“Nei letti degli altri”: il viaggio nel sentire universale di Mahmood

da | Feb 1, 2024 | Interviste

Abbiamo avuto l’opportunità di assistere alla conferenza stampa dedicata all’uscita del nuovo album di Mahmood, un disco ricco di influenze, sentimenti e momenti personalissimi. Nei letti degli altri, il nuovo progetto del cantante milanese, nasce da un percorso introspettivo, volto alla conoscenza della propria intimità e anche dei propri sbagli.  Il letto per l’appunto è […]

Abbiamo avuto l’opportunità di assistere alla conferenza stampa dedicata all’uscita del nuovo album di Mahmood, un disco ricco di influenze, sentimenti e momenti personalissimi. Nei letti degli altri, il nuovo progetto del cantante milanese, nasce da un percorso introspettivo, volto alla conoscenza della propria intimità e anche dei propri sbagli. 

Il letto per l’appunto è un elemento familiare, un posto sicuro dove torniamo la sera, guardiamo il soffitto ed esorcizziamo i problemi. Nel nostro letto portiamo le persone che amiamo, i nostri migliori amici. Il letto è visto come un luogo di autoanalisi. 

Alessandro racconta di aver viaggiato tanto, dormito in tanti hotel, aver cambiato tanti letti, basti pensare alla sua prima casa in affitto a Milano, che ha dovuto lasciare dopo l’incendio di qualche tempo fa. Adesso è tornato dalla madre, ritornando quindi nel letto della propria vecchia casa.

Il letto è anche il posto dove tradiamo, veniamo traditi, ed è per questo anche che ci ho ragionato tanto, e ho esorcizzato tanti demoni.

Questo disco mi ha fatto tornare alle origini, ho pensato a perché faccio questo lavoro, e ho riflettuto anche sul modo di raccontare le storie. 

L’artista ha fatto un viaggio nei letti degli altri, anche per tutte le persone nuove che ha conosciuto, e ha rivelato con molta emozione la felicità per l’uscita di questo nuovo disco.

Anche la cover del disco, disegnata da Frederik Heyman, è legata ad un immaginario molto bambinesco. Il disco vuole portare fuori vari lati del cantante e vari mondi che ha visto tramite gli altri.

Parlando invece di Sanremo, “Tuta Gold” è rappresenta il nucleo di questo nuovo album. Mahmood ha esposto una serie di foto di varie persone ritratte in un letto, in circostanze diverse: due ragazze a letto insieme, un anziano da solo, una mamma con un bambino. Questo progetto vuole raccontare quadri di vita differenti, collegati dal suo modo di raccontare le cose. 

“Tuta Gold” secondo lui è il pezzo perfetto da portare a Sanremo. Dopo la preparazione di un disco durata due anni e mezzo, il palco del festival è il luogo migliore per presentarlo. Il brano è un po’ un fil rouge che collega presente e passato, ed è nato questa estate. Dopo essere stato ad un rave vicino Berlino, fuori dalla tenda Mahmood ha scritto il testo, ricordando anche una relazione passata e i momenti meno felici, ma con un risvolto positivo, in quanto i nuovi eventi gli hanno dato forza. Il pezzo vuole rappresentare un po’ la maturità emotiva regalata dalle esperienze

Avrà un sound baile funk, con un ritornello molto da club, volutamente scelto dal cantante per spaziare rispetto ai brani precedenti. 

Successivamente abbiamo avuto la possibilità di ascoltare alcune delle nuove tracce presenti nel nuovo album.

Partendo da Nei letti degli altri, che infatti è una riflessione sugli sbagli, sul perché agiamo in un determinato modo:

Potremmo parlare anziché immaginarci nei letti degli altri per dimenticarci.

Gli errori, il tradimento, la gelosia, vengono trattati nel testo delle canzone che da il titolo al progetto. 

Ascoltando qualche altra traccia del disco, il cantante spazia da brani più aggressivi, a brani più sognanti, come nel caso di Paradiso, in collaborazione con Chiello e Tedua. Vi sono vari elementi ricorrenti che fanno parte dell’universo dell’artista, come lo zucchero o i fiori, metafore utilizzate più volte perché appartenenti alla sua sfera sensoriale. 

Mahmood si esibirà invece nella serata delle cover portando sul palco il canto tenores sardo, in una versione di Come è profondo il mare. Definito da lui un capolavoro, un manifesto alla libertà, questo brano gli sta molto a cuore, perché rappresenta un po le sue origini: i tenori e la Sardegna rappresentativi della madre, e la libertà come tema per lui importante. 

Infine è stato chiesto all’artista se si ritenesse in parte fautore del cambiamento del festival, dato il boom di ascolti durante l’edizione in cui ha trionfato con “Soldi”. 

Alessandro però rimane sempre umile, ironico, con un fare bambino e innocente, quasi inconsapevole del suo successo e del suo talento. Per lui non è importante vincere nuovamente il festival, quest’esperienza è un modo per presentare al pubblico un lavoro durato tanto tempo, e un prodotto che vuole rappresentare il suo sentire. 

Dopo “Soldi” e “Brividi” le aspettative sono alte, e noi non vediamo l’ora di vedere Mahmood brillare sul palco dell’Ariston. 

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