Dutch (con)vince con Cori da Sdraio: ce lo aspettavamo?

da | Recensioni album

Per me contano i dischi, i bagni nel mare, l’umanità“: no, non è un verso di Dutch Nazari, ma di Niccolò Contessa, che però ben esemplifica Cori da Sdraio, l’ultimo lavoro del rapper veneto.

A distanza di tre anni dall’ultimo album Ce lo chiede l’Europa, Dutch Nazari è tornato sulla scena musicale italiana, affidandosi ancora una volta all’amico producer Sick et Simpliciter (Luca Patarnello).

Ciò che traspare dalle 11 tracce di Cori da Sdraio è proprio l’umanità: con il suo terzo disco pubblicato per Undamento, Dutch sembra voler accorciare la distanze tra il suo cosmo interiore e l’universo all’esterno. Lo stesso titolo racchiude questo intento:

Il titolo è un gioco di parole che vuole alludere a un contenuto ponderato, tranquillo e malinconico, in contrapposizione alla forma sloganistica, sicura per definizione, assente al contraddittorio e un po’ violenta dei cori da stadio e di certa musica in analogia.

Un labirinto linguistico in cui smarrirsi o ritrovarsi

Di sinestesie, contrapposizioni, giochi di parole, ossimori, assonanze: un album in pieno stile Dutch Nazari, riconoscibile e sempre fedele a sé stesso. La sua scrittura è un enorme labirinto linguistico all’interno del quale potersi perdere, abbandonarsi e, eventualmente, ritrovarsi. Questione di punti di vista.

Lo stesso Dutch, nel descrivere la cover di Cori da Sdraio, parla di un percorso umano, intimo e personale:

Esistono competizioni i cui vincitori risolvono il proprio cubo di Rubik nell’arco di pochi secondi. Io sto ancora cercando di risolvere il mio e, in parte, le canzoni sono il mio modo di affrontare, descrivendola, la sensazione che a volte ho di starmi allontanando dalla soluzione nel tentativo di raggiungerla.

Un percorso però, quello che attraversa il disco, non solo interiore: per raccontare Cori da Sdraio, Dutch Nazari è partito in cammino da Brescia a Padova. Zaino in spalla, una camicia di ricambio e un iPhone (?) sempre carico per condividere momenti del proprio viaggio.

I Featuring di Cori da Sdraio

Ed è proprio durante il suo cammino, attraverso tre dirette Instagram, che Dutch ha annunciato le collaborazioni dell’album: dalla nostalgica Alla fine con See Maw alla malinconica e cruda Ikea con Nayt, fino a Più in Alto con Frah Quintale, che merita decisamente l’oro.

In prima posizione sul podio dei featuring del disco, infatti, la terza traccia ha (con)vinto per l’immediatezza con cui descrive la forza interiore di ognuno di noi di rialzarsi, prendere la rincorsa e arrivare ancora più lontano, solo con le proprie energie.

Cosa c’è di più umano di ammettere che sì,

è possibile tagliare il traguardo in leggero ritardo,

non essere il primo, cadere a terra

ma

aver voglia di correre ancora

(da Più in alto, feat. Frah Quintale) ?

Giro di boa: So’ Saverio

Lo skit di Valerio Lundini – fan di Dutch già dal concertone del Primo Maggio del 2019 quando lo intervistò dietro le quinte – è una breve parentesi di spensieratezza che, diciamoci la verità, ha strappato un sorriso a tutti. Gli apprezzamenti tra i due, poi, sono reciproci, come racconta Dutch stesso nella sua intervista a Cromosomi, a cura di Sofia Fabbri.

Un tè freddo che sa di Long Island

Ma dovendone scegliere solo una, di quale traccia dell’album non riusciresti a fare a meno?

È una domanda che mi sono rivolta più volte raccontando e recensendo album ed EP, ma è sempre un po’ come chiedere se vuoi più bene a mamma o a papà.

Tra tutte, però, sentirei la mancanza di Long Island. Perchè? Il motivo è racchiuso nel verso con cui ho esordito: l’umanità.

L’umanità intesa come senso di appartenenza alla propria terra, a Padova, al Veneto, ma anche ai luoghi dove Dutch ha vissuto, lavorato oppure con cui è entrato in contatto negli ultimi anni: dal bolognese “Bella Vez” (Bella, Vecchio) al piemontese “Fai Cisti” (Fai attenzione), fino all’americano “No Cap” per dire no, non sto mentendo, non sto indossando nessun cappellino blu.

Quanta vicinanza riesce a trasmettere Dutch in poche parole? Quanta connessione tra la sua stessa vita e le esperienze di ognuno di noi?

Unica regola sempre
Io non ci credo alla verità
Perché ho notato che chi mente
Spesso lo fa con sincerità
Qualsiasi cosa mi dici
È sempre la tua versione dei fatti

Non ci saranno bagni nel mare, Niccolò, ma bei dischi e tanta umanità, quello .

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