“Troppe cose” nel primo album delle Emsaisi

da | Dic 21, 2023 | Recensioni album

Troppe cose è il regalo anticipato di Natale che le Emsaisi fanno al pubblico.

Il loro primo album è il biglietto da visita creativo che cerca un’identità, dove innovazione e distruzione si incontrano e ci si catapultano davanti con la foga di tutti i loro vent’anni.

Il trio, con le sue voci armoniose e scrittura mirata ed efficace, consapevole nonostante la giovane età, è guidato da Golden Year ed Edoardo Baroni che l’hanno aiutato a rendere musica i pensieri di tutte.

Troppe cose è composto da otto tracce, intime e sfacciate, che irrompono nella tua quotidianità in un modo diretto, quasi come una doccia fredda.

Il disco è l’eco del silenzio e il turbinio di pensieri che affollano la mente, è ciò che ti accarezza e abbraccia quando ne hai bisogno, ma che allo stesso tempo sa anche svegliarti dal torpore. È un disco che si presenta come un confidente, qualcuno che sa ascoltarti e al tempo stesso da ascoltare.

Il risultato è confezionato da un mix di soul, r&b, urban, accostate a sonorità indie e cantautoriali.

Le Emsaisi ci portano con loro nel viaggio tra le loro menti creando dei testi che fondono le loro personalità e i loro caratteri in un modo così naturale da sembrare poi un’unica persona.

L’album è intimo e parla di esperienze di ragazze di vent’anni che vivono un’età caratterizzata da stimoli diversi, gioie, delusioni, paure, bisogno di cercare una propria strada e identità.

“Troppe cose racconta di noi, di confusione, di scelte, di amore, di ricerca, di identità”

Il disco apre con Pratico, un brano che parla del contrasto tra la consapevolezza di quello che sarebbe meglio per sé e la difficoltà di trovare il coraggio di lasciare indietro qualcosa che è sbagliato.

Pratico sì

Indubbiamente più pratico

Sarebbe per me non vederti più

Costanza Fidelbo a tal proposito ci dice

“Il disco si apre con Pratico, forse il pezzo più personale tra tutti. È fatto di immagini viste da vicino, raccontate in modo dolce, così da nascondere tutto quello che le può lontanamente rovinare. Parla di chi sente sempre tanto e a volte troppo, ma continua a farlo perché è più bello di tanto altro che ha avuto modo di provare”

Il secondo brano è Guerra, che rappresenta quella continua lotta con noi stessi che si instaura quando ci sentiamo fuori posto e siamo bombardati da ricordi confusi e frustranti di una relazione che non funziona.

Ho una guerra dentro è questa

Sbaglio se penso a te

Ho una guerra non prevista

Sbaglio se penso a te eh

A seguire abbiamo il brano omonimo del disco, Troppe cose. È un mantra, qualcosa da ripetere per cercare un punto di riferimento, qualcosa a cui aggrapparsi nella confusione e che ci porti in salvo da un mondo che vuole ordinarci. È il bisogno di cercare un posto ma che vada comunque a preservare la propria indole.

Parto sempre troppo tardi

Non so chi ha deciso i passi

Prendo posto come gli altri

Tutti spenti tutti persi

Cuore di ghiaccio è la difficoltà di comunicare apparente che alla fine si lascia andare grazie ad un po’ di gentilezza, perché ciò che è vero si nasconde in profondità.

Cuore di ghiaccio nascondi la tua verità

Mi sei caduto addosso dai monti del Nordamerica

Spero solo che il ghiaccio riflesso si sciolga e rimanga soltanto un ricordo

Il quinto brano è Non è come pensi. Si parla di una litigata accaduta durante una festa e della rabbia generata dal non capirsi.

Non mi lasciare sola

Adesso che ho il nodo alla gola

Non c’è colonna sonora che possa cambiare la storia

Parentesi è il brano più amato da Claudia Mastrogregori,

“Parla della vita vissuta nella propria mente, della difficoltà di dire le cose ad alta voce e della consapevolezza che anche nella solitudine non siamo soli.”

È un flusso di pensieri in cui si ammette di stare peggio di come si appare, della difficoltà di sentire troppo e della speranza che qualcuno ci faccia compagnia.

Ed è diverso

Pensare al tempo

E alla partentesi che ho chiuso troppo presto

Del settimo brano, Buonanotte per ora, ci parla invece Margherita Vannicelli.

“Il brano dell’album a cui sono più affezionata, racconta di questo, e di come un allontanamento possa rappresentare un’occasione per vivere le cose fino all’osso, ogni giorno, senza paura”

Buonanotte per ora

Che la notte è una sola

Che la notte non dura

Quando sono con te

A chiudere il disco c’è CSD (Outro), un audio vocale di pochi minuti che rappresenta una dedica a un’amica che non si vuole lasciare andare e la difficoltà di dirlo a lei.

Non ce la faccio a incazzarmi fino in fondo

Più ti vedo più mi scordo

Della persona che c’era prima di questo sbaglio

Le Emsaisi si espongono, si spogliano di qualsiasi tipo di costruzione e si presentano con semplicità e chiarezza.

Il risultato sono venti minuti di riflessioni, di ricordi che affiorano, di situazioni anche già vissute in cui ci si può riconoscere. È il viaggio che intraprendono e che ci invitano a fare e che, anche io, vi invito a fare.

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