“Speriamo” che Venerus non si fermi mai

da | Nov 7, 2025 | Recensioni album

Il nuovo album del cantautore romano è l'ennesima riconferma delle sue doti. Spazio al rap e alle parole, ma senza dimenticare la grande musica

Ci sono artisti capaci di riconfermarsi ogni volta in maniera sorprendente. Poliedrici, versatili, che possono continuare a sorprendere e reinventarsi anche dopo dischi considerabili benchmark della scena musicale italiana. Artisti che a discapito di un continuo flusso di singoli a cascata prediligono la qualità, la selezione accurata dei brani e una cura eccellente del prodotto. Venerus, con il suo nuovo album Speriamo, è il prototipo perfetto di questo tipo di artista

Dopo il masterpiece “Magica Musica” e il successivo “Il Segreto”, disco di notevole fattura seppur passato in sordina, il cantautore Romano torna con un nuovo album che, se non del livello dei predecessori, ci va veramente vicino.

Speriamo è “Love Anthem LP”

In Speriamo, Venerus riprende le influenze psichedeliche di “Magica Musica” e il grosso utilizzo dei synth di “Il Segreto”, però solo in minor parte. Cuore del disco è infatti l’anima hip/hop, che ricorda i primi lavori dell’artista come “Love Anthem E.P”. Possiamo dire infatti, che Speriamo sia quasi una versione estesa di quel progetto, ma ancora più curata e più creativa. Brani come “Un giorno triste”, “Cool” e “Pensieri parte 2” incarnano perfettamente quell’immaginario.

La presenza poi di collaborazioni direttamente dal mondo hip/hop danno un valore aggiunto alla scaletta. Tra i nomi spiccano Jake la Furia e il sempreverde Gemitaiz, storico collaboratore di Venerus. Ma la vera sorpresa è Side Baby, con una strofa genuina e perfettamente bilanciata. Delude invece l’apparizione di Izi, rilegato a semplice intermezzo. L’ispirazione più evidente sembra il primo Neffa dei messaggeri della dopa e Tormento, al quale va aggiunta l’anima blues e squisitamente Jazz di Venerus.

Parole parole in Speriamo

Focus del disco sono senz’altro i testi. Venerus racconta amori impossibili, passioni travolgenti ed erotismo sfrenato in tipico stile r&b, con la modernità che lo contraddistingue. Riferimenti ironici, come lo scatto rubato da un fan in un momento di intimità o racconti di semplice quotidianità .

Le tematiche non variano particolarmente, ma non risultano mai monotone o ripetitive grazie anche all’abilità di Venerus di fotografare i momenti. Speriamo è una vera e propria raccolta di storie e relazioni che si intrecciano e si scompigliano continuamente, quasi come fossero brevi istanti. Vinnie accantona le vibe psichedeliche e extraterrestri di Magica Musica e si rifugia in una scrittura più grezza e terrena.

I momenti più interessanti sono però riservati agli storytelling improbabili ma riuscitissimi. Come nel brano che apre il disco “La moto (alizèè) nel quale su una produzione tipicamente latina, quasi Vanoniana, Venerus utilizza la sua moto come motore della descrizione di uno spaccato di vita. O come nella splendida Felini, che vede la collaborazione di quello che forse è il più bravo cantautore nel panorama musicale attuale, Marco Castello. Su una splendida base di chitarra distesa, Marco e Venerus impersonano due gatti descrivendo con poetica e dolcezza le loro vicissitudini.

Speriamo è anche elettronica: le collaborazioni con Cosmo, Not for climbing e Amanda Lean (già presenti in “Magica Musica”) e l’outro “Sesso” sono momenti in cui protagonisti diventano la cassa, i synth e profonde distorsioni di chitarra, dove le parole si nascondono ridando le luci della ribalta al comparto musicale.  

Speriamo è un altro centro nella discografia di Venerus

Nonostante si prediliga il comparto testuale, le produzioni rimangono di altissimo livello, anche grazie allo splendido lavoro del produttore principale del disco Filippo Cimatti e al simbiotico Mace, quasi la seconda anima del cantante. Speriamo convince in tutto, riuscendo a discostarsi dal sound dei lavori precedenti e riprendendo in maniera mai forzata lo stile delle origini, riattualizzandosi e sapendosi reinventare continuamente, come solo i grandi artisti sanno fare. E, giunti al terzo album in studio, non si può fare altro che ribadire l’importanza di Venerus nella scena italiana. Godiamoci questo nuovo capitolo.

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