Baltimora si racconta portandoci nella sua Marecittà

da | Mar 11, 2022 | Interviste

Dolce, genuino, carismatico, è agli inizi della sua carriera ma gli stream su Spotify dicono ben altro. Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Baltimora il neo vincitore della quindicesima edizione di X-Factor a soli ventuno anni. Ci ha raccontato un po’ di sé, attraverso il suo primo EP, Marecittà, alias Ancona. 

Marecittà è un viaggio che scombussola l’animo, come quando torni dalle vacanze al mare in città e vieni sopraffatto dalla nostalgia dei giorni di spensieratezza. Ci racconti com’è nato Marecittà? Penso che le cose belle abbiano bisogno di tempo, sei d’accordo?

Sicuramente penso che le cose belle abbiano bisogno di tempo,  ma non escludo che certe cose belle possano essere anche estemporanee, estremamente rapide nell’accadimento e nell’arrivare nella vita di ognuno, come le cose brutte. Marecittà è nato dall’esigenza di parlare delle mie esperienze, della mia vita, delle persone, della mia città. Ora che mi sono trasferito a Milano la mia vita è un po’ cambiata, anche più di un po’. Volevo fissare nel tempo tutto quello che ho vissuto ad Ancona e penso che questo Ep possa fare un buon lavoro a riguardo. 

È trascorso un po’ di tempo dalla fine di X-Factor da cui sei uscito vincitore della quindicesima edizione, quanto la tua esperienza lì ha influenzato la tua vita e la tua carriera? 

Ciò che voglio comunicare è sempre l’ultima cosa per me. Secondo me la canzone ha la priorità perché altrimenti non sarebbe musica. Mi capita di rado di voler parlare di qualcosa e mettermi giù a tavolino. Il mio è molto di più un processo creativo improvvisato, creo un qualcosa, ora esiste quel qualcosa, quello che esiste ha bisogno di altro per crescere ed arrivare a quello che desidero. Però secondo me quando una canzone è iniziata ha già un’anima, va solo aiutata a raggiungere un determinato obiettivo. 

Spazi da voce e piano, come in Colore, fino a produzioni più sperimentali come in Mc Donald. Quale delle due modalità rappresenta di più Baltimora? 

Nessuna delle due, entrambe. Mi rappresenta il  voler fare cose diverse e stimolanti per me. Poi mi diverto quando sono in studio, è una scoperta continua, trovo un suono e decido di inserirlo. Finché scopro cose nuove è sempre top. 

Al netto del tuo lavoro, qual è il brano in cui ti rispecchi di più attualmente, quello che è stato più complesso da maturare e quello a cui sei più affezionato. Come mai hai deciso di non condividere con nessuno il tuo progetto? 

L’Ep mi rispecchia nella sua interezza, riassumermi in una canzone sarebbe impossibile, non perché io sia chissà cosa di complessità ma perché ogni individuo non è riassumibile in una canzone, tanto meno in un EP ma già è più facile, c’è più spazio. Il brano che ha richiesto più tempo è sicuramente Baltimora, sono stati 5 lunghi anni di procrastinare, reinventare, cambiare la canzone. Quella a cui sono più affezionato probabilmente è sempre Baltimora ma ormai appartiene un pochino di più al mio passato, è sempre il mio ultimo brano quello a cui sono affezionato al momento ed è una canzone che al momento non posso dirvi. Nell’EP non ci sono collaborazioni perché avevo bisogno di parlare di me. Volevo avere spazio che non mi sono preso in tutti questi anni per raccontarmi, esprimermi al 100% unicamenete e univocamente . Per me fare musica con altri, condividere è la cosa più bella, non vedo l’ora di farlo e lo sto facendo ed è la cosa più bella del fare musica. Qui era necessario parlare di me.

Marecittà è una bomba e noi siamo pronti ad ascoltarlo in loop, ora hai qualche progetto tra le mani che puoi rivelarci? È previsto anche un tour? 

Ovviamente c’è il tour che parte il 10 maggio a Roma e finisce il 15 a Milano, passando da Senigallia che è una città vicina ad Ancona, la mia Marecittà. Non vedo veramente l’ora di farlo perché suonare dal vivo è la massima aspirazione di una canzone nuova, portarla ad un pubblico live lì davanti a te che condivide con te un’esperienza è il massimo livello a cui puoi portare un brano o un disco o un’esperienza. Non vedo l’ora, ci vediamo lì. 

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