Un Meraviglioso Modo Di Salvarsi: un piccolo manifesto di umanità firmato Coma Cose

da | Nov 4, 2022 | In Evidenza, Recensioni album

Sentirsi fragili. Guardarsi allo specchio e non riconoscersi, guardarsi dentro e non riuscire a raggiungersi. Che succede? Serve fermarsi, serve sparire, serve ritrovarsi. E’ quello che è successo a Fausto e Francesca, coppia nella vita, doppia anima del progetto Coma Cose: il successo inaspettato dopo il Festival di Sanremo, un tour sold out, eppure nel 2021 sentono il bisogno di prendersi cura l’uno dell’altro.

Un anno fuori dalla scena musicale, quindi, che è servito loro ad allontanarsi dalla metropoli, a risentire l’odore delle vecchie mura domestiche, a nutrirsi di ricordi, a fare un nuovo disco.

Ritornano oggi 4 novembre con un album che è un piccolo manifesto di umanità. Si chiama Un Meraviglioso Modo Di Salvarsi, ma da che cosa? Ce lo hanno raccontato ieri in occasione della conferenza stampa di presentazione del nuovo progetto, tenutasi presso la Casa degli Artisti, a Milano.

Abbiamo sentito il bisogno di salvarci forse da noi stessi e da quello che ci circondava, arrivati a un momento della carriera che ci ha fatto perdere un attimo il nostro ‘noi stessi’.

Un disco dalla penna meno censurata, quindi più libera dagli stilemi che affascinavano i Coma Cose degli esordi. Testi che in passato sarebbero stati scartati, o elaborati in maniera diversa. E’ questo il caso di brani come Chiamami (singolo che il 7 ottobre scorso anticipa l’uscita del disco),  Odio i motori, o Transistor, che esplicitano quelli che sono i principali topic dell’album. Chiamami, per esempio, cita la guerra, tema attualissimo, ma che in realtà si ispira alla poetica anni ’80, alla new wave. 

Transistor, è un brano che indaga sul concetto di costante cibernetizzazione della società. E ancora, Odio i motori, in cui una tematica sensibile come quella dell’inquinamento viene tradotta in sentimento.

Odio i motori perché fanno rumore 

e perché portano lontano le persone 

e perché sanno inquinare

le prove di un delitto

se la vittima è l’amore

Poi, Resistenza, traccia numero cinque. Parola che è un manifesto di libertà che qui si spoglia di ogni accezione politica per abbracciare, invece, uno stato mentale, che coincide con il concetto di resistenza alla vita stessa. 

Dopo quelli del disagio

e quelli dell’incoscienza

arrivano per tutti

gli anni della resistenza

Dopo questi anni, che sono quelli dell’irruenza e delle grandi battaglie  esistenziali, si arriva ad un punto in cui tutti dovremo fare i conti con il nostro vissuto. Resistenza, che vuol dire anche accettare una situazione, una decadenza, un’evoluzione.

Il modo che abbiamo noi di cercare di salvarci è quello di renderci conto che siamo in continuo cambiamento e quindi avere anche la voglia tutti i giorni di capirsi e accettarsi per l’evoluzione della nostra personalità. Essere liberi è proprio questo: continuare a ricercarsi costantemente.

Un disco che abbraccia più generi e influenze che vengono, anche, da lontano: dal rap caratterizzato da un codice tutto personale che porta la firma Coma_Cose, alla new wave, fino al pop anni ’80. Una minuziosissima cura del suono per un disco pensato fin dalla genesi dei brani per l’esperienza del live.

Da qui la voglia di coinvolgere più musicisti e di allargare il suono per un’esperienza che si concretizzerà a partire dalla prossima primavera in Un meraviglioso modo di incontrarsi, il tour. Un disco che incarna più un’anima da band: Napster, con la sua matrice anni ’90, in questo senso, è il brano più live del disco.

Quindi, una rottura dall’idea esclusiva di duo e una novità determinante per il progetto Coma Cose: quella della stesura di testi individuali, non per forza scritti insieme.

E’ questo il caso di Sto mettendo ordine in cui Fausto si concede la libertà di raccontare la sua storia, da musicista e da appassionato di musica, facendo uso del primo linguaggio con cui si è confrontato, ovvero il rap. Un brano, anche questo, che racchiude uno dei temi cardine del disco: che cosa rappresenta oggi la musica.

L’anima di Francesca è racchiusa, invece, in Giorni opachi: brano dalle atmosfere folk in cui California ripercorre gli anni della sua adolescenza trascorsi nella sua città  natale, Pordenone.

Abbiamo deciso di voler salvare quello che eravamo, riappropriarci delle nostre identità più intime: anche perché se non ci fermiamo a prenderci cura di noi, come esseri umani, come coppia, va a finire che Coma Cose finisce: in termini di intesa, di alchimia.

Una tracklist ricchissima e una struttura ben definita: dodici i brani contenuti in due skit usati come voce fuori campo per dare un’inizio e una fine al disco: uno introduttivo, frizzante al punto giusto per attirare l’attenzione dell’ascoltatore per condurlo, poi, in una dimensione più introspettiva.

A metà disco i Coma Cose si spogliano e diventano piu’ Fausto e piu’ Francesca: scavano nei ricordi e indagano sulla loro evoluzione artistica e personale.

In questo disco siamo diversi tutti e due: siamo andati un po’ avanti rispetto alla narrazione, rispetto alla nostra storia anche. Siamo cresciuti, siamo più grandi. Sono affezionata a California, però penso ci sia un po’ più Francesca in questo disco.

Di questa dimensione più intima fa parte sicuramente Calma workout, brano che riflette sull’impossibilità di stare al passo coi propri sentimenti.

Sono scatti d’ira, sono la distanza che separa me dalla mia identità

e mi sento di non vivere abbastanza le cose che contano

perché non so raggiungermi

C’è un brano, infine, che mette a tacere chiunque abbia pensato che dietro questo ritiro temporaneo dalla scena discografica si celasse, in realtà, una crisi sentimentale: si tratta di Sei di vetro, una ballata che è una vera e propria dichiarazione d’amore, costruita sul provino dello stesso per mantenerne l’autenticità.

Hai quella fragilità

che chiunque vorrebbe raggiungere Ma scappa e lasciali indietro

la tua bellezza è di vetro

Un meraviglioso modo di salvarsi è il modo in cui i Coma Cose hanno deciso, appunto, di salvarsi. Ognuno si salva come può. Loro hanno scelto la musica e anche l’amore. Del resto, nessuno si salva da solo. 

Articoli Correlati