“Farsi male a noi va bene”: la rivoluzione romantica dei bnkr44

da | Recensioni album

Correre. “Accorrete gente, nuovi brani ogni venerdì!”
Correre. “Un album all’anno come da contratto, ti raccomando.”
Correre. “Il disco va spinto in questa settimana.”

Già sette mesi fa, in una situazione come quella del TED x UNICATT, un tipo di nome Ernia parlava di questa nuova e frettolosa realtà musicale in cui ogni prodotto sembra diventare già vecchio solo dopo pochi giorni. “Qui e ora, tutto e subito. Stiamo vivendo il momento più importante delle nostre esistenze, il momento chiave delle nostre vite che non tornerà mai più… almeno fino al prossimo secondo.”

Una corsa continua contro il tempo, dunque, dove sembra aver rilievo più il superficiale “orecchio” che l’ascolto attento. Una verità triste e decisamente frustrante per il “lavoratore – artista” se pensiamo che, spesso, la fatica di mesi, rischia di essere oggetto di critica (positiva o negativa che sia) soltanto per pochi attimi.

Lo aveva capito Ernia, nel marzo 2021, e lo avevano capito i bnkr44 mentre decidevano l’uscita del loro nuovo album.

Tutto in tre

Farsi male a noi va bene è l’ultimo lavoro del “collettivo di menti” composto da Erin, Piccolo, Faster, Jackson, Caph e Fares. Il disco vanta 15 tracce uscite in tre atti: tre Ep per tre venerdì, che il 26 novembre hanno dato vita all’intero disco.
Un’uscita “graduale”, quindi, che ha permesso ai fan di assimilare 5 tracce per volta e, ai ragazzi di Villanova, di garantirsi una visibilità “certa” di quasi un mese.

Una rivoluzione romantica

Farsi male a noi va bene” non è solo il manifesto della perseveranza di 6 ragazzi di una piccola provincia italiana, ma anche la dichiarazione di una generazione sempre più fragile, spesso sola, che non di rado, tra l’altro, cerca affetto, amore e comprensione all’interno di “tristi” playlist musicali. Ed è proprio questo che i bnkr44 offrono al loro pubblico: parole d’amore da giovani per giovani.
Tra i brani più introspettivi dell’album si collocano Come un coltello, (Sembra bello) e Proiettili in cui il collettivo si sveste di ogni “maschera intellettuale” ricoprendosi di disarmante sincerità.

Che non è tutto facile come sembra
Che poi io, sì, sono fragile come sembra
Che morire sembra bello, ma non è bello
Che vivere sembra bello, ma non è meglio
Sai che non mi va di uscire perché, cazzo, non è meglio, non è bello il mondo fuori

Collaborazioni e similitudini

Ad arricchire il nuovo disco di Erin, Piccolo, Faster, Jackson, Caph e Fares troviamo Ariete, ormai famossissima promessa di Bomba Dischi, che, in Tutte le sere , finisce per “mettere punti dove servono spazi“. Unico feat. dell’album, quello con la cantante si presenta quasi come un dialogo tra i protagonisti del brano, ricco di domande e risposte, dubbi e perplessità.

Oggi fare tardi com’è?
In mezzo agli altri chi c’è?
Ci ignoriamo senza un perché

Ad attirare la mia attenzione, però, è la traccia numero 2, Mani strette, che dopo l’interessante introduzione di Di chi è questa città, sembra rifarsi un po’ all’esperimento di chiello con Quanto ti vorrei.
In maniera decisamente differente, questo è certo, ma non notate anche voi una specie “street-ballad?”

Un finale ponderato

Il disco dei bnkr44 termina proprio con Farsi male a noi va bene, il pezzo che richiama in toto il titolo dell’album e che conclude, in maniera egregia, il lavoro di un progetto fresco e all’avanguardia.
Un brano, quest’ultimo, che non abbandona la malinconia, ma lascia comunque spazio alla speranza, sottoforma di versi ricchi di necessità di riscatto.

Manchi di immaginazione se non vedi oltre l’orizzonte ma
Finirà e finirai dove va il vento
È da troppo che aspetto
E cambierai e cambierà il mondo nello stesso momento

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