Mecna si racconta tra passato, Mentre Nessuno Guarda Deluxe Edition e futuro

da | Interviste

La data in Calabria si avvicina, Cosenza è pronta ad accogliere Corrado Grilli, al secolo Mecna.

Ci è sembrato giusto raggiungerlo telefonicamente e scambiare due chiacchiere prima dell’arrivo in città. Una sorta di aperitivo alla quale abbiamo partecipato soltanto io e lui, proprio Mentre nessuno guarda insomma. Non è la prima intervista che faccio a Mecna, quello che resta immutata è la gentilezza e quel tono di voce rassicurante, di chi ha piacere a dialogare con te, di chi è curioso di ascoltare quello che hai da chiedere.

Inutile fare una premessa su chi sia Mecna, chi segue Cromosomi lo conosce anche abbastanza bene. Non ci perderemo in fronzoli quindi, ciò che segue è il racconto di una telefonata in un’afosa mattina di luglio, dove abbiamo parlato del suo passato, del presente, di Mentre nessuno guarda Deluxe Edition e, in un certo senso, anche del futuro.

Inizierei questo ciclo di domande con la più classica delle domande: come stai?

Dai, sto bene, non mi lamento!

Breve tuffo nel passato: come è cambiato Corrado da prima Disco Inverno a post uscita Disco Inverno?

Ah, ok! Secondo me non tantissimo. Ti direi che non sono troppo cambiato fino ad adesso. Sicuramente è cambiato qualcosa nella consapevolezza artistica, se vogliamo chiamarla così ecco. Ho iniziato a capire che anche io potevo fare realmente musica. Il problema di tutti gli artisti, secondo me,poi magari non lo è, è quello di sentirsi sempre inadeguati, non all’altezza di poter essere realmente degli artisti. Dopo Disco Inverno ho capito che poteva essere la mai strada.

 

Credo sia alquanto scontato chiederti come ci si sente a tornare sul palco dopo quasi un anno e mezzo di stop. Sensazioni?

Beh, all’inizio ho avuto un po’ paura, perché quando sei sempre in giro sei “allenato” anche proprio tecnicamente, sei molto più tranquillo. Invece affrontare di nuovo dei concerti da un’ora e mezza, pezzi nuovi, è stato nella prima parte delle prove caratterizzato da sana ansia. Adesso, ogni volta, non vedo l’ora di fare nuove date perché la gente è super desiderosa di concerti, così come me, mi fa piacere fare i nuovi brani e sapere che le persone già li conoscono a memoria. E’ stato bello, è tuttora bello.

Suonare davanti una platea seduta che effetto ti ha fatto?

Come dire, non è la cosa più bella che ci sia, ma è l’unica che ci possiamo permettere. L’impatto iniziale con la platea seduta è stato comunque positivo, perché la scaletta è comunque studiata per permettere un buon crescendo. Poi ti dico anche che avevamo già sperimentato questa soluzione in tempo non sospetti con in tour nei teatri. Ovviamente la gente si alzava, era tutto diverso, però già la platea seduta all’entrata era una cosa che avevo già sperimentato. Quest’aspetto non mi spaventava più di tanto, ecco. Secondo me è una questione anche di responsabilità delle persone, si godono il concerto in una maniera un po’ diversa, ma è il meglio che abbiamo.

Ma tra tutti i pezzi che hai fatto, hai un tuo pezzo preferito?

Sempre difficile questa domanda. Direi uno degli ultimi, se dovessi dirne una direi Vestito bianco perché secondo me è un bel pezzo!

Mentre nessuno guarda ci ha suggerito una domanda: chi è Corrado Grilli quando non è Mecna?

Proprio questo è l’idea del titolo del disco. Credo di essere molto onesto nelle cose che scrivo, quindi in Mentre Nessuno Guarda, in realtà, c’è la musica che faccio. Non esiste una vera differenza tra essere artista ed essere persona, anzi, a dire il vero, io non ho mai amato questa distinzione perché i miei dischi sono limpidi e rispecchiano la mia persona.

Mentre Nessuno Guarda, 2020


Nei tuoi testi citi spesso i ragazzi che da anni ti accompagnano. Quanto è importante il rapporto che hai con loro?

Direi fondamentale: sono amici prima che produttori e collaboratori. Fanno parte del mio “progetto”, chiamiamolo così. Poi, spesso, per una questione di semplicità, si cita sempre la persona più esposta, in questo caso io, ma ci tengo ogni volta a dare credito a loro, perché credo sia giusto riconoscere il merito del produttori, dei musicisti. Ci tengo davvero, essendo che in un altro lavoro sto dietro le quinte, so che sono importanti tutti.

Parlaci un po’ delle collaborazioni di Mentre nessuno guarda Deluxe Edition. Come sono nate?

Guarda, in realtà sono state scelte a seconda del brano. Per esempio, su Vestito Bianco avevo questo brano già iniziato e Francesca Michielin mi sembrava perfetta. Ha ascoltato il brano, se ne è innamorata e dopo qualche giorno eravamo in studio. Stessa cosa con J Lord, avevo questo brano su cui lo vedevo bene e poi infatti ha spaccato, uscendo anche dalla sua comfort zone cantando anche. Sono state scelte naturali, come quelle di Mentre Nessuno Guarda.

Mentre Nessuno Guarda Deluxe Edition, 2021


Ultima domanda: Corrado ha mai avuto un piano B?

Eh sì, ce l’ho, è la grafica. In realtà qualche anno fa pensavo fosse il piano A, con la musica come piano B. Adesso è tutto un po’ mischiato. Di sicuro ce l’ho, è un lavoro più “normale” che posso portarmi negli anni. Realisticamente, è difficile immaginarmi rappare a 70 anni…

Termina così la nostra intervista a Corrado Grilli, Mecna per noi tutti, tra una risata e la promessa di bere una birra nel backstage tra qualche giorno a Cosenza. Siateci se potete, andrà Tutto OK, saremo meno Soli attaccati come Calamite, anzi no, avremo il distanziamento sociale come Alibi e continueremo a pensare a Mille cose

 

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