“JE ‘O TTENG E T’O DDÒNG” di Liberato e Bawrut noi ce lo prendiamo tutto

da | Recensioni singoli

Abbiamo sperato arrivasse la hit estiva di Liberato, e infatti come una meteora distrugge le discoteche italiane, JE ‘O TTENG E T’O DDÒNG è fatta a immagine e somiglianza dei club.

JE ‘O TTENG E T’O DDÒNG è quella canzone che ti fa perdere la dignità quando dopo una serata a ballare e sudare come se non ci fosse un domani, non vuoi tornare a casa,  hai bisogno di un after e del cornetto delle 5 per capire dove sei e come ti chiami.

L’anonimato ha forse aiutato Liberato a farsi piacere, tant’è che continua a stagliarsi nei cuori della scena urban mentre alcuni ancora cercano di dargli un nome. Dopo E TE VENG’ A PIGLIÀ e Chiagne Ancora con Ghali e J Lord, Liberato torna con JE ‘O TTENG E T’O DDÒNG’ stavolta avvolto dalle sonorità di Bawrut.

La collaborazione tra i due nasce dalla curiosità di unire suoni ed influenze solo all’apparenza distanti, portando lo storytelling di Liberato nella catarsi da club che Bawrut conosce bene.

Il pezzo ritorna infatti a quelle sonorità in cui succedevano ancora cose e per citarlo, si stava tutti cromati. Insomma non ci sono fraintendimenti: ci sta invitando a ballare.

Il brano è stato pubblicato dal producer italiano in terra iberica, curandone anche la parte strumentale che al minuto 3:50 ci porta esattamente a quelle melodie da notte magiche inseguendo un vodka lemon.

Il dj fruiliano emigrato in Spagna non è la prima volta che si avvicina alla misteriosa aura di Napoli, anzi Brawut è stato uno dei primi che nel 2017 ha creduto nel progetto Liberato, esibendosi spesso con lui.

Come già nei pezzi precedenti, Liberato canta di avventure, di sguardi tattici e corse in motorino, di fuochi a Forcella, di Nisida, del tranello di Capri, della luna alla Gaiola, di un amore che è sempre onnipresente anche se TU T’E SCURDAT’ ‘E ME.

Da tradizione anche questo nuovo pezzo racconta di uno spaccato di vita in cui lo stare insieme era cosa normale, descrivendo alla perfezione una serata tipo in discoteca in cui non può mancare il bicchiere rotto per sbaglio (e il suono del vetro è inserito ad hoc) e lo stesso video, diretto da Karol Sudolski, sembra ricordarci quei corpi che si attaccano e insieme fluttuano nelle positive vibes di una notte infinita.

JE ‘O TTENG E T’O DDÒNG’, noi ce lo prendiamo tutto, ma sarebbe bello poter ordinare anche l’ennesimo drink al bancone del locale.

Liberato o lo ami o lo odi, e se non ci puoi ballare su adesso devi solo odiarlo forte.

 

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