Distanti: la sofferenza di una dipendenza amorosa di Zani

da | Mar 28, 2024 | NUOVE PROPOSTE

Distanti è il nuovo singolo di Zani, artista classe 2001 di Muggiano. Un brano potente ma delicato, dove è percepibile la sofferenza.

Un sound con dei cori e degli acuti “alla Mahmood”, e un testo “alla Tananai”, il pezzo di Zani racconta di un amore non più felice, ma anzi diventato ormai una dipendenza negativa. Un bisogno non reale, che porta a distruggere ciò che era stato costruito, evidentemente senza basi solide. 

È un tema molto vicino quello di un amore tossico: quante volte ci siamo trovati a realizzare che un amore fosse distruttivo per noi, ma al tempo stesso a sentirne la mancanza una volta distanti?

La nostra visione ideale spesso si insidia in testa, seppur distante dalla realtà, e la passione che ci spinge ad avvicinarsi non basta per abbattere i muri eretti a causa delle difficoltà di una relazione che non va più.

La malinconia di Zani in Distanti

Zani inizia il suo percorso fin da piccolo, quando impara prima a suonare la batteria, e poi si dedica alle lezioni di canto. La sua passione più grande è la scrittura, per questo scrive i propri testi, per poi dar via ad un percorso da solista.

Dopo la parentesi ad X-Factor, durante la quale arriva fino agli Home Visit, Marco decide di iniziare ufficialmente la propria carriera da cantautore. La sua musica è contaminata da vari suoni: dal blues al soul, con molti synth, un’influenza funk, ma una forte componente pop. 

Distanti è un brano malinconico, paragonato ad altri pezzi tra cui “Sigarette e una Matita”, molto “alla Giuse The Lizia”. La malinconia e lo struggimento di Zani vengono resi tramite la sua voce delicata ma incisiva. Il messaggio che vuole trasmettere è chiaro: a sorreggere il peso di un amore lacerante si finisce per annullarsi. Ed è lì che arriva il momento di voltare pagina. 

E dammi un attimo che sia per sempre

Dammi un attimo, ma che sia breve

Per poi finire con l’amaro in bocca 


Dammi un attimo perché ci resta

Solo la curiosità di quando in mano

Non si ha poi più niente.

É bello raccontare una storia felice, ma è sicuramente più difficile raccontare una storia sofferta, esporsi e mostrarsi vulnerabile, e Zani è riuscito a farlo in maniera autentica e personalissima. 

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