DENTE: il nuovo singolo “Fuori di me”, l’analisi della vita e quel sogno con Vasco Brondi

da | Interviste

Fuori di me, il nuovo singolo di Dente (al secolo Giuseppe Peveri), uno dei più apprezzati cantautori italiani con più di dieci anni di carriera alle spalle, vuole essere una canzone consapevole, una brano di dualismi e di contrasti e un’analisi dell vita al di là di ciò che la pandemia ci ha tolto (ma ci ha anche dato).

Prodotto dal collettivo Golpe! e pubblicato da Inri/Artist First, “Fuori di me” dimostra il personalissimo linguaggio pop dai tratti essenziali e ricercati che caratterizza la produzione di Dente fin dal suo debutto, nel 2006.

Abbiamo fatto una bella chiaccherata con Giuseppe per farci raccontare come è nato questo pezzo, con chi vorrebbe collaborare in futuro, del suo tour in giro per l’Italia e di un sogno avente per protagonista il collega e amico Vasco Brondi. Non vi resta che leggerla e scoprire cosa ci ha raccontato Dente!

Il 28 febbraio 2020 usciva “Dente“, il tuo album omonimo. A marzo invece avresti dovuto intraprendere un tour in giro per l’Italia. Ti farò una domanda che sicuramente ti avranno già fatto in troppi, ma in quanto artista come sono stati questi mesi di stop forzato? La tua creatività in qualche modo ne ha risentito oppure è stata stimolata?

Non saprei. Sicuramente sono stati dei mesi brutti, come per tutti. Per me lo sono stati particolarmente perchè il mio nuovo disco era uscito poco prima del disastro. Eravamo tutti carichi al pensiero di promuoverlo attraverso delle presentazioni e in tour, ma purtroppo siamo stati bloccati. Mi è spiaciuto perchè “DENTE” è un album al quale avevo lavorato per 3 anni. Pur essendo uscito (e quindi ascoltabile), non ha sicuramente avuto la possibilità di essere promosso come avremmo voluto. La pandemia ha sicuramente influito sulla mia creatività. Ho sritto dei brani che in circostanze diverse non avrebbero mai visto la luce, ma perchè la vita in quei mesi è stata molto diversa dalla norma e sono nati dei testi e delle produzioni diverse. Non so se in meglio o in peggio, sarà la Storia a dircelo. 

Fuori di me” è il tuo nuovo singolo, un pezzo fresco e spensierato, prodotto dal collettivo GOLPE. Lo trovo un brano che gioca molto sui dualismi, come tu stesso hai detto: tra verità e la finzione, tra istinto e ragione, ma (seppur in maniera ironica e leggera) si interroga sulla vita e la morte“. Come è nato questo pezzo e la scelta di farlo produrre da GOLPE?

Questa canzone parla di finzione e realtà e contiene elementi autobiografici e non. Sono sempre stato abituato a parlare della mia vita e quindi a scrivere dei pezzi estremamente autobiografici. Stavolta, invece, mi sono dato alla “fiction” se così possiamo dire. Ho unito la mia esperienza a degli aspetti romanzati, un esercizio interessante che già tanti artisti svolgono, ma io non ci ero mai riuscito prima d’ora. In questa canzone si parla tanto anche di morte. Cè un ritornello aperto, che può essere interpretato come il desiderio di voler sparire ed essere in un certo senso invisibile: una sensazione che abbiamo provato sicuramente tutti almeno una volta nella vita. La canzone è nata da quel desiderio, da quel sentimento che può essere portato all’estremo. GOLPE! è il produttore del mio disco precedente, semplicemente con un altro nome. Avevo voglia di fare una produzione sbarazzina e allegra, in contrapposizione al suo tema portante. Pertanto ho fatto un provino chitarra e voce, con una piccola batteria. Mi piaceva l’idea di utilizzare/registrare strumenti veri, ma “tagliuzzati” e rimescolati. Federico (GOLPE!) è stato molto bravo in questo. Ha un occhio diverso dal mio, che sono un po’ più classico, e ci siamo trovati molto bene a lavorare insieme a questo brano. Ha portato la mia scrittura, non proprio modernissima, in un universo più contemporaneo. 

Apprezzo molto il fatto che la tua scrittura sia autentica. Al giorno d’oggi è difficile trovare le parole giuste, non necessariamente le più semplici, per trasmettere sentimenti, sensazioni e vibrazioni sincere, in pieno stile Dente. 

Ti ringrazio molto!

Nel singolo canti “Vedo la mia vita da una prospettiva diversa“. è veramente così? La pandemia ci ha profondamente cambiati oppure in fondo siamo sempre gli stessi?

