Federico Baroni con Jackpot vince grandi consapevolezze

da | Interviste

Jackpot è il nuovo singolo di Federico Baroni uscito il 2 luglio e arriva dopo ben due anni di distanza dal suo primo album.

Abbiamo fatto una chiacchierata ripercorrendo la sua storia, dalle prime esibizioni in strada alla firma con Warner Music Italy. Jackpot è scritto dallo stesso Federico Baroni con Federico Sambugaro Baldini e prodotto da Riccardo Scirè.

Federico Baroni oggi è più consapevole delle proprie capacità e la sua forza innovativa lo ha portato a ideare il primo double vertical video.

Il videoclip ufficiale di Jackpot, infatti, prevede la visione di due video, girati entrambi verticalmente e caricati separatamente su Youtube. L’uno indipendente dall’altro ma se avviati in contemporanea con due smartphone vicini, i due video mostrano la vera storia completa.

Ciao Federico! Oggi siamo qui in occasione dell’uscita del tuo nuovo singolo Jackpot ma prima vorrei fare con te qualche passo indietro e tracciare una linea del tempo immaginaria per raccontare dove tutto è iniziato e cosa ti ha portato qui. Inizio allora con il chiederti: in che momento Federico Baroni ha capito che la musica poteva essere la strada giusta da seguire?

È successo nel 2014 quando dopo la maturità ho fatto un viaggio interline di un mese con degli amici. Mi è piaciuto talmente tanto che l’anno dopo ho deciso di fare la stessa cosa da solo. Avevo appena iniziato ad appassionarmi alla musica, suonavo e cominciavo anche a scrivere. Ho fatto questo viaggio in Inghilterra da solo per due mesi. Una delle tappe è stata Liverpool dove ho provato per la prima volta l’esperienza di suonare per strada. Passavo le giornate ad ascoltare busker e un giorno un artista mi ha chiesto se volessi provare a suonare davanti alle persone lì presenti. Ecco, quella esperienza lì me la ricordo proprio come una scintilla che mi ha fatto dire “cavolo, questa roba è davvero una figata incredibile! Appena torno in Italia voglio comprarmi microfono, asta, amplificatore e iniziare a fare questo!” Da lì è partito tutto!

Prima X Factor, poi Amici. Quanto queste due esperienze hanno segnato la tua vita artistica e personale?

Il palco di X Factor è arrivato dopo circa quattro anni che suonavo per strada. Avevo fatto un primo summer tour: ero partito con due amici che si occupavano delle riprese, realizzavamo dei vlog da caricare su Youtube. Questo è piaciuto molto ed è arrivato agli autori di X Factor che mi hanno chiamato per fare le audizioni. X Factor è stata la primissima vetrina che mi ha dato modo di farmi conoscere da un pubblico un po’ più ampio. C’è da dire che non è andata proprio benissimo perché non avevo ancora molta esperienza, avevo scritto forse solo due pezzi. Non ero abituato a stare su un palco con tutte quelle persone, non ero confident con la voce quindi ero molto spaesato!

Ad Amici ci sono arrivato con una maggiore consapevolezza. Anche se ero comunque da solo, non avevo un manager o un’etichetta. Sono entrato perché in quel periodo frequentavo un master alla Luiss e venne a tenere una lezione Maria De Filippi. Io avevo con me una chiavetta con quattro demo registrate, glie l’ho data dicendole quanto sarebbe stato per me un sogno entrare nella scuola di Amici. Due ore dopo mi hanno chiamato dalla redazione. Quindi, ad Amici avevo un’identità un po’ più definita. Nonostante questo, non l’ho vissuta benissimo perché suonare per strada ha un approccio diretto, all’improvviso ad Amici mi sono trovato ad avere a che fare con un contesto televisivo in cui non mi sentivo veramente me stesso.

