Con i rovere non può che essere uno “stupido classico”

da | Apr 10, 2024 | Recensioni singoli

A poco meno di un anno esatto dall’uscita del loro ultimo brano, i rovere (“rigorosamente in minuscolo”) tornano con un singolo nuovo di zecca: si tratta di stupido classico fuori su tutte le piattaforme digitali dalla mezzanotte di venerdì 5 aprile per Nigiri/Sony Music Italy. Nonostante l’assenza temporanea, la band bolognese (formatasi nell’ahimè ormai lontano […]

A poco meno di un anno esatto dall’uscita del loro ultimo brano, i rovere (“rigorosamente in minuscolo”) tornano con un singolo nuovo di zecca: si tratta di stupido classico fuori su tutte le piattaforme digitali dalla mezzanotte di venerdì 5 aprile per Nigiri/Sony Music Italy.

Nonostante l’assenza temporanea, la band bolognese (formatasi nell’ahimè ormai lontano 2016) dimostra comunque di essere quella di sempre: in stupido classico sonorità pop e indie nostalgiche, influenze punk e quella giusta dose di adolescenza perduta (magliette dei Blink-182 ne abbiamo?) rimbombano in maniera prepotente e accompagnano la storia che si cela dietro al pezzo, parola per parola. 

Tutti i dubbi e le insicurezze delle prime fasi di una frequentazione si danno una pacca sulla spalla in stupido classico dei rovere.

Gli inizi, donano spensieratezza, la convinzione che tutto può succedere, ma anche il timore di tuffarsi in mari inesplorati e ignoti. Stupido classico evoca tutto ciò che due ventenni vivono durante la primissima fase di conoscenza: ci si vuole aggrappare disperatamente ai primi attimi  e non lasciarli andare via. E sono proprio quest’ultimi che vengono esasperati e idealizzati in maniera quasi ossessiva, per non lasciare spazio all’incertezza del futuro e del tempo che scorre. 

Tu con i tuoi sogni, sogni, sogni
Io con mille dubbi, dubbi, dubbi
A 130 con le luci spente
Se ci schiantiamo non succede niente

La cornice è una Bologna stellata in cui sogni e dubbi si fondono. Ci si ferma in macchina davanti a un semaforo rosso e, ancora una volta, ci si interroga sulla fugacità degli inizi.

Ma come fai a non accorgerti che
Questa canzone parla di te
Fermati un attimo
Anche se fosse l’ultima notte


Con stupido classico i rovere diventano portavoce di una generazione sempre intenta a correre “a 130” (non solo nella relazione a due, ma in ogni ambito della vita), sempre pronta ad alimentarsi insaziabilmente di nuovi inizi, di nuovi stimoli, di nuovi ricordi da tener stretti.
Ma non è forse la lenta e cauta scoperta di un nuovo rapporto il giusto rimedio per placare quest’ansia di dover correre che ci accomuna così tanto?

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