Questo verso che ho scritto in realtà non è merito della pandemia, ma dell’analisi. La pandemia è stata un’occasione persa per capire tante cose. Ho sperato che potesse lasciarci un messaggio positivo, prima di tutto che il nostro pianeta non ha confini e che differenze tra gli esseri umani sono solo nella nostra testa. Questo virus orribile è arrivato in tutto il mondo in pochissimo tempo, nel giro di poche settimane. Speravo che potesse far risuonare un campanellino d’allarme nella testa delle persone. Purtroppo, l’umanità ci riserva sempre il peggio di sé e questo non è successo. Ne parlo anche nella canzone “Questa libertà“, un brano che ho scritto in piena pandemia quando mi sono proprio reso conto che ciò che stavo auspicando non stava succedendo, come sempre a dire il vero.

Prima mi parlavi di “analisi della vita” Dopo quasi 15 anni di carriera, come è cambiato il tuo approccio alla vita stessa e come si riversa questo nella tua musica? 

L’approccio alla vita è sempre lo stesso: cercare di rimanere vivi, sopravvivere. In questi 15 anni sono cambiate tante cose dentro e fuori di me, spesso collegate tra di loro. Credo che sia uguale per tutti. Mi auguro che tutti possano permettersi di cambiare la propria vita o semplicemente mettersi in discussione, cambiare il proprio pensiero e il proprio punto di vista sulle cose. Si può anche rimanere della propria idea, ma avere la voglia di mettersi costantemente in discussione, ogni giorno, secondo me è molto importante. 

Avevo letto un’intervista in cui dichiaravi di partire spesso con Vasco Brondi per andare a suonare e che eravate soliti preparare le confezioni dei dischi che poi vendevate in maniera molto improvvisata. Oggi forse nessun artista si sognerebbe di fare questo.

Sì, è vero.Ci confezionavamo i dischi in viaggio, perchè siamo partiti dal basso. Partire dal basso 15 anni fa, voleva dire andare a suonare nei bar, con tre persone davanti, in cambio di un pasto caldo e di un posto dove riposare la notte. Non voglio fare “la piccola fiammiferaia”, ma era veramente così. Partire dal basso oggi vuol dire avere un budget, un produttore, un ufficio stampa e un editore. Per dirti, io ho scoperto cos’era un ufficio stampa al terzo disco. Oggi sono tutti molto sul pezzo, noi eravamo più bohémien. Volevamo suonare, cantare e tutto ciò che circonda la musica lo abbiamo scoperto dopo, per fortuna. Oggi le persone che iniziano la propria carriera nella musica, non hanno come prima necessità far sentire le proprie canzoni e suonarle su un palco, bensì avere un buon team con cui lavorare al proprio progetto. Questo va assolutamente bene, i tempi sono diversi ed è giusto che cambino. Non voglio fare l’anziano che dice “Noi abbiamo fatto la gavetta”. Chissenefrega se un artista oggi non la fa, meglio per lui.  

Tra l’altro, ho sognato proprio Vasco Brondi stanotte! Posso dirtelo? tavamo parlando, gli stavo raccontando delle cose e lui si è messo a cantarmi una canzone che aveva scritto appositamente per me. Quando mi sono svegliato, ho realizzato di aver sentito praticamente una canzone inedita. 

Ma è fantastico! Hai collaborato con numerosissimi artisti del panorama italiano, da Arisa a Marco Mengoni, passando per Coez, Le Luci della Centrale Elettrica, Selton etc. C’è un collega con il quale ti piacerebbe immensamente collaborare, ma non ne hai ancora avuto l’occasione?

Non sono cose che sogno, ma succedono e basta. Le collaborazioni nascono dagli icontri, quando ci si annusa e quando arriva soprattutto il momento giusto (anche con persone che conosci da una vita): si fanno e basta.

A breve partità il “Fuori di me Tour” (La data del 4 luglio 2021, a Padova, è stata annullata per il maltempo). Cosa possono aspettarsi i fans, ma non solo, che avranno modo di sentirti suonare dal vivo in giro per l’Italia?

Lo spettacolo che ho in mente per quest’estate sarà in solitaria, ma con un po’ di sorprese. Mi sono voluto allontanare dal concetto del cantante che si esibisce con la chitarra sul palco. Mi alternerò tra chitarra classica, acustica ed elettrica, suonerò cover, i miei brani (inediti e non) e farò anche delle gag da 10 minuti. Pure a livello scenografico, sarà tutto molto coreografico. Più che un concerto, è anche uno spettacolo. Ho già avuto modo di provarlo, solo non dal vivo. Non vedo l’ora. 

Ascolta il nuovo singolo di Dente, Fuori di me:

 

 

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