“Giuramenti” sinceri quelli dei Ministri

da | Recensioni album

I Ministri tornano con il nuovo album Giuramenti, pubblicato sia in cd che in vinile lo scorso 6 maggio. L’album è legato al precedente EP del trio milanese, Cronaca nera e musica leggera, uscito circa un’annetto fa.

Scatolette è il brano che apre e sì, l’avevamo già ascoltata ma questo non la rende meno amara. Un brano del genere difficilmente può annoiare col tempo, anzi può trovarti d’accordo e farti incazzare ad ogni ascolto.

Con il secondo brano alziamo il volume, urliamo e ci laviamo il cervello con i Documentari!

L’attualità è una storia triste
Vorresti non parlarne mai
E se ne parli, appassisci
Ieri sera m’hai detto che un giorno ti ci abituerai

Torniamo un po’ riflessivi con Vipere: questo brano da subito ci ricorda che stiamo ascoltando proprio i Ministri, non solo per la voce di Davide Autelitano ma anche e soprattutto per la forza delle parole. Pungenti. Ferme. Questo brano ripete la frase che più di ogni altra mi ha incuriosito:

Siamo piccoli, ma siamo in tanti!

Anche Numeri era già passato nelle nostre cuffiette essendo il primo singolo che ha anticipato Giuramenti. Personalmente, non sono sicura di aver ancora fatto pace con i numeri, forse i Ministri me lo rendono più complicato.

Ognuno crede di essere in ostaggio
Se va tutto bene, ci si aspetta il peggio

Esploratori e Domani parti sono due brani musicalmente diversi ma concettualmente simili. Entrambi i pezzi aprono e chiudono un capitolo. Nel primo caso i Ministri ci ricordano che “il mondo finisce qui“, mentre nel secondo ci descrivono un’immagine:

Treni passati che rincorriamo invece che darci per vinti
Poi nelle nostre caverne facciamo i nostri disegni
Sapete tutto di noi, ma non volete venire a vederli

È triste e dannatamente vero.

Ci eravamo detti ricorda qualcosa di lontanto dai Ministri. Si ok, una storia finita, tanti se e ma. Per quanto mi riguarda ma anche un “mah!”

Ci vuole un po’ di veleno dentro i nostri sogni per tenerli su
Pausa sigaretta in mezzo alla guerriglia

Ce lo ripete Arcipelaghi.

I Ministri chiudono il nuovo album dolcemente con Comete. Un pezzo che sembra un abbraccio: in primo momento un po’ delobe, quasi timido. Poi forte, ti stringe, non ti vuole lasciare. Poi si allontana, finisce. Ma quanto sono belli gli abbracci? Proprio tanto quanto le Comete dei Ministri.

Sappiamo che i Ministri hanno alle spalle quindici anni di carriera e forse qualche acciacco si sente però i loro sono Giuramenti sinceri e noi a questa band perdoniamo tutto!

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