House Party: Deda convoca una riunione di famiglia (underground)

da | Nov 9, 2022 | Recensioni album

House Party è il nome del nuovo disco ufficiale firmato da Deda, il primo album da solista, escludendo le produzioni che dal 2004 al 2011 ha pubblicato con il suo pseudonimo. Questo lavoro è stato anticipato da Universo ed è pubblicato da Virgin Records/Universal Music Italia.

House Party in cuffia.

Prendi una mattina di inizio novembre, col freddo che punge i centimetri della pelle che restano scoperti. E poi prendi una colazione furtiva, un bacio rubato, un amore proibito che profuma di eternità effimera. Dopodiché prendi un trasloco, le scatole, una pace forse trovata, o forse no; prendi l’alito che sa di alcol di buona qualità della sera prima.

House Party è musica da cuffiette sotto il cappuccio in una mattinata di inizio novembre. Di quella musica prodotta per poter essere festa sempre. Anche quando, sempre col cappuccio in testa e la musica nelle orecchie, vai al supermercato a comprare il minestrone e scorre nelle orecchie Kim Jong (per dirne una) e ti senti subito protagonista di un videoclip di un pezzo troppo rap per essere vero.

Deda, classe 1971, uno dei principali esponenti dell’hip hop italiano vecchio stile, esce con un nuovo producer album. Dieci brani con collaborazioni di alcuni dei (a parer mio, ndr) maggiori esponenti delle varie diramazioni musicali della musica underground italiana. Dall’hip-hop al rap, all’indie-pop, al funky, quello che ha creato Deda è un meraviglioso ventaglio di artisti che hanno partecipato al disco.

House Party è congregazione, è unione, è una tappa della musica italiana, un crossover che parte dai suoni degli anni d’oro, fino contaminarsi con il mondo musicale di Deda Katzuma.

Vedere nello stesso album pietre miliari come Neffa e Fabri Fibra affiancati da artisti giovani come Davide Shorty, Coma_Cose, Emis Killa, Frah Quintale, e da artisti ormai affermati come Salmo, Gemitaiz, Ghemon, Ensi, Inoki, Jake La Furia, è cosa non da poco.

È come se il padre avesse chiamato a raccolta la sua prole. Come un pranzo di famiglia, un album di famiglia della musica italiana underground.

Le tematiche trattate sono tra le comuni trattate dallo scenario urbano. Autocelebrazione, politica, corruzione, società d’oggi, ma anche crescita personale, dolore, ed esistenzialismo.

Un album consigliato, uno di quelli dove sicuramente beccherai la voce ed il beat giusto.

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