Nashley e quel coraggio da vendere “Per starci in due”

da | Mar 9, 2023 | Recensioni singoli

Coraggio, mancanza, forza. Queste sono le parole a cui penso al primo ascolto del nuovo singolo di Nashley. Per starci in due è l’espressione della ribellione, di quelle esperienze che nella vita ti segnano, ti insegnano e ti danno il coraggio di rialzarti senza mollare mai.

Emergono due filoni emotivi principali in Per starci in due: il rapporto travagliato dell’artista con il padre e quello con le donne. In particolare, nelle cuffie mi risuona la voce di un uomo che non ha ricevuto Amore ma che, quando lo pronuncia, sa in qualche modo di cosa sta parlando.

Tutto cambia con il tempo e in quell’appartamento
Ora c’è un padre con un figlio ed un camino acceso
Così da non poter sentire mai più nessun freddo
Io non so cos’è l’amore però so di certo
È l’odio che ci tiene assieme e che mi tiene stretto

È dal nucleo familiare che tutto inizia: sia il bello che il brutto che poi ci porteremo dentro a vita. Quel senso di freddo di cui parla Nashley è un vuoto sentito, astratto e concreto allo stesso tempo, è esattamente quel che provi quando rientri a casa in pieno inverno ed hai lasciato le finestre spalancate tutto il giorno. Quelle finestre puoi chiudere ma se non hai modo di riscaldarti, quella sensazione di gelo non ti abbandonerà mai.

È che pensavo fosse più facile
Credere a quello che immagini
Siamo così bravi a perdere
Da non ricordarci di piangere

Per starci in due è un modo di ribaltare la realtà: passiamo la nostra vita a fantasticare su quello che avverrà da non badare minimamente a quel che avviene.

Da qui nasce quel blocco emotivo, che nel divenire esistenziale, ci fa dimenticare come si fa a manifestare le emozioni. Il verbo “piangere” appartiene alla seconda coniugazione eppure, concretamente parlando, è un’azione che va al di là del semplice provare qualcosa nei confronti di qualcos’altro.

Quando ti manca l’aria dentro non riesci a farlo e non riuscirci significa lasciarsi andare ad un’apatia interiore che ti devasta completamente. Piangere è un atto di coraggio e forza.

Forse quello che non ho è quello che non mi manca
E forse quello che mi serve è già nelle mie tasche
Quindi cosa continuo a cercare?
Forse una donna che mi culli un po’ come una madre
Forse qualcuno che non scappi e resti ad aspettare

Bisogni, sogni, desideri.

Non conosciamo l’amore quanto la sua assenza ma, nonostante ciò, non facciamo altro che cercarlo quotidianamente. È facile dire “vivo alla giornata, ormai non mi aspetto più niente, penso solo a me” ed è altrettanto difficile accettare che, sostanzialmente, è esattamente il contrario.

Teniamo distanti gli altri e, quando abbassiamo la guardia lasciandoci avvicinare, vorremmo che loro fossero ciò che il passato ci ha tolto.

Siamo piccole fratture intercostali nascoste nei meandri dei nostri cuori ed anche quando pensiamo al peggio, dimentichiamo che a volte perdere è la nostra vittoria più bella.

Non è l’amore che ci manca, è non saperlo percepire in quello che non ci manca che ci incastra. Erri De Luca una volta scrisse “due non è il doppio ma il contrario di uno, della sua solitudine. Due è alleanza, filo doppio che non è spezzato” ma per tenerlo insieme ci vuole davvero un botto di audacia.

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