Una volta uscito da lì, ho capito che Amici era un ponte, uno strumento per farmi conoscere. Ed è grazie a questa vetrina che ho avuto la possibilità di conoscere Davide D’Aquino che è il mio manager, oggi è come un fratello per me. Da lì abbiamo iniziato un percorso. Siamo usciti con Spiegami, il primo singolo. Poi Domenica, Profumo e poi ancora il disco. Fino ad arrivare alla Warner per questo nuovo progetto.

Come hai anticipato, i talent indubbiamente sono una vetrina importante per chi vuole farsi conoscere. Secondo te quanto è importante oggi iniziare  da un talent?

Secondo me non c’è una cosa giusta o sbagliata. A mio avviso, è fondamentale fare gavetta prima di arrivare in un contesto del genere. Fare esperienza nei piccoli locali per esempio. Ma non tanto per una preparazione personale, ma più che altro per una consapevolezza propria, di sé stessi. Arrivare a partecipare ad un talent dopo aver fatto altre esperienze credo renda più consapevoli anche nel vivere l’esperienza stessa del talent. La si vive con una mentalità più matura. È vero anche che oggi ci sono già tantissimi ragazzi che a 17/18 anni sono pronti, vedi Blanco o anche Sangiovanni che mi piacciono molto.

Nel 2018 con il singolo Non pensarci sei arrivato tra i 69 artisti candidati a Sanremo Giovani, un altro importantissimo momento per la tua carriera. Come lo hai vissuto?

È stata un’esperienza da cui non mi aspettavo nulla. Nel senso che sentivo di avere le spalle un po’ più grosse dopo X Factor e Amici, mi son detto “ci provo, se non va allora ci riprovo l’anno prossimo”. Mi rendo conto che sono arrivato al punto in cui so quello che voglio fare, devo crederci senza guardare i numeri. È più importante vedere se alle persone che già mi seguono arriva quello che sto facendo. Il pezzo portato a Sanremo secondo me era molto bello ma è andata così. Per quest’altro anno ne abbiamo uno molto molto più forte! Speriamo che arrivi anche il momento per una vetrina del genere!

Sono passati due anni dall’uscita del tuo primo album, precisamente lo scorso 2 luglio è uscito Jackpot. Su Instagram per annunciarlo hai scritto “pronti a muovere i piedini” e in effetti il ritmo porta proprio a quello anche se è un brano accompagnato da un testo importante che nasconde una riflessione per niente banale. Com’è nato questo pezzo?

È vero, tra l’altro la gente spesso tende ad etichettare un pezzo con sonorità leggere e un testo che si ripete, come un pezzo banale. Secondo me la cosa più difficile è riuscire a esprimere dei concetti semplici con semplicità senza appunto cadere nella banalità. Ed è questo che abbiamo cercato di fare con Jackpot. Il brano nella sua leggerezza ha comunque uno slogan molto forte, quello della libertà che è al centro di tutto. Il ritornello dice “la mia libertà vale un jackpot” qui io e Federico (Sambugaro Baldini) volevamo giocare su questi due opposti. Da una parte il concetto forte della libertà, dall’altra una parola associata a qualcosa di frivolo, passeggero come può essere appunto una vincita in denaro. Il concetto che volevamo comunicare è proprio racchiuso in questo: spesso tendiamo a cercare la felicità e le soddisfazioni in cose materiali ma poi di fatto ci accorgiamo che la vera felicità sta nei piccoli gesti, nell’affetto delle persone che amiamo ecc. Nella seconda frase con “stasera voglio stare con lei, stop” c’è una presa di coscienza.

Questo brano definisce l’evoluzione che c’è stata dal punto di vista della produzione perché questo progetto è stato interamente prodotto dal produttore multiplatino Riccardo Scirè. Al livello di tematiche, ho voluto comunque ripartire dal precedente progetto: collegarmi al mondo di Non pensarci, dare un messaggio positivo e spensierato facendo però sentire che c’era stata un’evoluzione in tutto ciò che riguarda produzione, sonorità ecc.
Anche al livello di video abbiamo voluto enfatizzare il concetto del brano attraverso la storia di Chricchio, il ragazzo nella parte destra del video, interpretato da Christian Dei…

E infatti proprio di Jackpot è uscito da qualche giorno anche il video ufficiale. Un video particolare, innovativo direi. Come ti è venuta l’idea del double vertical music video?

