Un meraviglioso declino è l’album che ha segnato l’esordio del cantautorato di Colapesce, lo stesso che poi ha fatto scuola, consacrandolo come un’autentica rivelazione.
Un meraviglioso declino esce nel 2012, è un concept album, uno storytelling delicato e malinconico, intimamente in decadenza, che entra nelle viscere di un amore dolcemente in declino, in una società che non sembra essere all’altezza, che produce sconfitte e un’amara coscienza politico-emotiva.
Una storia reale che si perde nella confusione dei giorni e dei mesi, che non sopravvive al rumore sordo che può fare il silenzio. Folk minimal, per venature e stratificazioni elettroniche.
Colapesce mette nei testi la quotidianità sentimentale, che appare affaticata dal peso delle responsabilità, del programmare le ferie, un lungo blue mood attraverso una radio che prende solo interferenze, un senso di vuoto che scava e che si fa sempre più spazio e si deposita nei nostri occhi.
Satellite è assolutamente la canzone che segna lo spartiacque di questo progetto, anche se la versione con Meg ha un sapore ancora più speciale.
Le lyrics appartengono alla nostalgia, mentre le onde invadono una spiaggia semi deserta, Colapesce racconta con tutta la calma del caso un sentimento che si consuma, navigando nel buio.
Facendoci sentire satelliti in orbita, forse un po’ spaesati, ma da lontano una radio riecheggia una canzone del passato, forse la nostra preferita, è giugno, c’è una brezza leggera e adesso sono le 20.00: un diario di bordo perfetto.
I sottotitoli di questo album illuminano e sottolineano un pregevole cantautorato, facendo riflettere un modo intimista e autobiografico di fare musica.
La forza di Un meraviglioso declino sta nel creare un immaginario ben definito, una sorta di irrequietezza nel legarsi allo spazio, immagini vivide in un viaggio che sa cullarti, ma anche darti pugni in faccia.










