“Nelle parole degli altri” di Gregorio Sanchez: un titolo vincente

da | Ott 19, 2022 | Recensioni singoli

Ricominciare a vivere Nelle parole degli altri perché nelle proprie non c’è più calore, non c’è più spazio per poesie andate a male. Pare che tra un’idea e l’altra che ancora non ci appartiene, ci sia sempre un posto caldo per coloro che rivivono in altri luoghi pur di farlo.

Nelle parole degli altri è il nuovo singolo di Gregorio Sanchez uscito il 14 ottobre per Garrincha Dischi. Title track di un nuovo ep del cantautore bolognese, ad affiancare Gregorio Sanchez nel magno lavoro è stato nuovamente il produttore romano Golden Years.

Prima di nascere, esistevamo nelle parole dei nostri genitori. 

Da questa frase, intravista tra i muri bolognesi, Gregorio Sanchez ha maturato un pensiero per niente scontato. Si parla di nascita primordiale all’interno di parole che non sono nostre: lottiamo per la conquista lacerante di un individualismo che apparentemente ci completi, quando potremmo accettare l’idea per cui gran parte della nostra esistenza avviene in un mondo parallelo al nostro, che è sempre quello dell’altro.

Viviamo nelle parole degli altri per tanti motivi e non è solo un fatto di scarsa accoglienza da parte del nostro stesso vocabolario. Qui si sta parlando della vita in correlazione all’altro. De André in Amico fragile cantava: “è bello che dove finiscono le mie dita debba in qualche modo incominciare una chitarra“. Voi direte ok, quindi? Succede che in Faber, dove il tatto, il corpo, la materia, e dunque le dita non riescono ad arrivare ci pensa la chitarra. In Gregorio Sanchez accade che dove non c’è vita nelle nostre parole, giungono quelle degli altri a ospitarci.

Prima eravamo pensieri

Il testo ha una duplice valenza: può rappresentare un dialogo intimo con chi non esiste più o un dialogo intimo con chi ancora deve (ri)farlo. A me piace abbracciare la meravigliosa immagine per cui ancor prima di esistere, io sono stata un pensiero.

Basterebbe questo per convincerci ad abbattere gran parte dei pensieri negativi che non generano niente, se non l’antitesi della nascita. Magari quella di un’altra persona che può rivivere nelle nostre parole perché nelle sue inizia a far freddo.

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