È successo mentre ero a casa, pensavo che avrei tanto voluto fare qualcosa di figo che non ha mai fatto nessuno. Poi all’improvviso l’idea. All’inizio mi dicevano tutti che sarebbe stato complicato. In pieno lockdown, sempre lì con il telefono in mano, pensavo però a quanto sarebbe stato figo realizzare qualcosa per dare allo smartphone un ruolo diverso. Definire il telefono e i social non come elementi per isolarsi ma come elementi di condivisione. Provare a tornare a socializzare con le persone attraverso la musica.
È partita così l’idea di realizzare due video che funzionassero presi singolarmente ma che il vero messaggio fosse contenuto nell’unione dei due schermi. Tutto questo è stato possibile grazie a Davide Bastolla di Bastimotion. Lui è andato oltre al lavoro professionale, ci ha messo proprio il cuore e ha realizzato un video che solo lui poteva fare in questo modo. Un lavoro incredibile: ha disegnato gli sfondi, ha fatto le animazioni, i modellini in 3D. Anche il lavoro di Matteo De Gregorio è stato davvero prezioso, ha curato tutta la parte della grafica del singolo, della copertina, delle box con gadget e adesivi. Dietro questo singolo c’è un team fantastico e sono davvero fiero di tutti coloro che hanno lavorato al progetto.

E allora adesso momento curiosità. Il video termina con il tuo personaggio che lascia una nuova cassetta da ascoltare al ragazzo adolescente protagonista dell’altro video. E quel “to be continued…” ci lascia un finale aperto. Ma quindi dobbiamo aspettarci una seconda parte?

È proprio quello che volevamo creare: interesse, curiosità su quello che sarebbe venuto dopo. Il disco a cui stiamo lavorando lo definisco un concept album. Ho voluto prendere questo oggetto iconico degli anni ’80, il walkman però attualizzandolo. Realizzare un’immagine moderna intorno ad un simbolo che è vintage, associando ad ogni singolo una cassetta di un colore diverso. Quindi ogni singolo del disco avrà un suo colore, una sua storia. Così sarà come fare un viaggio. Mettendo le cuffie ogni cassetta ti porta a vivere una storia diversa. Vogliamo raccontare il progetto come fosse a capitoli quindi con la prima cassetta c’è stato Jackpot, un singolo con il quale vieni catapultato in un mondo estivo, pieno di colori, spensierato mentre con il secondo singolo ci sarà un altro mood, un altro scenario.

Pensando al futuro invece, ci sono collaborazioni in vista o artisti con i quali ti piacerebbe lavorare?

Sì, ci sono collaborazioni previste per questo disco. In realtà vi posso già anticipare che il secondo singolo sarà un feat. con un artista che stimo moltissimo. Ovviamente c’è la volontà di collaborare con artisti che ancora non conosco, il mio sogno più grande sarebbe quello di realizzare un pezzo con Jovanotti. Lui è il mio mito in assoluto, riesce a trasmettere tanto con la musica che fa ma anche e soprattutto per la persona che è.

Stanno finalmente riprendendo i concerti. Qualche evento in programma dove potremmo ascoltare Jackpot live?

Al momento c’è una data in forse. In realtà prima di passare ad un vero e proprio tour, dovranno uscire un po’ di singoli. Se ci sarà la possibilità di suonare live anche solo con un pezzo, perché no, sarebbe bellissimo. Ci stiamo lavorando, Jackpot è uscito da poco e spero possa avere il giusto riscontro per essere notato. Mi piacerebbe molto farlo al più presto live!

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