Elettronica, l’anima notturna di Torino attraverso gli occhi di Samuel

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A distanza di un anno dall’uscita dell’ultimo album, Samuel ci racconta di una città fondata sull’Elettronica. Gli occhi dell’autore riescono a vedere attraverso lo spettro di una metropoli ormai fantasma e ci riportano a com’eravamo.

Ma chi se lo ricorda il fischio del giorno dopo una serata di elettronica? Per i regaz dalla memoria debole, ci pensa quest’ultima creaturina di Samuel, Andrea Bonomo e Dade. Il pezzo arriva dopo un anno dall’uscita di BRIGATABIANCA.

Notte, musicalità, libertà

Elettronica ci fa un po’ male perché ci fa ripensare alla libertà che poco abbiamo apprezzato. Samuel spiega così il significato del pezzo:

“Il suono della musica elettronica che nasce con l’invenzione dei sintetizzatori e dall’utilizzo di esso per costruire un linguaggio – oggi diventato con l’avvento dei computer un linguaggio universale – è da sempre il mio. Sono cresciuto a Torino, una città che amo molto, e che per prima in Italia ha trasmesso l’utilizzo di questa tessitura. Elettronica racconta la mia passione per questa musicalità e per la notte: il luogo in cui la musica elettronica da sempre dà il meglio di sé. Negli anni ’90 si usciva di casa per andare alle serate di elettronica e quel periodo storico ha generatori di correnti molto importanti su cui si è fondata tutta la mia vita musicale. È un brano che ripercorre nei ricordi quel luogo temporale, in cui proprio la musica elettronica ci faceva uscire di casa, ci faceva stare insieme, nei club e faceva nascere un nuovo linguaggio pop.”

From club to club

E se proprio non riusciamo ad immaginarceli i vecchi Murazzi del Po, ci pensa Ivan Cazzola con il suo videoclip a prenderci per mano trascinandoci da un club all’altro. Elettronica fa da colonna sonora alle immagini del suo documentario Falene, che ci regala un’idea quasi irraggiungibile della vita notturna torinese degli anni d’oro – oramai andati, per ora.

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