“Tsunami” degli Eugenio In Via Di Gioia

da | Feb 27, 2020 | Recensioni singoli

Qualcuno è ancora lì con il cappotto addosso, appena rientrato in casa che sentendo gli Eugenio In Via Di Gioia urla : “ AH ma è iniziato Sanremo?!”. Si perché Tsunami, il loro singolo sanremese, ha fatto da apripista sul tanto desiderato e temuto palco. Tsunami ha il sapore amaro per “colpa” di chi non […]

Qualcuno è ancora lì con il cappotto addosso, appena rientrato in casa che sentendo gli Eugenio In Via Di Gioia urla : “ AH ma è iniziato Sanremo?!”. Si perché Tsunami, il loro singolo sanremese, ha fatto da apripista sul tanto desiderato e temuto palco.

Tsunami ha il sapore amaro per “colpa” di chi non ha capito, in quei pochi minuti di televoto, la potenza radiofinica del brano. La storia di Sanremo ci insegna che non è la quantità di tempo trascorsa lì a determinare il successo o il gradimento di un singolo. Tsunami è un pezzo frizzante, coinvolgente, in pieno stile EVDG.

Siamo figli di …

Questo l’ incipit che senza equivoci ti butta già dentro la canzone, ti chiama in causa senza possibilità di astensione.

Ed anche ad occhi chiusi non è detto che dormiamo
E stando più vicini non è vero che parliamo
È solo un’impressione

Lettura delle nostre giornate, dei nostri tempi, delle nostre relazioni. Ma lo si fa ballando, con un ritmo da tormentone estivo che può mettere solo di buon umore:

Cha cha cha
Qui si balla, qui si balla
Cha cha cha

Attenzione però a pensare che sia la solita canzonetta allegra ed orecchiabile, perché a sentirla bene è un richiamo forte e dichiarato all’empatia, al rifiuto dell’astensione, alla condanna di ciò che atrofizza.

Siamo le nostre vite nei corpi degli altri
Siamo figli di Jim Carrey in Truman Show

Gli Eugenio in Via di Gioia con le loro t-shirt a righe e i cappellini senape, ci urlano di smetterla di fingere, di abbandonarla quella parte recitata che ci viene chiesta. Muoviamoci ma governiamoli noi i nostri spostamenti, decidiamo noi stessi la direzione da far intraprendere ai nostri passi, basta automatismo e conformazione passiva.

Noi siamo liberi
Di urlare in faccia al mare
Di mostrarci nudi alle persone
Cambiare colore in faccia, sudare
Tornare a cerchi e rotolare
Metterci in ballo, rischiare
Ridare forma al giusto
E nel gusto naufragare

lasciamoci sconvolgere e scompigliare i capelli da tutto ciò che è Tsunami. Senza troppe paure.

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