MV KILLA:”FEDE è mio al 100%”

da | Mag 1, 2023 | Interviste

Aria di primavera, aria di cambiamento. Di rinascita. Per tutti. Riordiniamo la nostra vita, scegliamo cosa conservare per la bella stagione e cosa mettere via insieme ai maglioni pesanti (almeno per qualche mese). Un artista che può benissimo raccontarci la sua esperienza di rinnovamento è MV KILLA, rapper napoletano classe 1995. Già padre di due […]

Aria di primavera, aria di cambiamento. Di rinascita. Per tutti. Riordiniamo la nostra vita, scegliamo cosa conservare per la bella stagione e cosa mettere via insieme ai maglioni pesanti (almeno per qualche mese). Un artista che può benissimo raccontarci la sua esperienza di rinnovamento è MV KILLA, rapper napoletano classe 1995. Già padre di due album, venerdì 28 aprile uscirà con il suo terzo lavoro discografico, FEDE. Un disco che parla di lotte e di battaglie quotidiane. Contro il mondo, contro con gli altri, contro noi stessi. Noi di Cromosomi ci abbiamo fatto due chiacchiere, giusto per parlare del suo nuovo disco, ma anche e soprattutto delle lotte che ha riportato in esso, da cui non si comprende se ne è uscito veramente vincitore. Tra sfide contro il suo peggior nemico e la vita con i suoi compagni di vita dell’SLF, MV KILLA racconta anche la sua Napoli, ma senza stereotipi. Una narrazione vera, autentica, sua al 100%, senza avventori esterni (se non i membri dell’SLF nei featuring). A voi.

Ciao Marcello (aka MV KILLA), come va?

Tutto bene, tutto bene.

Tra pochissimo uscirà FEDE. Come ti senti?

Eh… non aspetto altro che esca! Non pubblico da solo da parecchio, quindi è come se fosse un mio nuovo esordio. Ci ho lavorato tanto. E’ quasi una liberazione quella che aspetto.

Da dove nasce FEDE?

Tra l’anno scorso e quest’anno c’è stato un periodo determinante dove ho concentrato le esperienze degli ultimi due anni, cose che ho vissuto. E’ un disco molto personale, lasciando stare alcuni episodi un po’ più leggeri. E’un concentrato di esperienze mie insomma.

FEDE è un disco nel quale tu hai riportato delle sfide e delle lotte. Ne sei uscito vincitore?

Eh, sì e no. Sì perché durante gli anni parecchie lotte personali le ho vinte, ma la vita è comunque una lotta quotidiana. Tutti i giorni bisogna affrontarla: a volte si perde e a volte si vince. Non si vince mai solamente. E’ un discorso di vita in generale, non solo di un periodo di lotta.

Queste lotte le hai avuto soprattutto con te stesso.

Sì. Io poi arrivo proprio a quello, alla fine. Tu vivi queste lotte qua per queste partite qua, ma alla fine la più importante, quella che determina tutte le altre, è quella con te stesso. Tu devi avere la lucidità di vincere la tua parte che non vuole farlo. Parte tutto da te. Quando riesci a tenere testa a te stesso e a non farti prendere dalla tua parte fallimentare, poi stai meglio con te e con gli altri. Io l’ho rappresentato nella copertina, perché è quella la lotta importante.

Sei contento quindi dell’MV KILLA che ne è uscito?

Sì, sì.

Come descriveresti FEDE in solo tre parole?

E’ un disco che in tre parole proprio non si può spiegare, ma cerco di farlo lo stesso. Intenso, contenutistico e identitario.

C’è una canzone che senti più tua in FEDE?

Ce n’è più di una, sicuramente. Se devo scegliere tra quelle là, dico PORTAME RISPETT. Lo sento come uno statement mio. C’è sempre questa cosa dove per parecchio tempo, per l’opinione dei fan sono stato un po’ sempre sottovalutato, come se io dovessi fare sempre di più, anche se ho raggiunto risultati importanti e di cui sono fiero. PORTAME RISPETT vuol dire che al di là si questa cosa, bisogna portare rispetto per tutti i motivi che elenco nel pezzo.

Come vedi FEDE rispetto agli altri due album precedenti?

Questo è un primo vero e proprio discorso mio, quindi questo è quello che lo differenzia dagli altri. Fare un disco da solo lo rende ancora più profondo, sia da un punto di vista artistico, che contenutistico.

Quindi questo album lo definisci tuo al 100%.

Questo album è mio al 100% per quello che volevo dimostrare artisticamente e per quello che ho messo dentro come contenuti.

La musica è il tuo riscatto, quindi?

Quello lo è tutti i giorni. Ho voglia di mostrarmi con questo disco, che con quello che farò dopo, così da mostrare il valore che io ho.

Tu sei ancora parte dell’SLF. Che rapporto hai con loro?

Io sono il creatore, insieme agli altri, del collettivo. Il collettivo alla fine c’è anche nel mio disco: ho fatto un pezzo con ognuno di loro. Non si chiama SLF, perché non siamo tutti sulla stessa traccia. Ognuno ha fatto un pezzo in FEDE, quindi ho voluto anche dimostrare di questo. Al di là di un discorso di collettivo come brand, il collettivo lo usiamo e lo siamo tutti i giorni. Siamo una famiglia, siamo nati insieme, siamo quello.

Sei molto attaccato alla tua città?

Ovviamente sì. Napoli è mammà, come si dice. Una volta che una persona nasce in questa città, per come questa è, per i valori che ha, per le tradizioni che ha, per la cultura immensa che ha, ha le radici qua. Le radici sono le tue vene. E’ palese che faccio di tutto per rappresentarla e per riscattare la mia città nel senso positivo. Con quello che facciamo e per come lo facciamo noi della scena di Napoli, le stiamo dando un bel riscatto.

Questo attaccamento a Napoli si sente anche nella tua musica.

Io canto in napoletano. Nel linguaggio sì, ovvio, come nei testi, nel lessico napoletano che uso. Le sonorità no. Non bisogna per forza fare il folklore napoletano per rappresentare la città. Le sonorità sono internazionali. A mio parere, come le trovi nel disco di ognuno di noi di Napoli, le puoi trovare nei dischi stranieri e leggere una competizione con quello che si fa nel resto del mondo per produzione musicale. Non ci mettiamo la maschera di Pulcinella per rappresentare Napoli, è uno stereotipo che è bello per la storia, ma Napoli non è per forza pasta, pizza, mandolino, Pulcinella e criminalità.

Parlando di influenze, chi hai ascoltato di più quando hai scritto FEDE?

Io ho il mio bagaglio di influenze musicali che mi porto dietro da anni. Qualcosa di nuovo si scova sempre all’interno della scena americana ed europea. Io ho i miei riferimenti. Non mi sono allacciato a un filone o a un trend, ma semplicemente mi sono portato dietro il rap americano, che va dal boom bap, ai classici, fino all’era di mezza dell’hip hop anni 2000 e ad oggi. Quando mi metto a lavorare, studio, cercando di tirare fuori l’approccio che voglio dare all’album.

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