“Unplugged”: Enrico Nigiotti cantastorie moderno live in Santeria Toscana 31

da | Dic 11, 2023 | #Cromosomiintour

Siamo stati sabato 9 dicembre al concerto acustico di Enrico Nigiotti presso Santeria Toscana 31, a Milano, accompagnato da Mattia Tedesco alle chitarre e Fabiano Pagnozzi alle tastiere. Quello di Milano è stato il secondo di tre appuntamenti fissati per l’8, il 9 e il 13 dicembre rispettivamente a Roma, Milano e Firenze. Una chitarra […]

Siamo stati sabato 9 dicembre al concerto acustico di Enrico Nigiotti presso Santeria Toscana 31, a Milano, accompagnato da Mattia Tedesco alle chitarre e Fabiano Pagnozzi alle tastiere. Quello di Milano è stato il secondo di tre appuntamenti fissati per l’8, il 9 e il 13 dicembre rispettivamente a Roma, Milano e Firenze.

Una chitarra e un microfono: ecco quanto basta al cantautore livornese per fare la magia.

Enrico Nigiotti, come un cantastorie, racconta con la sua chitarra storie diverse tra loro ma accomunate dallo stesso denominatore: l’amore. Un elemento imprescindibile che assume sfumature sempre differenti e, come direbbe Dante, “move il sole e l’altre stelle”. Questo amore, trattato nella sua accezione più ampia, arde come una fiamma, permettendo a chi vi si accosta di goderne il tepore, anche in quelle giornate in cui il freddo sembra penetrare fino a dentro, fino al cuore.

L’atmosfera in Santeria si è fatta intima e accogliente nel momento stesso in cui Nigiotti ha cominciato a suonare le prime note di L’amore è.

E anche quando sarà chiaro che non c’è più niente
Tu credimi, credimi, credimi, credimi, credimi sempre
E anche quando avremo troppe cose da cambiare
Tu credimi, credimi, credimi, credimi, credimi sempre

Quando me ne starò fermo
Mentre hai voglia di ballare
Quando tutto cambia senso
E non ha senso più aspettare

Il cantautore livornese ha poi presentato In punta di piedi, inedito “capitato per caso, come un raffreddore”. Nigiotti, infatti, ha dichiarato di non saper “scrivere a tavolino”, ma di doversi prendere dei momenti di pausa per “mangiarsi la vita”, per poi raccontarla.

I brani si sono alternati a momenti di chiacchiera in cui Nigiotti ha raccontato alcuni retroscena sulle sue canzoni, squarci di personalissimo vissuto in cui traspare il cuore.

Ciliegina sulla torta è stata la cover estremamente toccante di Hotel Supramonte di Fabrizio De André su cui, personalmente, mi sono commossa fino all’inverosimile.

La serata si è conclusa con Ninnananna, dedicata ai suoi figli, e il bis di L’amore è, chiusura di un cerchio perfetto.

Ninnananna, amore mio, io ti proteggo sempre
Tu sbaglia mille volte come ho fatto anch’io
Perché sbagliare serve
Vorrei già consigliarti tre o quattro canzoni
Vedere se ci danno le stesse emozioni
Benvenuto, amore mio, qua ci sono anch’io, ci sono sempre

Enrico Nigiotti è adesso un uomo adulto, maturo, non più lo stesso che prese parte ai talent di Amici e X Factor. Quello che abbiamo conosciuto allora era solo l’Enrico alla stagione uno del suo percorso. Non sappiamo a quale stagione sia arrivato, e forse nemmeno ci interessa.

Le canzoni di Enrico Nigiotti sono quell’abbraccio che non abbiamo il coraggio di chiedere ma di cui abbiamo disperatamente bisogno. Sono i racconti di un uomo che sembra aver vissuto un centinaio di vite ma che non ha la pretesa di insegnarci nulla. Sono le pietre e i ciottoli a cui le scarpe si aggrappano quando percorrono un percorso di montagna in salita.

Sei come la tempesta che comanda il mare
Io dentro alla mia barca pronto a naufragare
E visto che la vita non regala niente
Io ti regalo il cuore e resto tuo per sempre

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