Mettere d’accordo persone con gusti musicali totalmente differenti è un obiettivo davvero arduo, ma Invincible Fest ha deciso di raccogliere la sfida dando vita a un festival dove chiunque può trovare la sua dimensione.
Forse la cosa più particolare dell’Invincible Fest (e che lo rende davvero diverso da qualsiasi altro festival) è la ricerca di una continua contaminazione. Gli artisti che vedrai qui non saranno mai votati ad un solo genere. Sono ricercatori, sono innovatori, artisti che non si precludono nessuna direzione.
Ma facciamo un passo indietro. La natura eclettica di questo evento è parte integrante della sua identità. Nei suoi primi 3 anni ha ospitato artisti nazionali e internazionali come Gossip, Foreign Beggars, The Bloody Beetroots, Kid Yugi, La Sad, Rainy Miller, Silent Bob, Moodymann, Carl Craig, The Blessed Madonna, Earl Sweatshirt e tanti altri ancora.
Invincible Fest 2026, il racconto del festival visto dalla pista da ballo
L’edizione 2026 ha visto 4 giorni di fuoco, dal 14 al 17 maggio, volando tra i bpm dell’elettronica e le contaminazioni rock e punk, per approdare infine a un final party all’insegna dell’indie.
Day 1 e 2: tra rock, post-punk ed elettronica
Si inizia con gli emergenti di casa. Giovedì 14 maggio ad aprire Invincible sono stati di Ultraglass, band capitolina post-punk. Sul palco salgono poi Guerriers, una delle band irlandesi più energiche e selvagge negli ultimi anni, che mischiano il punk ad alt-rock e shoegaze. Un inizio decisamente movimentato.
Il giovedì di Invincible si conclude con i Maruja, la band più carismatica del Regno Unito che unisce la folla in un flusso libero di musica non categorizzabile. Post-punk e free jazz hanno fatto un figlio: possibile? Se lo fosse, sarebbero proprio i Maruja.
Venerdì 15 la festa si fa ancora più intensa ed è tutta votata all’elettronica. Natascha Polke accoglie i primi arrivati con una commistione tra il sound elettronico più puro e la sua voce suadente e delicata. In pista si diffonde un’armonia completamente nuova che fa ballare tutti, ma con un orecchio sempre teso alla voce della dj.
A seguire i Kerala Dust, gruppo londinese che non si limita a manovrare il mixer. Li troviamo infatti anche alla batteria e alla chitarra, con il loro sound che strizza l’occhio all’alternative rock.
Scocca la mezzanotte e sul palco arrivano i Röyksopp. E qui i fan dell’elettronica si fanno sentire, molto forte. Sanno che è arrivato il momento di ballare. Inizia un’esibizione intensa ed energica. Il gruppo norvegese appare concentratissimo, dietro la consolle, con un’espressione davvero seria, mentre sotto di loro il pubblico per metà li guarda profondamente incuriositi e per metà cerca di usare tutto lo spazio possibile per godersi quel ritmo e ballare. Una interessante sorpresa: l’hai mai sentita la loro versione dei Radiohead? Vale la pena. Esperimento riuscitissimo.
La serata di venerdì si chiude con un dj set a tarda notte di Bluemarina, dj e designer siciliana che racchiude nella sua musica suoni d’oltremare, ritmi mediterranei e canti popolari misti a delle note psichedeliche.
Day 3 e 4: dall’elettronica all’indie più puro
Sabato 16 maggio è dominato dai Modeselektor, duo berlinese che rappresenta oggi uno dei nomi più innovativi dell’elettronica internazionale. Il loro ingresso è senz’altro particolare. Per accogliere il pubblico riempiono il bicchiere dei fan tra le primissime file, un brindisi tutti insieme. E dopo un set durato più di 1 ora e mezza, salutano il pubblico italiano con un remix in chiave elettronica di “Felicità” di Al Bano e Romina.
A chiudere il sabato sera il dj set back to back di Camoufly e Fenoaltea, due giovanissimi producer che hanno dimostrato di saper tenere il palco da veri professionisti.
La chiusura di Invincible Fest arriva domenica 17 maggio e stavolta è all’insegna dell’indie!
Una grande festa in collaborazione con Karaoke Nostalgia Indie dove ad essere protagonista stavolta è il pubblico. Si parte in orario aperitivo con un dj set indie. Si passa poi alle due aperture della serata: Fra’ Sorrentino e Il Solito Dandy, artisti della scena romana che hanno portato nel sound indie una personalità e uno stile difficile da ignorare, tra testi sagaci e sonorità che sanno come accompagnare i significati della loro musica.
Il main artist scelto per chiudere Invicible 2026 è Dutch Nazari, che torna a Roma dopo la sua recente partecipazione al palco del Primo Maggio. Tra rap e cantautorato, Dutch Nazari offre uno sguardo sulla quotidianità che ci riguarda toccando sia temi interpersonali che sociali.
Dopo un live karaoke indie e un party che ci porta nella sfera notturna, Invincible ci saluta con la consapevolezza di aver attraversato la Capitale toccando una moltitudine ricchissima di sonorità. Parole come “alternativa”, “mainstream” o addirittura “genere musicale” perdono il loro potere in questa cornice, dove l’unico aggettivo per descrivere la musica è “invincibile”.










