“Hotel Souvenir” è il luogo dei ricordi di Dente

da | Apr 11, 2023 | Recensioni album

Hotel Souvenir è il nuovo lavoro discografico di Dente ed è uscito venerdì 7 aprile per Inri / Virgin Music Las. Anticipato dai singoli Cambiare idea, La vita fino a qui e Allegria del tempo che passa, questo album nasce dall’esigenza di Dente di tornare a fare i dischi alla stessa maniera di un tempo; […]

Hotel Souvenir è il nuovo lavoro discografico di Dente ed è uscito venerdì 7 aprile per Inri / Virgin Music Las. Anticipato dai singoli Cambiare idea, La vita fino a qui e Allegria del tempo che passa, questo album nasce dall’esigenza di Dente di tornare a fare i dischi alla stessa maniera di un tempo; pochi strumenti, suoni semplici e poca effettistica. Un lavoro scarno da questo punto di vista, o per meglio dire polveroso, come lo ha definito lui stesso. Fondamentale per il raggiungimento di questo risultato è stata la produzione di Federico Nardelli, di cui Dente ha amato la capacità di far suonare come estremamente moderni brani dai riferimenti vintage.

Hotel Souvenir è un disco sincero, in cui si guarda al passato ed alle scelte fatte nel tempo ma si accetta anche che quello che è stato ormai non tornerà: fare pace con il fatto  che certe persone oramai facciano parte del passato diventa una vittoria ed un modo per riuscire finalmente a guardarsi indietro in maniera consapevole. I dieci brani protagonisti di questo lavoro evocano il presente attraverso i ricordi del passato, ma guardano anche al futuro, proprio grazie all’accettazione di quello che è stato.

Il titolo del disco nasce dal pensiero dell’esistenza di un luogo della mente in cui albergano i ricordi.

Ogni brano infatti è un ricordo di come Dente è  stato negli anni. È così che si è scelto di dare a questi ricordi una sistemazione; tutte le situazioni che nella vita ci vedono protagonisti definiscono quello che siamo, per questo questi ricordi meritano di soggiornare in un luogo confortevole e non di essere gettati al vento.

Le  illustrazioni di Hotel Souvenir  sono state curate da Andrea Uccini, che senza nemmeno aver ascoltato tutto il lavoro ha disegnato una copertina perfettamente calzante e che ben esprime molti dei concetti chiave di questo disco.  Due uomini si guardano da due piani diversi della realtà che possono essere interpretati anche come due piani del tempo diversi.

Ed ecco allora che viene subito da pensare al passato ed al presente, che come abbiamo già anticipato, si intrecciano molto bene in questo contesto. Molti brani infatti sono stati scritti molto tempo fa e poi conclusi solo recentemente. È il caso di Dieci anni fa e di Un anno da dimenticare; nel primo brano Dente si rivolge ad una donna con la quale ha condiviso un pezzo di vita, ricorda quello che è stato ma ne prende le distanze senza rimpianti,

Per non vedere che vai via

Volto le spalle al vento

mentre nel secondo ci dimostra che non è mai troppo tardi per scrivere una canzone che sia un invito a ricominciare.

In questo disco c’è spazio anche per i feat, primo tra tutti La vita fino a qui con i Post Nebbia, un confronto artistico tra due generazioni  che avviene all’interno di un brano che evoca il passato di vent’anni fa.

Segue poi  Allegria del tempo che passa, l’ultimo singolo estratto dal disco, un brano dal sapore latineggiante ma anche molto malinconico, realizzato in collaborazione con i Selton in cui si affronta il tema della paura di stare bene.

Questo, tra i brani è sicuramente quello che ha avuto una delle evoluzioni più particolari: è stato incorniciato da un ritornello nuovo frutto della collaborazione artistica tra Dente e i Selton, ma è stato prodotto facendo riferimento al vecchio provino che Dente aveva realizzato tempo fa. A chiudere il cerchio i cori dei Selton e le chitarre di Enrico Gabrielli.

Per un artista come Dente fare musica ha sempre significato lasciare agli altri qualcosa per il bisogno di farlo, senza sentire il bisogno di adattarsi ai dettami discografici; lo ha dimostrato anche questa volta con  un brano giocoso come Il  mondo negli occhi, una sarcastica risposta all’esigenza di inserire a tutti costi dei feat in un disco. Qui Dente sceglie deliberatamente di non cantare per lasciare spazio a dei suoi colleghi Fulminacci, Giorgio Poi, Colapesce, VV, Ditonellapiaga e Dimartino.

Un album denso questo, che non smette di sorprendere, traccia dopo traccia.

Discoteca solitudine è un invito alternativo a conoscere la parte più malinconica dell’umano

Ti porto con me

A vedere la mia solitudine

Una linea di basso marcata ed una cassa in quattro che ricordano la disco music contrastano con gli archi che ben esprimono la malinconia di fondo che alberga in questo brano.

Tra queste tracce però c’è anche  molto altro: c’è la delicatezza di un brano come Presidente, una critica sociale tanto velata quanto diretta da poter essere compresa perfino da un bambino,

Quando sarò eletto

Le case avranno un tetto

In tutte le città

E ognuno  sarà libero

Di stare su due piedi

E di avere la sua età

C’è la dolcezza de L’abbraccio della venere che si manifesta nell’espressione vera e autentica di un sentimento ed infine c’è la consapevolezza , la vera e propria chiave di questo progetto e ben espressa in brani come Cambiare idea e Viaggio nel tempo, in cui Dente dialoga con il se stesso bambino

La tua vita non sarà poi così male

Come pensi

Basta che ci credi almeno un po’

Il cerchio si chiude così, il Dente adulto che parla al Dente bambino aveva ragione: nonostante la malinconia, la tristezza, le scelte sbagliate, la vita è un viaggio che custodisce ricordi meravigliosi. Bisogna solo lasciar loro il giusto spazio, trovargli la giusta collocazione e riconoscere il loro valore

Chissà, probabilmente se andrete a vedere Dente dal vivo nelle prossime date live previste a Bologna ( 4 maggio- Locomotiv), Roma ( 11 maggio- Monk),Firenze ( 12 maggio – Viper Theatre), Milano ( 27 Maggio – Mi ami)  e Torino ( 9 giugno- Hiroshima Mon Amour) nel vostro hotel dei ricordi soggiorneranno delle emozioni incredibili.

 

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