Motta ci insegna a rendere semplice il difficile

da | #Cromosomiintour

Francesco Motta chiude il suo Semplice Tour all’Auditorium Parco della Musica di Roma salutando i suoi fan con una performance di grande livello.

Semplice” è la nuova parola d’ordine di Francesco Motta, nonché titolo del suo ultimo album e del tour appena concluso con la data di Roma del 10 settembre. Leggendo la definizione di questa parola sono pochi in realtà gli attributi che si ricollegano allo stile dell’artista e al suo modo di fare musica:

Privo di complessità, con sfumature che vanno dalla facilità all’immediatezza elementare, dall’essenzialità alla naturalezza, dalla sobrietà alla modestia, dall’ingenuità alla dabbenaggine

Da queste parole si rischia di far passare in secondo piano la ricerca dal punto di vista sonoro e l’attenzione ai testi su cui l’artista punta invece parecchio. La scelta di usare questo termine, che domina anche lo sfondo della scenografia sul palco dell’Auditorium Parco della Musica, non è però casuale.

La vera forza di Motta infatti è quella di riuscire a veicolare il suo stile riflessivo e il più delle volte malinconico senza ricorrere ad un’eccessiva drammatizzazione dei suoi racconti. Lo fa, alla fine, in maniera schietta e senza nascondersi dietro alle sue paure o debolezze.

L’avvicinamento al concerto, che inizia puntualissimo alle 21:00 come da indicazioni, è tutt’altro che agitato. La certezza di avere il posto assegnato e le direttive anti-assembramento che comportano una diminuzione della capienza della struttura regalano un’atmosfera rilassata. La migliore quando si deve assistere a determinati tipi di concerti in determinati tipi di location.

Lui si presenta in Total Black come sempre, ma con un pizzico di brio in più. Sul palco dell’Auditorium di Roma c’è un Motta diverso, carico, energico, ipnotico e scatenato…insomma un Motta che non ti aspetti, un Motta SEMPLICEMENTE stupendo! Un concerto durato due ore: intense, instancabili, dense e profonde, che solo un artista polivalente come lui può farti amare, desiderare e coinvolgere.

La scenografia molto austera, fatta prevalentemente da giochi di luci e della sua presenza possente sul palco, ha fatto sì che insieme al sound elettronico e ad una band fantastica, ci si tuffasse nelle canzoni di ieri e di oggi del cantante.

Il giro di archi di A te seguiti da E poi finisco per amarti aprono il concerto, proprio come accade nel disco. Motta conquista i suoi fan da subito, il coinvolgimento da parte del pubblico si percepisce già dalle prime note.

A seguire Via della luce e Qualcosa di normale danno continuità all’ordine della tracklist dell’album e regalano due momenti topici. Dopotutto non si può pretendere nulla di meno da un animale da palcoscenico come lui, in grado di trasmettere un’energia tutta rock-elettronica. E si capisce bene come i fan lo amino e apprezzino il suo genere di musica dal calore e dalle energie che si respirano durante i suoi live. Unico nel suo stile.

Sul palco dell’Auditorium ieri ci sono stati diversi momenti toccanti, che hanno emozionato il pubblico, tra questi l’esibizione con la sorella Alice con cui ha duettato in Qualcosa di normale. E la commovente canzone dedicata a suo padre dal titolo Mi parli di te, che annuncia dicendo:

“Sto cercando di essere sincero con me stesso negli ultimi anni, per questo voglio dire una cosa che non ho mai detto, e che avrei sempre voluto dire: Babbo ti voglio bene”.

Ed infine una dedica alla sua persona speciale, alla sua fidanzata, l’attrice Carolina Crescentini alla quale rivolge parole toccanti:


“Volevo ringraziare una persona che c’è qui stasera e che ho conosciuto quest’anno ancora meglio: e più la conosco, più ho voglia di stare accanto a lei, di viaggiare insieme a lei. Ti amo tantissimo, veramente tanto”.

Il live di ieri ha fatto tornare l’essenza e il gusto di vivere un concerto dal vivo. Perché “Semplice Tour” non è solo la celebrazione dell’uscita del nuovo disco ma soprattutto un modo di festeggiare il rientro ad una semi normalità. Un’occasione per ritrovare il calore e l’abbraccio del suo pubblico. A cui Motta dedica tutto:

“Non sono per niente malinconico questa stasera perché so che ci rivedremo presto, faccio altre due canzoni, ma voi, fate più casino possibile”.

Articolo di Leonardo Giovanetti e Laura Pace

Articoli Correlati