Mida torna con la sua “Ricordami di Scordarti”

da | Interviste

Dalla passione innata per la musica al suo nuovo singolo Ricordami di Scordarti: ecco la nostra intervista a Mida.

Classe ’99, Mida è un rapper di origini venezuelane cresciuto a Milano. È proprio nella città meneghina che Mida muove i primi passi nel mondo della musica. Ancora giovanissimo, decide di inseguire il suo sogno e, in breve tempo, passa dallo scrivere le sue rime sul diario a cantarle sui grandi palchi come open act di Emis Killa.

In occasione dell’uscita del suo ultimo singolo, Ricordami di Scordarti, noi di Cromosomi abbiamo fatto quattro chiacchiere con lui.

Qual è stato il tuo primo approccio con la musica e a quando risale?

Mi sono approcciato al mondo musicale grazie a mia madre che lavorava come truccatrice al Teatro Nazionale. Andavo sempre a vedere i musical, quindi la musica l’ho scoperta proprio da bambino. Mi piaceva un sacco, ascoltavo le canzoni alla radio ed ero proprio affascinato da quel mondo. Poi alle medie ho scoperto il rap e scrivevo le rime sul diario per sfogarmi. A 15 anni ho detto a me stesso: “Io voglio fare questo nella vita”

A 16 anni sei entrato a far parte della Blocco Recordz di Emis Killa e hai girato l’Italia come open act del suo tour. Come è stato calcare dei palchi così importanti in giovane età?

È stata una figata! Mi ha dato una grande mano e anche una grande conferma. Per un ragazzo di 16 anni che ci credeva, che aveva iniziato da poco a dire ‘voglio farlo sul serio’ e che in un anno si era trovato lì dal nulla, facendo veramente tutto da solo. È stata una bella energia. Mi ricordo che quando sono salito sul palco dell’Alcatraz non mi sono spaventato, ma ero proprio attratto. Mi è sempre piaciuto salire sul palco e vedere la folla, la distesa di persone che urla.

Hai mai pensato di partecipare ad un talent?

In realtà, ci ho provato. Mi avevano mezzo preso, ma poi fortunatamente non mi sono esibito. Con il senno di poi dico che sarebbe stato dannoso esibirmi in quella roba lì, perché probabilmente non sarebbe andata bene. Ora sto facendo il mio percorso, se capiterà ci penseremo.

Cosa ascoltavi da ragazzino e cosa ascolti, invece, adesso?

Io sono proprio cambiato radicalmente. La prima canzone che mi ricordo di aver ascoltato e di aver cantato è I Bambini Fanno Oh di Povia. Era la mia canzone da bambino. Poi alle medie ho scoperto il rap e, in particolare, Fabri Fibra. Alle superiori ascoltavo cose molte old school, tipo Mezzosangue che mi ha insegnato a scrivere. Per me è proprio un maestro e provo tanto rispetto per lui. Adesso, invece, ascolto molto pop. Diciamo che ho attraversato diverse fasi.

I tuoi ascolti influenzano la tua musica e il tuo modo di scrivere?

Inconsciamente. Io faccio la mia musica semplicemente facendo la musica, senza pensare a cosa fanno gli altri, perché credo che questa sia la chiave per cercare di essere unici.

Venerdì 16 luglio è uscito il tuo nuovo singolo Ricordami di Scordarti. Ti va di parlarcene un po’?

Già il titolo fa trapelare una certa vulnerabilità nelle relazioni e nei sentimenti. Io sono così, sono molto vulnerabile e non ho paura di mostrarmi in questo modo. Sono uno che le relazioni e l’amore li vive in un modo un po’ diverso. Ho deciso di mettere in una canzone questa parte di me che è una delle parti più preponderanti del mio carattere, che però non era mai uscita fuori.

Hai in programma un album?

La filosofia per adesso è ‘l’album si fa quando si fa platino’. Ovviamente è il sogno di tutti fare il proprio primo album e vederlo distribuito, ma ci vuole più hype al progetto. Per ora le cose stanno andando bene e prima o poi arriverà un album, ne sono sicuro.

C’è qualche artista con cui Mida vorrebbe collaborare in futuro?

Artisti in Italia ce ne sono un sacco e tanti sono miei amici, quindi non farò nomi. Ti dico quelli americani che sono troppo grossi per pensarci adesso, ad esempio Justin Bieber, The Weeknd. Considera che il mio sogno nella vita è vincere il Latin Grammy Awards, è quello che mi sogno la notte quando faccio finta di fare il concerto davanti alla sala. In Italia mi piace tanto Blanco, che credo sia uno dei più forti.

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