Pizza Kebab Vol.1 di Ghali: un ritorno al futuro non proprio convincente

da | Dic 2, 2023 | Recensioni album

Sono tante le sorprese che ci rivela il mondo del rap e della trap nell’ultimo periodo. Annunciato all’improvviso qualche giorno fa, è uscito a mezzanotte del 1° dicembre il nuovo album con cui Ghali torna sulla scena. A poco più di un anno dall’uscita di Sensazione Ultra, che sanciva l’evoluzione e la maturità dell’artista, in Pizza Kebab Vol.1 mescola sapientemente le radici multiculturali con una sorta di ondata di ripartenza.

Pizza Kebab Vol.1 è il titolo dell’album e riprende il singolo di platino uscito nel 2017.

Cerca di riportare l’artista alle origini, rievocando e rivisitando il genere che lo ha lanciato: la trap. Questo nuovo lavoro è uscito per Warner Music Italy e Sto Records, vedendo la produzione di Kiid, Sadturs, Rabat Draganov e Night Feelings.

Il lavoro contiene 14 tracce, in realtà 13 + una skit, alcune anche più brevi del solito con la costante della trap. Nei brani Ghali non è solo, ci sono sette collaborazioni, tra amici, nuove generazioni e “bro” che con lui hanno costruito la propria strada.

A trent’anni rinasco come un bimbo. Non ho miti da seguire, solo miti da sfatare

E così ci addentriamo in questo viaggio: Pizza Kebab Vol.1.   

Ad aprire l’album è Sto, un brano in cui si riassume il suo percorso. È un viaggio intimo attraverso le fasi della sua vita, un racconto onesto e senza filtri. Si parla di esperienze di gioventù, condividendo momenti di crescita e cambiamento. L’abilità di Ghali nel mescolare ironia e profondità emerge, evidenziando la sua evoluzione personale e artistica.

L’ossessione per il successo c’è, ma Ghali con il suo stile, offre uno sguardo sincero sulla sua percezione della vita a trent’anni. Da bambino era visto semplicemente come un tunisino, a vent’anni è un ragazzo di quartiere di periferia, cinque anni fa una star e oggi riparte dagli inizi, non volendo rinunciare al posto che si è conquistato.

Il primo feat. dell’album vede quasi la DPG riunita. Paura e delirio a Milano feat. Tony Effe, Dark Pyrex e Side Baby, tre suoi amici. La protagonista è Milano e la sua vita notturna, esplorazione degli eccessi raccontata con la trap. Si sottolinea il caos e l’emozione di una Milano vissuta al massimo.

Side Baby descrive un mondo di lussi, droghe e disorientamenti, dando l’immagine di una vita sfrenata tra notti selvagge e una serie di immagini violente. Ghali riflette sulla ricchezza e lo stile di vita che sfugge al controllo, concludendo con una riflessione sulla trasformazione causata dai soldi e sull’ansia di doversi sempre riconfermare. Giocano molto bene con un mix di esagerazioni, immagini suggestive e riferimenti alla cultura pop.

Segue Machiavelli feat. Simba La Rue, artista di origine marocchine.

Si presentano come artisti che vivono al di fuori delle convenzioni e facendo una leggera critica al mondo che li circonda, ma in questo “rosario di angosce represse e rabbie espresse”, c’è qualcosa che non convince.  

Arriva Luchè in Sotto controllo, brano che esplora la vita lussuosa e lo stato di caos che comporta, mentre si passa da una frontiera all’altra ancora in hangover dalla notte prima. Ghali si autodefinisce “piccolo chimico” in un contesto di eccesso di liquidi, Luchè gioca con l’idea di un’eccessiva esposizione sui social e la sua vita fatta di lusso e incontri.

Parte poi Coco e si cambia tema, passando a un reggae-trap di Draganov e Finesse, con la nostalgia per una relazione con una ragazza che ha aperto il cuore a Ghali. Sebbene il testo sia misero, è una delle tracce più interessanti dal punto di vista musicale.

 Il brano più forte del disco è Tanti soldi feat. Geolier che si apre con un la voce di Mina.

Ghali ha usato il campionamento di Mi sei scoppiato dentro al cuore e descrive cosa succede nelle strade in cui cresciuto pur non facendo parte di nessuna gang. C’è un vero e proprio storytelling di un beef tra rapper finito male. Geolier racconta un amore contrastato sullo sfondo del cash che piove su giovani rapper che cercano di dare un senso a questa vita, sempre alla ricerca di successo finanziario.

È tutta na questione d’ammore e odio
O mal co ben è fiscale comme ‘a frode
E l’intelligenza riman sul na cos e repertorij
C pienz si vac a Sanremo?

Segue Zuppa di succo di mucca, in cui si autoanalizza liricamente mentre prende di mira le ossessioni del cibo della civiltà contemporanea, elogia la pizza kebab piccante, il cibo della compagnia del parchetto, ma fa un mix di argomenti che nel complesso non c’entrano. In Dimmi la verità Ghali sente dentro di sé una metamorfosi e allo stesso tempo il timore della vita pienamente adulta.

Pizza Kebab Vol.1 prosegue con Safi safi feat. Draganov che vuol dire “ok, va bene così” in arabo marocchino.

Cantata in francese e italiano è un inno alla gioventù multietnica dell’Europa mediterranea. Viene poi Celine feat. Digital Astro in cui si racconta il mondo della vita da star.

In Senza pietà ci svela l’alienazione di troppe feste fatte con forza e il disorientamento della condizione giovanile contemporanea. È però un momento in cui deve ripartire e quindi deve astrarsi da quelli intorno a lui, per capire cosa avviene e pensare al nuovo disco. Buonasera feat. Soolking è una traccia reggaeton che con un mix di lingue e culture, esprime la voglia di successo. La sfida alle autorità e il rifiuto delle difficoltà cercano di parlare di ribellione.

A concludere l’album c’è Peccati, una confessione personale e un’invocazione di perdono. Ghali ammette di avere dei peccati e una vita sregolata, ma è sempre il ragazzo del quartiere. Descrive la solitudine che prova a volte nonostante la fama e la stanchezza emotiva di chi, pur avendo raggiunto il successo, continua a non sentirsi arrivato. “Una soluzione non c’è per quelli come noi”.

Questo album nel complesso, più che un passaggio consolidato nella maturità artistica, sembra un ritorno alle origini. L’ultimo brano fa però intendere che ci potrebbe essere davvero un passaggio al livello successivo, magari Pizza Kebab Vol.2 con sonorità diverse o chissà… magari anche Sanremo 2024.  

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