“Dammene ancora” di Sconforto è l’odissea di un’erranza

da | Mar 21, 2024 | NUOVE PROPOSTE

Giovane emo sempre depresso” recita la bio del torinese d’adozione Sconforto, che torna in scena con Dammene ancora.

Siamo di fronte all’eccezione che non conferma la regola; una regola che ci ha insegnato ad abituarci, sempre più spesso, ad un emo punk, emo core e un pop punk. A volte strutturati, altre volte decontestualizzati, si rifanno alla loro accezione naturale dalla quale hanno preso piede: il punk rock. 

Tuttavia, Sconforto ci ha palesato la possibilità di un nuovo mondo sonoro parallelo, seppur sempre appartenente all’attitudine emo. 

Facendo ricorso a stilemi che presentano l’azione musicale in modo da enfatizzarne la separazione dal mondo reale, Dammene ancora di Sconforto descrive il raggiungimento del dramma attraverso lenti e focalizzazioni del tutto inusuali. Inusuali ma apprezzatissime. 

E quando qualcuno diceva che la storia della musica non è altro che un’odissea di un’erranza, l’avventura delle sue assenze, chissà se non si riferiva al maledetto stato di penosa incertezza o errore nella quale viviamo abitualmente e musicalmente.

Nella musica di Sconforto non esiste distanza tra parola e sentimento e la rappresentazione della realtà è divisa invece da un fosso scavato dalla musica. Un fosso dove scorre il rapporto dei giovani con le dipendenze, le sonorità drop elettroniche e i riff midwest che fanno da contorno e una voce lacerata che ha il sapore di un frastuono sordo. 

La vita è silenzio e solo la morte è rumore, mi verrebbe da dire. Fatto è che Dammene ancora è tutto l’opposto: dalle componenti caratterizzanti della techno come i ritmi pulsanti e ripetitivi, all’atmosfera elettronica quasi psichedelica. Dal gioco dei campionamenti agli skretch artificiali, passando per le melodie pop punk e il lirismo hardcore. 

Il brano è una commistione meravigliosa di stilemi caratteristici di un mondo che piano piano stiamo imparando a conoscere e apprezzare.

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