A distanza di quarant’anni dalla prima pubblicazione, torna nei negozi e sulle piattaforme digitali l’omonimo capolavoro di Lucio Dalla, nella versione “Legacy Edition”.
Una sentita commemorazione del compianto cantautore bolognese. In occasione della presentazione del disco rimasterizzato, mi sono recata con Cromosomi a Milano presso gli studi di Sony Italia. Siamo stati accolti in un’accogliente sala tappezzata da gigantografie delle illustrazioni che, Alessandro Baronciani, ha realizzato in accompagnamento al CD e alla versione LP. Vere e proprie opere d’arte a descrizione delle canzoni contenute nell’album.
Sul palco presenziano Maurizio Biancani, che rimasterizzò il disco all’epoca, Alessandro Colombini, che curò il disco del ’79 lavorando a stretto contatto con Lucio, e lo stesso Alessandro Baronciani, illustratore della nuova edizione Legacy.
Viene proiettato in sala il video musicale di “Angeli” nella sua versione inedita registrata in studio. Una delle tre bonus tracks che arricchiscono il CD, illustrato da Alessandro Baronciani in collaborazione con Dente, Di Martino, Colapesce, Colombini e Biancani. Il videoclip è stato girato a Lugano, città in cui è ambientata la canzone stessa. Osservo rapita i luoghi più belli della città svizzera, su cui si stagliano le caratteristiche illustrazioni di Baronciani, portandomi con a passeggio per le strade elvetiche. Le altre due canzoni inedite presenti nell’edizione Legacy sono “Stella di Mare” (registrata da Dalla in un inglese più o meno inventato), e “Ma come fanno i Marinai”, (registrata con Francesco De Gregori), fino ad oggi eseguite esclusivamente dal vivo.
Dopo averci permesso di ascoltare in anteprima anche queste due aggiunte, è lo stesso Maurizio Biancani che parla di come entrambi i brani siano stati ritrovati casualmente in un multitraccia di Dalla in Germania.
Lavoro quasi certosino quello di Biancani e dei tecnici per poter riportare le tracce in digitale mantenendole intatte e identiche all’originale. Alessandro Colombini, invece, uomo dalla nota esperienza nonché dettagliato nel racconto di Dalla, pone l’attenzione su “Ma come fanno i Marinai”. Lucio, infatti, con degli intercalari tra un verso e l’altro, incoraggia la band che incide insieme a lui. Stando al racconto “colombiniano”, questa era proprio un’abitudine del cantautore bolognese in studio. Colombini racconta anche del perché “Angeli” non entrò nel disco all’epoca, nel ’79.
Ironicamente dice che allora non piaceva sia a lui sia a Lucio il fatto che il brano sarebbe stato troppo pittoresco nell’album. Dopo aver ricordato con un sorriso l’inglese “maccheronico” usato da Dalla in “Stella di Mare”, Alessandro passa la parola all’altro Alessandro, l’illustratore. Quest’ultimo ci racconta, con gli occhi animati da vera passione, il percorso di realizzazione del video a Lugano. La ricerca delle location, i permessi di registrare negati in certi luoghi, ma soprattutto il divertimento con cui hanno affrontato questo lavoro.
Ai microfoni “cromosomici” Alessandro Baronciani
“Quanto è stato emozionante ricevere la telefonata per partecipare a questo progetto?”,
“Mi ha rifatto scoprire Dalla perché la prima cassetta che mi diedero da bambino era quella di quest’album. Quando mi hanno detto di voler fare il rilancio di dandogli una veste grafica ho pensato subito ai cerchi della vita. Sono quelle cose che ti chiedi. Se pensi a quella che è la scena indie italiana oggi, questo disco aveva già questo spirito di essere fuori dal coro, alternativo”.
“Ricollegandomi a quello che dicevi prima, i tuoi primi ricordi di Lucio Dalla sono di questo disco, o hai altri ricordi precedenti, magari dei tuoi genitori che lo ascoltavano?”.
“No, Dalla è stato un passione mia, io avevo anche la foto di Dalla in camera quando magari i miei amici avevano foto di Tracy Spencer. Crescendo poi ho smesso di ascoltarlo, iniziate le medie ho cambiato proprio di genere”.
Proseguo chiedendogli quanto può essere ancora contemporaneo, in relazione alla musica italiana di oggi, Lucio Dalla.
“Questo disco lo è per il semplice fatto che è un disco fuori dagli schemi. Secondo me senza influssi stranieri e completamente originale, penso che all’epoca uno faceva delle canzoni perché gli andava di farle. Secondo me la forza di questo disco è anche il fatto di far parte della musica indipendente, alternativa”.
Concludo con l’ultima domanda che ho per lui:
“Se avessi la possibilità di parlare con Lucio, di dirgli una sola cosa, quale sarebbe?”,
“Dalla l’ho visto dal vivo tantissime volte, ma non sono una persona che riuscirebbe a dirgli qualcosa, non riuscirei a dirgli un cavolo. Poi io non ho mai avuto il fanatismo per gli artisti, non penso esista una cosa in particolare che gli direi”.










