Selam: ho imparato ad amare il mio nome

da | Apr 14, 2023 | Interviste

Selam, interessante e carismatica artista emergente nata a Dessie (Ethiopia) , ma cresciuta a Biella, in Piemonte. Amante della r&b, del pop e del neo soul, l’artista etiope si fa spazio nella nuova scena emergente e, giorno 24 marzo, pubblica il suo primo singolo Un Tuo Segreto. Un tuo segreto è un inno alla libertà […]

Selam, interessante e carismatica artista emergente nata a Dessie (Ethiopia) , ma cresciuta a Biella, in Piemonte. Amante della r&b, del pop e del neo soul, l’artista etiope si fa spazio nella nuova scena emergente e, giorno 24 marzo, pubblica il suo primo singolo Un Tuo Segreto.

Un tuo segreto è un inno alla libertà e una doccia d’amore. Un percorso necessario, un tempo concesso e che scorre ad un ritmo tutto suo. Un brano che “racconta un amore finito ma meraviglioso, che accade, ti travolge e un po’ ti salva, e tu neanche te ne accorgi. Amiamo prima di saperlo e forse è solo così che si ama”. 

“Selam”, ovvero “pace” in aramaico. Perché la scelta di questo messaggio?

Selam è il mio nome e in amarico significa “pace”. Ora mi piace da morire e lo sento mio, ma non è sempre stato così.
Se ripenso ad alcuni anni fa sorrido perché, quando ci si presenta, il nome è la prima cosa che diciamo, eppure io per molto tempo ho evitato di farlo. Ho origini etiopi, sono stata adottata quando ero molto piccola e della terra in cui sono nata non ricordo nulla. Il rapporto con il mio nome è sempre stato molto conflittuale proprio per questo: si porta dietro un messaggio bellissimo ma non ha un racconto di ciò che c’è stato prima del mio arrivo in Italia. E’ come se mancasse un pezzo e quel pezzo fosse perso chissà dove e in chissà in quale tempo, ma forse va bene così. Qualsiasi cosa ci sia stata prima, non si spezza, e quello che verrà non ha bisogno di parole, si vive e basta.
Non c’è mai un modo giusto per presentarsi, ma ora “Piacere, Selam” mi piace.

Quanto le tue origini hanno influenzato il tuo modo di fare o vedere la musica?

Non me ne sono accorta subito, ma col tempo ci ho fatto più caso. Inevitabilmente le mie origini mi hanno portata a ricercare dei volti e dei vissuti che potessero avvicinarsi il più possibile a me e alla mia storia, inizialmente perché da piccola sentivo la necessità di guardare e ascoltare delle persone che visivamente mi somigliassero, poi perché ho capito che la black music mi piaceva da morire e avrei voluto il più possibile prenderne ispirazione. 

Il 24 marzo è uscito il tuo primo singolo “Un Tuo Segreto”. Il brano racconta di un amore finito, ma travolgente. Si tratta di una “storia vera”?

Sì. Avevo appena chiuso una relazione molto importante ed ero in quella fase in cui di solito piangi così tanto che poi ti addormenti e rifai la stessa cosa il giorno dopo, il tutto ciò accompagnato da una scelta accuratissima di playlist tristissime. Il pezzo è nato tra dicembre e gennaio. Stavo scrivendo molto perché avevo bisogno di dare un senso a quello che stavo provando. Era una sensazione nuova che non sapevo bene come sistemarmi addosso, quindi ho riempito le note del telefono per mesi, per poi arrivare al testo finito.

Quali sono state le “fasi di stesura” del brano? E c’è qualcuno che ti senti particolarmente di ringraziare?

Quando ho scritto questo pezzo non pensavo nemmeno che sarebbe stato il primo ad uscire. Ne avevo scritti altri e alcuni erano già pronti, ma poi sono andata in studio, ho registrato il brano e per la prima volta ero felice di come avevo parlato di me e del periodo che stavo attraversando.
In realtà, non ho un modo specifico in cui scrivo, ma parto quasi sempre dal testo. Solitamente scrivo tanto quando faccio altre cose. Mi vengono in mente delle immagini chiare che ho vissuto o che ho immaginato. La melodia arriva dopo. Mi metto al piano e ci faccio l’arrangiamento. In questo caso ho iniziato dal ritornello e ho concluso con le strofe. Poche settimane dopo sono andata in studio e, con Renato, abbiamo dato forma al brano. A fine giornata ero felice, moltissimo.
Sicuramente sono tante le cose per cui sono grata. I miei genitori che amo alla follia, i miei amici, i miei produttori che hanno creduto in ciò che volevo raccontare, i ricordi che mi porto dietro e custodisco con cura, la musica e tutti coloro che, senza ricevere nulla in cambio, hanno deciso di fermarsi, guardarmi e ascoltarmi tramite questa canzone.

Cosa ti aspetti, da artista emergente, dal mercato musicale?

Non so bene cosa aspettarmi, quello che so è che se non canto e non scrivo sto male. Voglio continuare a farlo e ho tanta voglia di suonare dal vivo anche i pezzi che sto finendo di scrivere. Non vedo davvero l’ora di scoprire come andrà.

A quale genere musicale ti senti più vicina e perché?

Ho vissuto diverse fasi, in cui ho ascoltato generi e artisti differenti. Quando ero più piccola ascoltavo i capisaldi della musica italiana e internazionale.
Mi sono innamorata del Jazz, del Blues e del Soul fin da subito. Sono cresciuta ascoltando Nina Simone, Aretha Franklin, Nat King Cole, Jill Scott, Ella Fitzgerald, Etta James e tutta quella scena musicale mi ha travolta completamente ed è stata la mia più grande ispirazione. Mi affascinavano le storie che quegli artisti vivevano, il coraggio con cui le raccontavano e come mi facevano sentire. Non potevo farne a meno: era tutto così allineato che non c’era nemmeno bisogno di chiedersi perché avessero scritto quelle canzoni. Dovevano farlo, come se fosse una confessione avvenuta nel modo più naturale possibile.
Mi rilassa moltissimo anche la musica pop perché mi sento sempre come se stessi atterrando in un luogo sicuro. Nell’ultimo anno e mezzo ho ascoltato anche molto afrobeat che, arrivando comunque dal funk e dal soul, è molto vicino a quello che già ascoltavo. Mi piace molto e mi mette sempre di buon umore.
Con il tempo ho imparato ad ampliare i miei orizzonti e ora forse, rispetto ad alcuni anni fa,  i miei ascolti sono più in linea con la mia generazione. Ora sono più curiosa e mi diverte ascoltare anche cose più mainstream. Poi ovviamente ognuno ha il suo linguaggio, e intanto che ascolto cerco il mio. 

Hai già qualche idea per le prossime uscite?

In questi mesi ho scritto molti brani in italiano che sicuramente usciranno. Mi sto divertendo molto ad esplorare diverse sonorità. Ci sono tante parti di me e tante storie in questi pezzi, quello che mi auguro è solo che possano essere di compagnia a qualcuno. 

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