Giocare con me, la partita a scacchi di Dutch Nazari

da | Ott 15, 2022 | Recensioni singoli

Dutch Nazari dà l’ennesimo scacco matto con l’uscita del suo nuovo singolo Giocare con me. Tra immagini dettagliate e considerazioni astratte, il rapper ci racconta l’amore come un gioco, sfruttando l’ambivalenza del verbo giocare.

Così il rapper veneto ci parla del suo nuovo pezzo:

Giocare è un verbo dal significante potente e versatile. È opinione comune che prendere il superamento di un ostacolo come un gioco possa aiutare ad affrontarlo con un approccio più creativo, allo stesso tempo si suole dire che qualcosa non è un gioco per intendere che si tratta di una questione seria. Tra due persone, l’atto di giocare ha accezione positiva o negativa?

Questa canzone gioca su questa ambivalenza.

Il brano è infatti costruito sulle contrapposizioni e sui giochi di parole, uno stile molto caro all’artista.

E forse tu vinci a pallone e io a pallore

Tra romanticismo, ironia e cinismo, Giocare con me ci racconta il dinamismo dell’amore, dove unione e opposizione fluiscono e scorrono liberi, si incontrano e si scontrano.

“Non giocare con me” è qualcosa che ci siamo detti o sentiti dire, o almeno qualcosa che abbiamo pensato. Eppure, quasi tutti cercano nell’amore una componente giocosa, divertente. E allora dove posizionarsi nel segmento avente questi due estremi? Forse è proprio la necessità di posizionarsi che rende problematico il tutto. La pretesa di cercare un punto fisso in qualcosa che per natura è mutevole. Bisognerebbe imparare a navigare tra unione e opposizione, accettare sia la possibilità di uno scacco matto, che quella di una patta. Facile a dirsi, eh?

Vuoi giocare con me agli ultimi di luglio

Ma sai che prima o poi arriva il grande buio

A tavola con noi ora cosa rimane?

Qualche briciola e un casino di fame, e poi

Tavolo verde, chi rimane perde

Il sole risplende dietro a quelle tende

Io di tutto non capisco niente

Ma la vita è un gioco divertente

Facile a dirsi, ma difficile a farsi.

Soprattutto quando arriva lo scacco matto. Ed ecco che si passa da un estremo all’altro del segmento: dal giocare al prendersi gioco. E questo estremismo riguarda anche le colpe, le quali vengono tutte posizionate su un piatto della bilancia. La verità è che un rapporto è una matassa aggrovigliata ed interpretarlo come un unico filo è una bias cognitiva. Ed ecco dove risiede il potere del brano a mio parere. Giocare con me sottolinea chiaramente il collettivismo delle colpe nel rapporto tra due persone. I piatti della bilancia sono perfettamente allineati. E per quanto possa essere un salvagente scaricare tutto sull’altro, prima di sedersi davanti agli scacchi bisognerebbe davvero dirsi: “per le colpe facciamo alla romana”.  

Lacrime riempiono ‘sti cocktail

Mi è rimasta l’ultima: se vuoi, poi me la fumo con te

È finita in una maniera strana

Per le colpe facciamo alla romana

Quanto fa caldo questa settimana

Senti, non ho il pulsante per i sentimenti

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