“Nei letti degli altri” di Mahmood, un luogo di rifugio e condivisione 

da | Feb 16, 2024 | In Evidenza, Recensioni album

Reduci dalla settimana santa e dopo aver conquistato il sesto posto tra i 30 cantanti in gara alla 74ma edizione del festival di Sanremo, restando a sorpresa fuori dalla top 5, torna a prendersi “tutto quello che è suo”. 

Alessandro Mahmoud, in arte Mahmood, ci ha lasciato un altro brano da riascoltare in loop in questo periodo: “Tuta gold”. 

Eppure dalla vittoria a Sanremo giovani del 2018 con il brano “Gioventù bruciata” che gli aveva fatto guadagnare l’accesso alla categoria big della kermesse per l’anno seguente, di tempo ne è passato. 

A mezzanotte è uscito il suo nuovo album dal titolo “Nei letti degli altri” per Universal Music Italia e Island Records.

Dieci sono le tracce contenute nel suo terzo album che ci offre un viaggio attraverso diverse dimensioni temporali, intrecciando l’infanzia come fondamento dell’educazione emotiva, il presente come crocevia tra passione e sofferenza, e il futuro come terra fertile per la speranza e l’automiglioramento. 

Nelle melodie di Mahmood, troviamo l’opportunità di esplorare i nostri ricordi, approfondire i nostri sogni e trovare conforto nelle attese, come se i letti degli altri diventassero dei portali per la nostra introspezione. Il letto diventa così la metafora di un rifugio per l’intimità, un luogo di solitudine e di condivisione. 

“Il letto è il nostro porto sicuro, il luogo in cui torniamo la sera, guardiamo il soffitto, esorcizziamo i nostri problemi, il luogo dove portiamo le persone che amiamo di più, i nostri migliori amici, ma anche il luogo dove veniamo traditi o tradiamo”. 

Le produzioni dell’album abbracciano una vasta gamma di talenti provenienti non solo dalla scena musicale italiana, ma anche internazionale. Tra i nomi di rilievo che hanno contribuito al sound, troviamo Dardust, Francesco Fugazza, MadFingerz, Katoo, Drast, Golden Years, Michelangelo, Lvnar, LUCASV, BGRZ, d.whale e Marcello Grilli. 

Mahmood conferma il suo gusto estetico e la sua personalità artistica, mostrando una maturità che si esprime attraverso un collage di immagini quotidiane, frutto della sua libertà e sperimentazione.

Scopriamo le canzoni step by step 

Annunciando la tracklist ci aveva fatto credere che le canzoni fossero in tutto 13 e che ci stesse nascondendo tre titoli. Forse le vedremo e le ascolteremo nella versione fisica che uscirà a marzo?

Intanto l’album si apre con “NDL INTRO” ,

acronimo di “Nei letti degli altri” ft. Slina Soledad. Il brano offre una miscela di linguaggi e culture, in cui Mahmood e Slim Soledad mescolano l’italiano e il portoghese, creando un’atmosfera vivace e intrigante sin dalle prime note. Le strofe sono piene di riferimenti personali e culturali, dalle esperienze di infanzia di Mahmood alle sue preferenze nel mondo dello sport e dell’intrattenimento. Le immagini evocate sono spesso provocatorie, creando un interessante coinvolgimento per l’ascoltatore. La combinazione di ritmo, linguaggio e temi rende questo brano un’introduzione potente e accattivante all’album, anticipando un viaggio musicale ricco di sfumature e profondità emotive.

Segue proprio “Tuta Gold”, il brano di Sanremo 2024, che si apre con una riflessione nostalgica e malinconica sul passare del tempo e sulle esperienze condivise. La canzone porta temi di cambiamento, rimpianto e crescita personale, attraverso una serie di immagini dei ricordi dell’artista. Mahmood parla di momenti trascorsi, un insieme di gioie condivise e di dolore nascosto, creando un ritratto intimo della relazione.

Impossibile non citare il videoclip del brano, diretto da Attilio Cusani e interamente girato nel comprensorio Ater di Melara, a Trieste, un connubio perfetto per mostrare la periferia. 

