“07:34” è il nuovo colpo al cuore inflitto da Mecna

da | Mar 13, 2024 | Recensioni singoli

Dopo il successo del “Mecna 360“, in cui non solo ha esposto foto, grafiche e bozzetti della sua discografia ma si è anche esibito con ospiti d’eccezione in quattro concerti uno diverso dall’altro, Mecna ci regala un nuovo pezzo: 07:34, prodotta insieme a Fudasca, è fuori su tutte le piattaforme di streaming dalla mezzanotte del 13 Marzo. 

Il brano è stato prodotto insieme a Fudasca, producer classe ‘96 che vanta collaborazioni con Giuse the Lizia, Assurditè ed altri artisti internazionali. Il beat è delicato e non sovrasta la voce calda di Mecna, lasciando totalmente spazio alla profondità del testo, pur mantenendo intatta la sua personalità. Le influenze lo-fi del producer aggiungono una cozy vibe al pezzo, che sembra quasi essere il frutto di una profonda riflessione messa in musica. 

La vulnerabilità di Mecna in 07:34

07:34 del mattino: Mecna si sveglia di default, colpa della luce tenue che si insinua fra le tapparelle nella stanza buia. All’intro parlata segue una riflessione cruda -ma in fondo dolcissima- sui complicati intrecci fra due persone che, nonostante tutto, decidono di restare uno accanto all’altra. 

È un susseguirsi di immagini quotidiane, e perciò intime: il croissant condiviso a colazione, i battibecchi sterili, il girocollo “viola quasi lavanda”. 

Corrado mette nero su bianco i suoi sentimenti: a distanza di quasi dieci anni, il ghiaccio della copertina del suo secondo album -“Laska”- sembra essersi ormai sciolto. Mecna continua a mettere in musica i suoi errori ed i suoi difetti, quasi come se a cantarli facessero meno paura. È grazie alla sua musica che l’artistaMecna– disegna i contorni dell’uomo che è diventato -Corrado-. Per noi che facciamo parte da anni della sua fanbase affezionata, è emozionante seguirne l’evoluzione.

Il Corrado che ci viene descritto è ancora una volta un po’ goffo nel dimostrare affetto, un overthinker sfrenato ed in fondo -non poi così tanto- l’ultimo dei romantici. 

A volte non sei attenta e io sbagliando parlo male, sembra che non voglia continuare questo viaggio insieme a te

Il testo è profondamente intimo ma allo stesso tempo universale: nessuna relazione è perfetta, ma ognuna trova con il tempo il suo equilibrio. E ciò che colpisce più nel profondo è proprio l’enfasi che Mecna riserva agli squarci di vita quotidiana: che importa se litighiamo, a fine giornata ci ritroviamo comunque a cenare insieme. Questo è ciò che conta. 

Abbiamo avuto qualche cazzo ma spesso non se ne parla, scompare quando soffiamo sopra una cena calda. La pena che ne è valsa ci fa rimanere insieme, inutile tirarsi addosso il tavolo e le sedie

In fin dei conti, stare con qualcuno è meno complicato di ciò che pensiamo: “basta” che tutti gli scazzi valgano la pena. Ciò che è complicato, invece, è trovare quel “qualcuno” in mezzo ad una folla di “chiunque”. Ma andiamo oltre le frasi fatte…

È nel ritornello però che si manifesta l’intensità del rapporto nella sua pienezza: 

E tu non vedi, siamo come due amanti segreti 

Poche parole, ma incisive. La parola d’ordine durante le prime fasi di un rapporto è “spensieratezza“. Non ci si dovrebbe creare aspettative ma godersi i momenti insieme. È in seguito che tutto si complica: le paranoie, le domande, le incongruenze. Per Mecna non è così: lui vive in una costante luna di miele, nonostante il trascorrere inesorabile del tempo sia scandito dalla chiusura dei locali in cui la relazione è iniziata e si è evoluta.

Chiudono anche i locali in cui ci siamo conosciuti, a me può già bastare che ci siamo conosciuti, il resto lo sai.

È inevitabile essere invasi da mille emozioni diverse ascoltando questa canzone: tristezza, commozione, tenerezza, malinconia e speranza sono solo alcune di queste. Quasi ci si sente di troppo, così a contatto con la versione più vulnerabile di Corrado.

In tutto questo subbuglio emotivo, solo una cosa è certa: ogni volta che torna, Mecna lo fa con un brano dilaniante. Un brano che molto probabilmente ci lascerà in lacrime nel cuore della notte.

Grazie Corrà!

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