Dalla provincia all'”Ansia Capitale” dei Management

da | Recensioni singoli

Torna il duo fieramente abruzzese formato da Luca Romagnoli e Marco Di Nardo, due artisti che dal 2006 si sono ricavati il loro spazio nella scena indipendente. 

Lo scorso primo aprile i Management hanno rilasciato Ansia Capitale che ha inaugurato la nuova collaborazione con Garrincha Dischi, il cui brano farà da title-track dell’album che uscirà nei prossimi mesi. Particolare attenzione deve essere data alla copertina del brano, non dell’album, scattata da Bennet Pimpinella, altro connazionale abruzzese. Suggestiva, cupa ma luminosa, mostra il corpo nudo di una donna di spalle, accosta una serie di contrasti che la rendono sì esplicita ma allo stesso tempo indecifrabile. Racchiude in sé il senso precipitare nel vuoto pur essendo in una stanza. 

Ansia Capitale non va ascolta a cuor leggero,

il sound pesante, la voce dilaniata di Luca, delle volte incomprensibile, trasmette il disagio interiore che per il duo è diventato capitale. Al primo ascolto ho storto il naso. Ascoltare un brano è come camminare su di un filo che oscilla tra la dovuta imparzialità  e l’inevitabile empatia. Ci sono canzoni che ti colpiscono subito, le parole ti trafiggono come quando un amico ti riversa tutto quello che hai cercato di non vedere da tempo per non soffrire. 

Ansia Capitale non è così ma non è una colpa, anzi.

I management hanno scritto tanti testi, alle spalle hanno una carriera di brani che ci/mi hanno messi più facilmente a nudo. Lo hanno ammesso anche loro stessi che hanno deciso di ‘’giocare’’ e liberarsi dalle catene invisibili che schiavizzano il mercato musicale per farci entrare nel loro ‘’non stare bene’’.  

‘’In quel periodo ristagnava in noi una sorta di senso di nausea generazionale, eravamo un po’ stufi di tutto, del finto ma virale, della bellezza ostentata a tutti i costi, della pulizia, dei palati fini. In fondo siamo nati e resteremo per sempre dei cafoni abruzzesi di provincia, Lanciano, che manco provincia è. Così ci siamo detti, fanculo torniamo a giocare, a divertirci e a smanettare come bambini con tutte quelle manopole colorate e giocattolini analogici del nostro carissimo e geniale amico Manuele Fusaroli

L’arte è l’anima del disagio generazionale, alla soluzione della ‘’felicità in bustine’’ i Management oppongono l’ansia. Prendere consapevolezza della propria esistenza senza nascondersi dietro a vite patinate ma vuote, sorrisi di convenienza, foto felici ma soltanto foto, emozioni represse. Accettare la tristezza è il primo passo per capire che sì probabilmente siamo destinati ad un futuro inesistente ma del niente si può costruire tutto. 

Prendo la mira

Sospiro e tiro un pugno nello specchio

Ho un grande buio dentro

Che trita tutto come un buco nero

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