Agon senza filtri nel suo nuovo EP “L’INTERVALLO DEL DIAVOLO”

da | Dic 6, 2023 | Recensioni album

Venerdì 1 dicembre esce l’EP d’esordio di Agon (all’anagrafe Vito Petrozzino), artista originario di Avellino classe 2001: si tratta de L’INTERVALLO DEL DIAVOLO, fuori su tutte le piattaforme per Virgin Music / Cosmophonix.

Iniziamo facendo un passetto indietro.

Il suo nome non è poi così nuovo al pubblico o a chi comunque bazzica nel settore. Parallelamente al suo percorso solista, Agon ha firmato come autore diversi brani tra cui Mostro di gIANMARIA, in gara alla 73sima edizione del Festival di Sanremo. Dopodiché, a marzo 2023 pubblica il singolo DISKO BERLINO, seguito a giugno dall’annuncio di NYMPHO. Entrambi i brani vanno ad aggiungersi alle altre tre tracce del suo ultimo progetto. Sempre a giugno Vito partecipa al Nameless Festival e a luglio 2023 collabora con i colleghi e amici Frada e Joseph nel pezzo Piazza Libertà, vero emblema della Gen Z avellinese che si sta facendo strada nel panorama musicale. 

Ma torniamo a oggi.

L’INTERVALLO DEL DIAVOLO è un prodotto autentico, carnale e nitido, messo ulteriormente a lucido dalle sapienti produzioni di Kyv (anche lui membro della “crew” Irpina trapiantata a Milano) e Max Kle1nz, che spaziano dall’urban, alla techno, fino ancora all’elettronica. Cinque tracce che seguono un unico fil rouge: verità e contrasti interiori dell’artista.

Il concept dell’EP:

«L’INTERVALLO DEL DIAVOLO, che dà il titolo all’EP, è un intervallo musicale, chiamato anche tritono, proibito nel medioevo in quanto considerato opera di Lucifero. Mi sono immaginato immerso in queste note, che un tempo erano bandite, sia da un punto di vista musicale -mi piace pensare alla mia musica come un estremo che può anche arrivare ad infastidire l’ascoltatore- sia personale -nelle mie canzoni racconto senza troppi filtri molte esperienze negative della mia vita, scavando nella mia parte più “infernale”».

Il brano eponimo sancisce l’inizio del viaggio di Agon. A tratti ricorda il Blanchito degli albori, sarà per le urla graffianti, sarà per l’attitude da dannato. Ma, oltre a prime impressioni e vaghe analogie, c’è altro. Il pezzo è una confessione a cuore aperto, tra tuffi nel passato, frasi provocatorie e un “Vito non è mai cambiato” che gira in loop.

Segue la focus track EUPHORIA: una vera e propria ricerca di evasione e benessere (anche se fittizio), l’esaltazione del sentirsi sospesi e dissociati dal resto del mondo, dalla frenesia, anche per pochi istanti.

Con NYMPHO e DISKO BERLINO entriamo, invece, in una dimensione più carnale, condita da cassa dritta, luci e atmosfera da club berlinese. Viene evocato l’amore più fisico e sfrenato.

EQUILIBRIO è l’outro de L’INTERVALLO DEL DIAVOLO, un sospiro di sollievo (temporaneo) dalla tensione delle tracce precedenti, anche musicalmente parlando, un pezzo più sperimentale e fuori dal coro. La strada per l’equilibrio interiore è una salita tortuosa, ma ascoltarsi e “scolpire” il proprio io giorno dopo giorno risulta essere il primo passo per un’idea di serenità.

Devo ancora capirmi, scoprirmi, ascoltarmi, scolpirmi

Cerco un equilibrio, come appeso a un filo

Con L’INTERVALLO DEL DIAVOLO Agon apre una finestra del proprio vissuto, lo fa in maniera provocatoria, ma al tempo stesso generosa, il tutto attraverso esclusivamente la sua musica, che alla fine è ciò che conta davvero.

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