Cocktail d’amore” era già uscita qualche mese fa e aveva fatto tanto parlare poiché conteneva la celebre frase: “Perché per stare bene ho bisogno di toccare il fondo?”. Un racconto autobiografico che resta in linea con il tema dell’intero album. 

Nei letti degli altri” è la titletrack che ci offre un viaggio soft ed emotivo attraverso le complessità delle relazioni e dei conflitti interiori. Alessandro, con la sua voce unica, ci fa entrare nella sua testa e nel suo cuore, rivelandoci la lotta interna dell’io con se stesso e la difficile accettazione delle proprie debolezze.

Emerge il suo desiderio di evitare ulteriori ferite emotive, suggerendo che spesso la comunicazione aperta potrebbe essere la chiave per superare tutte le difficoltà.

Per non farci più male, male

Potremmo parlare anziché immaginarci

Nei letti degli altri per dimenticarci

Fa solo più male”

Tutti contro tutti” ci parla della vulnerabilità, del desiderio e dell’incertezza nelle relazioni. L’artista riflette sulle proprie azioni e sulle abitudini quotidiane mentre affronta le sfide della vita adulta. Questo viene amplificato dall’immagine della città che incute timore, simboleggiando il cambiamento e l’incertezza che la vita può portare. La consapevolezza di sé, la ricerca di conforto e l’accettazione nell’amore, contrastano il giudizio esterno e le aspettative sociali. Mahmood parla ad un’intera generazione che ha difficoltà a comunicare le proprie emozioni per la continua paura di essere giudicati. 

Parte, poi, Bakugo”. Il brano richiama uno dei protagonisti del cartone “My Hero Academia”. È troppo di sè, arrogante con tutti e fa spesso il bullo, ma nel corso del tempo cambia il suo atteggiamento. Allo stesso modo, Alessandro ci offre un’analisi sincera e vulnerabile delle dinamiche relazionali e delle sfide emotive. Inizialmente avverte un senso di isolamento e sconforto, sentendosi usato o incompreso nella sua dolcezza. Con il tempo acquista forza e riesce a proteggere sè stesso dalle delusioni e dalle manipolazioni.

Ci spiega poi che i ricordi e le esperienze condivise servono a tutti per accettare il passato. 

Neve sulle Jordan” feat. Capo Plaza intreccia le voci dei due artisti creando una narrazione ricca di immagini vivide e sentimenti profondi. Mahmood esplora nuovamente la complessità delle relazioni e delle sue stesse insicurezze, mentre Capo Plaza aggiunge un elemento di cruda realtà e struggimento, riflettendo sulle esperienze dolorose e sui desideri non realizzati. Un’impressione persistente di solitudine e di desiderio non soddisfatto, vengono cancellati dalla speranza e dall’ambizione nel cercare un futuro migliore sul finale. 

Nel tuo mare” parla ancora di solitudine e disperazione, della sensazione di abbandono “nel suo mare di emozioni”. Le immagini che si susseguono lasciano una voglia di superare una relazione  complessa. Dal bilocale all’aeroporto, però, il tormento del protagonista vuole affrontare la difficoltà del lasciar andare il passato. Il dolore può essere superato attraverso la crescita e l’accettazione delle nuove esperienze. 

Una collab spaziale appare in “Paradiso”, con la presenza di Tedua e Chiello. La canzone si apre con un’invocazione alla passione e all’attrazione, ma subito emerge una nota di pericolo e ambiguità: l’idea che l’amore possa essere letale per il cuore o l’idea di un paradiso che si rivela essere un luogo di piacere e tentazione, ma anche di confusione e conflitto interiore. 

A chiudere il cerchio è “Stella cadente” dove Mahmood esprime la sua speranza di migliorare ripercorrendo il suo passato, mentre riflette su come il ricordo di un’infanzia serena sia stato offuscato da un evento doloroso. 

Nel complesso “Nei letti degli altri” ci regala significati profondi, accompagnati da sonorità internazionali che sicuramente ci faranno ballare nei prossimi mesi.

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