Nayt, BNKR44, Iside nel viaggio verso l’OLTRE condotto da Carlo Pastore

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Giovedì 25 novembre Cromosomi, su invito di TIDAL (High Fidelity Music Streaming) presso il Teatro La Cucina di Milano, ha assistito alla quarta puntata della terza stagione di Niente Di Strano, format di live e interviste condotto da Carlo Pastore trasmesso sul canale YouTube di Buddybank e su corriere.it

Carlo Pastore, affiancato in questo quarto episodio dalla bravissima Barbara Visentin, giornalista del Corriere della Sera, ha condotto un viaggio verso la scoperta di alcuni talenti della scena musicale contemporanea.

OLTRE è la parola chiave della nuova stagione di Niente Di Strano e vuole essere il manifesto di una nuova generazione di artisti che si mette in gioco, poiché spinta da un fuoco che brucia loro dentro. Necessario alimentarlo, affinché non si spenga.

Tre progetti, uno diversissimo dall’altro in termini di poetica e formazione: Nayt, un rapper emergente, o forse non più, il quale pensa  che il rap sia un’attitudine; gli Iside una band che si descrive come team di produzione e, infine, la nuova promessa di Bomba Dischi il BNKR44 che nell’occasione ha presentato un brano inedito del nuovo disco FARSI MALE A NOI VA BENE, in uscita il giorno dopo, che ha chiuso il cerchio del nuovo lavoro discografico scandito in capitoli.

I primi a rompere il ghiaccio sono stati gli Iside suonando dal vivo alcuni brani tratti dall’ album d’esordio Anatomia Cristallo uscito lo scorso maggio: Gonna, Crisi, Pazzia e la potentissima Faccio Schifo.

Iside, quartetto bergamasco composto da Dario Pasqualini, Daniele Capoferri, Giorgio Pesenti e Dario Riboli, odiano definirsi una boy band e preferiscono presentarsi come un team di produzione, in virtù del fatto che i loro pezzi, poi strumentati e suonati live, nascono in studio.

Un bel progetto, quello degli Iside, caratterizzato da una commistione di generi che di base ruotano attorno ad un pop impreziosito da vari ascolti personali: dall’indie rock ai nuovissimi lavori discografici di produzione.

E la volta della freschezza emanata da una band che, in realtà, è un collettivo della provincia di Empoli che prende il nome dal sotterraneo di casa di Ghera: da loro definito “Mamma Ghera”, manager dei sei ventenni. A Niente di Strano si raccontano, parlando del famoso bunker in cui oramai praticamente vivono, descrivendolo come un posto stimolante  frequentato anche da altra gente a scopo ricreativo.

Il BNKR44 ci tiene a sottolineare la differenza che sussiste tra band e collettivo: loro rientrano a capofitto nella seconda categoria perché ciascun membro lavora ad un progetto solista che si muove parallelamente a quello del BNKR44. Da quest’ultimo, continuano, viene fuori la parte più divertente di ciascuno di loro, ludica e spensierata, il progetto solista, invece, ha scopo quasi terapeutico.

Durante la puntata, infatti, ci fanno divertire mostrandosi perfettamente a loro agio: giovanissimi e stravaganti, ci regalano Come un coltello, brano inedito del nuovo ep in uscita qualche ora dopo per Bomba Dischi.

Poi, Girasole, Dipingere la notte, Tira e molla.

E se all’interno del BNKR44 le decisioni vengono prese “a branco”, capace di scendere a compromessi senza la necessità di una testa guida, non si può dire lo stesso del rapper Nayt il cui progetto rappresenta se stesso a 360 gradi, caratterizzato da una vena introspettiva che sfiora l’autoanalisi.

Nayt si esibisce per ultimo a Niente Di Strano, partendo con la prima traccia che scoppia come un petardo: Cose che non vuoi sentire.

Continua sulla linea di brani forti nei contenuti: da OPSS, COLLANE, SORPRESA, LA MIA NOIA, tutti estrapolati da DOOM, uscito qualche settimana fa.

Una bella personalità quella che sta dietro al progetto Nayt, che viene fuori durante la diretta dalla chiacchierata con Carlo Pastore e la Visentin.

Nayt si definisce un diligente researcher della verità che ricerca ovunque, nella musica, nella vita privata, nell’amore.

Ci racconta, inoltre, del recente album Doom (2021) che è stato pensato come un disco costruito a specchio con il precedente Mood (2020). ‘Doom’ inteso come condanna, quella di vivere che si risolve come un’ opportunità alla vita e come trionfo dell’esistenza malgrado tutto.

Non c’è dubbio che Nayt rappi da Dio sparando mille parole al minuto, ma sembra anche una bella persona: considera il rap un’attitudine perché ha un linguaggio così esplicito che spesso si distacca dal mero concetto di fare arte e porta inevitabilmente l’artista a parlare di vita, la propria.

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