiani dei due sentieri, ma rimane lì, in piedi, in mezzo all’incrocio.

Cosa deciderà di fare? Lo scopriremo probabilmente con la venuta dell’ottavo lavoro in studio, oppure no. Speriamo in un bilanciamento fra le due importantissime componenti della vita dell’artista, ma, in questo momento di stasi, ci accontentiamo di ascoltare i suoi pezzi, che non annoiano mai, e ci pregustiamo già l’Exuvia tour.

Articoli Correlati